Quando un giocatore ha fatto la storia di una franchigia, dopo essersi ritirato, questa può decidere di ritirare la maglia di costui per onorare la sua carriera. Ed è proprio questo che si aspetta Kevin Durant dagli Oklahoma City Thunder e dai Golden State Warriors, come ribadito nell’intervista a The Ringer. Durant ha indossato per i primi nove anni della sua carriera la canotta dei Thunder, tecnicamente otto visto che uno l’ha giocato con i Seattle Supersonics, vincendo un premio di MVP, nel 2014, e venendo chiamato per sette volte all’All-Star Game. Nel 2016 la decisone di passare agli Warriors. L’attuale giocatore dei Brooklyn Nets ha passato tre anni nella Baia, vincendo due volte sia il titolo NBA che il premio di Finals MVP.
“OKC deve ritirare la mia maglia,” ha detto Kevin Durant. “Non sarebbe giusto nei confronti del gioco del basket se non lo facessero. Lo stesso vale per Golden State. Ora sto giocando nel modo in cui sto giocando adesso a Brooklyn e se continuerò a giocare così per altri quattro o cinque anni, allora penserò la stessa cosa anche per loro. Sarà meglio che abbia una casa. Perché io sento di essere il basket. È il mio DNA. Ho dedicato tempo, rispetto e amore ad ognuna di quelle franchigie dentro e fuori dal campo per poter avere quel tipo di riconoscimento. Se non mi verrà dato, allora la prenderò sul personale.”

