Come scrive  Kenny DeJhon di Featured Columnist, i Lakers hanno solo due giorni per rimediare alla stagione disastrosa che stanno attraversando. Il General Manager Mitch Kupchak, deve guardare al futuro e pensare alla stagione che verrà, che sarà probabilmente l’ultima di Kobe Bryant in canotta gialloviola e in NBA. Kupchak è chiamato ad un compito molto difficile, dovrà scambiare il poco che gli è rimasto, che peraltro non ha molto mercato, e dovrà essere in grado di riorganizzare il roster in vista dell’ormai imminente free agency.

L’obbiettivo numero uno della dirigenza della franchigia californiana rimane Goran Dragic, esperta point guard ora in forze ai Phoenix Suns. Il General Manager dei Lakers, però, dovrà fare i conti con la concorrenza dei Rockets, che secondo Marc Stein di ESPN.com sono tra le candidate a convincere i Suns a cedere Dragic prima della trade deadline. Dragic risponde in tutto all’identikit di point guard adatta ai Lakers, ma la franchigia vorrebbe il giocatore da subito così da non dover rischiare la free agency, quando la lotta per lo sloveno potrebbe diventare ancora più serrata.

I Lakers sono per il secondo anno consecutivo in corsa per ottenere una scelta al draft molto alta, l’anno scorso hanno scelto Julius Randle alla chiamata numero sette. Attualmente, con il quarto peggior record della lega, la franchigia di Los Angeles ha la possibilità di ottenere una scelta tra le prime cinque, e dovrà sperare che sia così: infatti, qualora la scelta dei Lakers fosse inclusa tra la sesta e la trentesima, finirà ai Phoenix Suns come compenso per la trade di Steve Nash, avvenuta pochi anni fa.

Se i Lakers riuscissero ad acquisire Goran Dragic prima della deadline, dunque, il roster subirebbe un sensibile miglioramento: sicuramente lo sloveno dà più garanzie di Jeremy Lin e del rookie Jordan Clarkson ma, d’altra parte, la franchigia rischierebbe di uscire dalla top five al draft, e quindi dovrebbe cedere la propria scelta ai Suns. Come osserva Stein, Dragic diventerà free agent alla fine della stagione, e i Lakers dovrebbero comunque offrire al playmaker dei Suns un contratto al massimo salariale per sperare di trattenerlo o, qualora l’affare non venga chiuso prima di giovedì, di acquisirlo durante l’offseason. La cosa migliore per i Lakers è dunque mostrare continuo interesse per il giocatore, pianificare una serie di offerte e cercare di convincere Dragic a collaborare con Kobe Bryant e una serie di giovani talentuosi il prossimo anno.

Passiamo ora ad analizzare il caso Lin: Howard Beck di Bleacher Report ha analizzato le statistiche del giocatore, evidenziandone i limiti e la decadenza del suo gioco in termini di rendimento, soprattutto in questa stagione. Il playmaker dei Lakers sta facendo registrare una media di 10.4 punti a partita, la più bassa da quando ha lasciato New York, ed ha una percentuale dal campo in continuo calo: tira con il 43.2% in questa stagione, in calo rispetto al 44.6% dello scorso anno. Gioca anche meno: 25.5 minuti contro i 29 della scorsa stagione. Tuttavia, le sue prestazioni non sono ancora da buttare via del tutto: il ragazzo tira con il 37.4% da 3 punti ed ha una media-assist di 4.6 a partita, che per l’impiego limitato non è affatto male. Tuttavia le prestazioni di Lin sono estremamente altalenanti: alcune notti è sembrato di rivedere il giocatore che era a New York, altre notti ha invece sfornato prestazioni totalmente anonime e incolori.

Lin è un giocatore che sa passare bene la palla e favorisce la circolazione della stessa in qualsiasi sistema venga inserito, ma deve limitare le palle perse e la sua percentuale all’interno dell’arco dei tre punti. Purtroppo il ragazzo non è da considerarsi una PG che possa fare il titolare, dati i grossi limiti in una serie di aspetti del gioco, come sottolineato, e l’ostacolo più grosso che blocca la dirigenza gialloviola su una possibile trade è lo stipendio percepito dal giocatore: Lin viene pagato circa 14.9 milioni a stagione, cifra che nessuna franchigia è disposta a spendere per un giocatore che, a 26 anni ormai passati, è attualmente da considerarsi un rincalzo dalla panchina.

L’ipotesi più accreditata, dunque, è quella di vedere Lin in canotta gialloviola sino al termine della stagione, prima che diventi unrestricted free agent nella offseason che ci aspetta, dove i Lakers potranno offrire al giocatore un contratto più basso o aspettare che qualche altra franchigia si faccia avanti, tramutando quei quasi 15 milioni in spazio salariale libero per firmare nuovi contratti ad altri giocatori.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

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