Durante la scorsa settimana i Miami Heat hanno concluso il giro di trasferte ad Ovest, ottenendo due vittorie ed una sconfitta che assestano il record sul 18-22.
Risultati
Si è dunque concluso positivamente il viaggio di 5 trasferte nel “selvaggio West”, chiuso da Miami con un bilancio di 3-2. In particolare l’ultima settimana ha dato molti segnali positivi, con gli Heat che hanno dovuto rinunciare a Wade dopo appena 15 minuti della gara contro i Lakers. Gara vinta dai ragazzi di Spoelstra soprattutto in difesa, tenendo LA ad appena 75 punti, con il 31,5% al tiro. Ottima prova difensiva di Deng, che ha costretto Bryant ad un 3-19 dal campo. Il sudanese ha anche aggiunto 8 punti e 8 rimbalzi. Nettamente sottotono, invece, Bosh (8 punti, 4-17 dal campo). Prove confortanti sono arrivate da Whiteside (15 punti, 9 rimbalzi, 5 stoppate), Chalmers (19 punti e 8 assists) e Andersen (12 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate).
Miami ha, invece, potuto ben poco a Oakland, perdendo per 104-89. Sconfitta dignitosa se si pensa alla situazione (era un back-to-back e con Wade fuori) e alla squadra che si aveva contro (attualmente, la migliore della NBA). Buone prove di Bosh (26 punti e 7 rimbalzi), Whiteside (10 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate) e Deng (19 punti e 7 rimbalzi). Poco, anzi, pochissimo è arrivato dal backcourt, con Mario Chalmers che non ha dato seguito alla buona prova dello Staples e Norris Cole ancora in piena involuzione. Si è invece rivisto Napier, di cui parleremo più avanti.
Altra prova consistente in quel di Sacramento, dove Miami ha sempre controllato la gara. Sugli scudi ancora Bosh (30 punti, 7 rimbalzi, 3 assists, 3 recuperi, con 3-3 con i piedi dietro l’arco) e Deng, autore di 25 punti, conditi da 6 rimbalzi e 4 assists (alla faccia di chi lo dava per bollito già dopo 5 partite). Prima partita mancata, invece, per Whiteside, che ha avuto da subito problemi di falli ed ha chiusto con 4 punti, 1 solo rimbalzo e 2 stoppate. Proprio alla luce della sua prestazione sottotono e dell’assenza di Andersen, la vittoria ha assunto un valore ancora più importante.
Rotazione
Altra settimana e altri avvicendamenti nelle rotazioni dei vicecampioni NBA. Tra infortuni a cali di rendimento, hanno (ri)trovato spazio sia Shawne Williams (18 minuti sia contro i Warriors che contro i Kings), che Shabazz Napier, partito addirittura titolare ad Oakland (10 punti e 6 assists) e Sacramento (12 punti, 5 assists e 6 rimbalzi, anche se con 3-11 al tiro). Nonostante le prove offensivamente sufficienti, Shabazz è ancora molto in ritardo dal punto di vista difensivo, difetto abbastanza grave nella posizione di PG, “abitata” attualmente da tantissimi giocatori di talento. Nel ruolo di centro è (di nuovo) “resuscitato” Udonis Haslem, che, complice l’infortunio di Andersen, ha giocato 24 minuti di sostanza contro i Kings (7 punti e 6 rimbalzi). Dopo alcune prestazioni incoraggianti è invece tornato alla sua desolante mediocrità Danny Granger, del quale gli Heat avrebbero bisogno per dare un po’ di attacco ad una second unit poverissima di talento.
Classifica e prossima settimana
Con un record di 18-22 gli Heat restano settimi nella Eastern Conference, dietro a Bucks (21-19) e Cavs (21-20) e davanti a Nets (17-24, in netto calo), Charlotte e Detroit (entrambe appaiate con 16-25). Durante la prossima settimana Miami giocherà una partita difficile contro OKC, per poi affrontare gli Hornets in North Carolina, i Pacers alla Triple A, e i Bulls a Chicago. Settimana complicata, dalla quale gli Heat dovranno uscire almeno con 2 vittorie.
Per NBAPassion.com,
Leonardo Zeppieri

