Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsCaso Griner, Blinken: “Proposto scambio di detenuti” alla Russia

Caso Griner, Blinken: “Proposto scambio di detenuti” alla Russia

di Michele Gibin
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Per la prima volta in 5 mesi, gli Stati Uniti hanno proposto ufficialmente alla Russia uno scambio di detenuti con l’obiettivo di riportare la giocatrice WNBA Brittney Griner e l’ex Marine Paul Whelan in America.

Lo ha confermato nella giornata di mercoledì il Segretario di Stato USA Antony Blinken, che ha dichiarato di attendere ora una risposta dal suo omologo al Cremlino per iniziare una trattativa. Si tratta di una novità importante e dei primi contatti diplomatici tra i due paesi dallo scoppio dell’invasione russa in Ucraina di marzo.

Brittney Griner è detenuta e sotto processo per possesso di sostanze stupefacenti (alcune cartucce ricaricabili a base di olio di hashish per sigaretta elettronica) dallo scorso febbraio, quando la star delle Phoenix Mercury e di Team USA fu fermata all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca. La giocatrice rischia fino a 10 anni di carcere.

Blinken ha annunciato dunque di aver proposto a Mosca un canale diplomatico per trattare il rilascio dei due cittadini USA, senza però fornire almeno per il momento ulteriori dettagli. Si tratta del primo passo deciso dell’amministrazione Biden per il rilascio di Brittney Griner, dopo settimane di ipotesi e dichiarazioni.

Da settimane si menziona il trafficante d’armi Viktor Bout come possibile pedina di scambio richiesta indietro dalla Russia, Bout, noto in America come “il mercante di morte”, sta scontando una pena di 25 anni di carcere negli USA per terrorismo. Una notizia che manca però di conferme ufficiali e che era stata diffusa nelle scorse settimane dai media russi.

Non sarebbe la prima volta che USA e Russia trattano un reciproco scambio di detenuti, una pratica adottata anche in piena Guerra Fredda con l’Unione Sovietica. Due settimane fa il presidente Joe Biden aveva emanato un ordine esecutivo che, nel tentativo di arginare il ricorso alle detenzioni di cittadini americani all’estero per fini politici e di ricatto, permetterà alle autorità di imporre sanzioni ai responsabili della detenzione. Il governo USA ha sempre sostenuto, nel caso Griner, come la giocatrice sia “detenuta ingiustamente” e a scopi di pressione politica e ricatto verso Washington.

La prima occasione per un colloquio tra Blinken e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, riporta Associated Press, sarà a Phnom Penh in Cambogia per il meeting dell’Association of Southeast Asian Nations Regional Forum, tra 4 e 5 agosto. “C’è un’utilità nel dare ai russi un nostro messaggio chiaro e diretto su quali siano le nostre priorità, tra cui il rilascio dei detenuti Griner e Whelan“, così Antony Blinken. Al centro dei colloqui vi sarà anche la crisi del grano e le trattative per il transito delle navi cargo dai porti ucraini, tema centrale sul teatro di guerra sul Mar Nero in queste settimane.

Mosca replica alla proposta Blinken: “Negoziati si fanno in privato”

Brittney Griner ha testimoniato per la seconda volta al suo processo mercoledì, descrivendo le circostanze del suo arresto in aeroporto di febbraio e ribadendo di aver introdotto “inavvertitamente” le sostanze proibite in Russia. Gli avvocati difensori di Griner hanno sostenuto la tesi, confermata da un certificato medico, del possesso delle sostanze a uso terapeutico. La scorsa settimana, commentando il processo, la portavoce del ministro degli esteri russo Maria Zakharova aveva dichiarato: “Se un cittadino USA non nega di aver introdotto in Russia sostanze illegali, come ha fatto (Brittney Griner, ndr), questo dovrebbe essere giudicato secondo le leggi locali e non quelle in vigore a San Francisco, Washington o New York. Se negli USA la droga è legale e alla lunga tutti i cittadini diventeranno dei drogati, questo non significa che valga lo stesso per tutti gli altri paesi“.

Non è tardata, tempo di fare il giro con il fuso orario, la risposta russa alla proposta di Antony Blinken su uno scambio di detenuti per Griner e Whelan. A parlare è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: “Noi sappiamo che questo tipo di proposte si fanno senza far filtrare informazioni. Di solito il pubblico lo viene a sapere quando un accordo si è già stabilito“.

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