In quella che dovrebbe essere una stagione “di passaggio” Damian Lillard ha parlato, in un’intervista a Chris Haynes di Yahoo Sports, del recupero dall’infortunio e del suo futuro con i Portland Trail Blazers. “Mi ci è voluto circa un mese per abituarmi a non poter più giocare, viaggiare e stare con la squadra. Ma passato quel periodo mi sono buttato sul recupero e sulle aree dove devo ancora migliorare. È la prima volta in 10 anni che ho l’opportunità di staccarmi un pochino da tutti e rilassare la mente e il corpo, stare con la mia famiglia per poi tornare a lavorare. Detto questo, mi sento forte, mentalmente e fisicamente. Ho ancora sei, sette mesi prima dell’inizio della prossima stagione. È la prima volta dal 2016, 2017 che non sento più dolore. Quindi sono entusiasta di poter finalmente giocare liberamente e al 100%.”
Nonostante il dolore costante agli addominali, l’ex giocatore di Weber State ha giocato la sua miglior pallacanestro proprio in questi anni. “Non voglio dire che sarò mille volte meglio di quello che sono stato perché ho avuto grandi stagioni in questi anni. Penso solo che questo dimostra quanto fossi forte mentalmente da riuscire a giocare a quei livelli negli ultimi tre o quattro anni. Ora non avrò più il problema di chiedermi se riuscirò a sopportare il dolore e se questo influirà sulla partita. Solo il fatto di non dover più affrontare le partite con questa mentalità, è come una vittoria per me. E sono entusiasta di questa cosa.“
Alla domanda se gli mancasse un po’ di competizione, il 6 volte All-Star ha risposto: “Volevo arrivare fino ad un certo punto in cui mi mancasse giocare. Ne parlavo giusto la scorsa partita con uno degli allenatori, ora sto finalmente iniziando a sentire che mi manca giocare.”
Può esserci il rischio che Damian Lillard venga “dimenticato”?
Solitamente, quando una superstar rimane assente per un prolungato periodo di tempo, si tende quasi a “dimenticarla”, anche a causa dell’ascesa di nuovi giocatori emergenti. Nonostante ciò, questo tipo di pensiero non ha attraversato più di tanto la mente di Damian Lillard. “Non prendo neanche tanto in considerazione il fatto che la gente possa dimenticarsi di me. Ci sono ragazzi che giocano bene per un lungo periodo e la gente si comporta come se fosse la cosa più bella del mondo. Io potrei essere uno che ha beneficiato di questa cosa in passato. Ma fa parte del gioco. Non mi faccio delle paranoie ripetendomi ‘Si ricorderanno di me’.
Faccio parte dei migliori 75 giocatori della storia della NBA. Questo è ciò che conta. Il mio curriculum parla da sé. So che il meglio per me deve ancora venire. Quindi non devo tornare per far ricordare a loro chi sono. Io so chi sono, io so cosa faccio. E quando tornerò in campo sai che sarà così. Non penso sia una cosa così sconvolgente il fatto che io stia per tornare. Siamo nella NBA, i grandi giocatori vanno e vengono e si ritrovano a ottenere ciò che meritano in base alle prestazioni che fanno. Questo, però, non vale per me perché quando scendo in campo sono quello che sono e faccio quello che faccio e le persone rispetteranno il mio gioco quando mi vedranno in campo.”
Cosa si aspetta Dame dall’offseason della sua franchigia?
Ecco cosa il nativo di Oakland si aspetta dall’offseason della propria squadra. “Non penso che siamo in una situazione in cui se non vinci il titolo l’anno prossimo, venga considerato un fallimento. Detto ciò, dobbiamo però essere in grado di metterci in una posizione in cui possiamo lottare per il titolo e, in più, dove possiamo continuare a viaggiare in quella direzione. Penso che questa sia un’estate decisamente critica dove dobbiamo capitalizzare.”

