Riavvolgendo il nastro di una stagione da All-Star e da campione NBA, lo scorso autunno Andrew Wiggins aveva portato avanti una battaglia simile a quella di Kyrie Irving contro il vaccino per il COVID-19. Lui, però, alla fine cedette e si vaccinò prima dell’inizio della NBA.
Evitandosi così di fatto quanto successo al giocatore dei Brooklyn Nets, il cui contributo è stato soggetto alle regolamentazioni dei singoli stati. Nonostante i risvolti positivi della sua scelta, però, il canadese avrebbe ancora rimpianti, come raccontato a ESPN.com.
“Onestamente, avrei davvero preferito non vaccinarmi. (…) L’ho fatto, e alla fine la stagione mi è valsa l’All-Star game e l’anello, quindi questa è la parte positiva. Non perdere un anno che poi è stato il migliore della mia carriera. Ma per quanto riguarda il mio corpo, non mi piace iniettarmi tutta quella roba. Per cui non mi piaceva l’idea e non mi è piaciuto il fatto che non sia stata una mia scelta. Non mi è piaciuto che sia stato un ‘o lo fai o non giochi’.”
Nonostante tutto, però, come raccontato da Wiggins stesso, alla fine aver ceduto è stata probabilmente la miglior decisione che potesse compiere per la sua carriera. Ora il suo contratto scadrà tra un anno, e dovesse confermarsi anche nella prossima stagione, potrà puntare a cifre davvero importanti durante la free-agency 2023.
“Mi piacerebbe rimanere qui.” aveva affermato a giugno, ricorda ancora ESPN “Stare qui è davvero un’esperienza di primissimo livello. Per come trattano i giocatori, siamo una grande famiglia. Magari questo vale per molti posti, ma qui lo si dimostra con le azioni di tutti i giorni.”
Allora, vaccino o meno, i suoi saranno attesi da una stagione molto importante. La prossima off-season, infatti, per ammissione della stessa franchigia, sarà molto complicata. Sono diversi in effetti i contratti in scadenza che richiederanno attenzioni milionarie. E ripetere un’altra annata tanto positiva potrebbe senz’altro aiutare.

