“With the 33rd pick in the 2010 NBA draft, the Sacramento Kings select Hassan Whiteside”.
È iniziata così l’avventura di Hassan Whiteside nella NBA, una storia nata non proprio nel migliore dei modi. Whiteside giocò solamente 2 minuti, durante la partita d’esordio con i Kings, salvo poi avere diversi problemi fisici che gli fecero perdere buona parte della stagione, vedendo spedito quindi in D-League. Nella stagione 2011-12, giocata sempre con i Kings, riuscì a giocare con più frequenza ma sempre con un minutaggio molto basso. Il resto è storia nota, Whiteside passa diversi anni nella D-League, migliorando alcuni aspetti del suo gioco, maturando inoltre un’esperienza in Cina giocando per i Jiangsu Tongxi, prima dell’occasione della vita: la chiamata dei Miami Heat vice-campioni NBA con la firma del contratto il 14 Novembre 2014.
Ciò che però in pochi sanno è che Hassan Whiteside fu molto vicino a vestire la casacca dei Minnesota Timberwolves, precisamente nel 2012, quando, dopo essere stato rilasciato dai Kings, era rimasto senza un team per cui giocare. Dopo due anni passati nell’anonimato di Sacramento, ecco che i T-wolves sarebbero potuti essere una buona svolta per la sua carriera, potendo crescere accanto a nomi quali Love e Kirilenko, sotto l’esperta supervisione di coach Rick Adelman. E invece no, la firma non arrivò. “Doveva maturare” – Ha recentemente affermato il presidente dei Minnesota Timberwolves, Flip Saunders – “Spesso i giovani ragazzi, quando come nel suo caso riescono a crescere così velocemente come a Marshall, accade che non siano pronti per l’NBA e tutto ciò che è attorno ad essa, pensando che una volta arrivati (in NBA n.d.r.) nulla possa andare storto. Quindi penso che prima di tutto lui sia maturato e che abbia pagato il suo debito.”
Un Hassan Whiteside quindi affascinato da tutte le distrazioni che l’NBA offre fuori dal campo, un ragazzo poco propenso alla vita da professionista sembra di capire dalle parole di Saunders. Un giovane ancora poco maturo e non capace di gestire il grande palcoscenico che l’NBA offre, insieme a tutto ciò che questo comporta.
Dello stesso parere sembra essere Joseph Goodman del ‘The Miami Herald’, che scrive: “Alcune persone lo hanno fatto ragionare sulla sua etica lavorativa, sui suoi comportamenti fuori dal campo in alcune situazioni, ponendo perplessità anche sulla sua disciplina. Solo così poteva maturare”. Insomma, è facile intuire come l’Hassan Whiteside ritrovato dai Miami Heat, sia una versione completamente rinnovata del giovane ragazzo poco professionale che era approdato in NBA.
Whiteside attualmente sta vivendo la migliore stagione della sua carriera, mostrandosi come una delle migliori rivelazioni della stagione quest’anno. La PF dei Miami Heat sta viaggiando di media a 9.8 punti, 8.3 rimbalzi e 2.5 stoppate per partita, senza dimenticare un impatto sui match calcolato ad un ottimo 19.2% secondo i criteri PIE.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino




