È la preseason e non ci si dovrebbe esaltare troppo, soprattutto dopo aver battuto una squadra in ricostruzione come gli Spurs, ma i Rockets hanno alcuni buoni motivi per farlo, a partire dalla loro punta di diamante, Jabari Smith Jr.
Innanzitutto hanno battuto San Antonio 134–96, quasi 40 punti di scarto, tenendoli al 35% dal campo e costringendoli a 18 palle perse totali, grazie ad una difesa aggressiva e competente come non si vedeva da parecchio.
Il coach Stephen Silas è rimasto comunque incoraggiato e fiducioso di quello che ha visto: “E’ la difesa su cui abbiamo puntato molto”, ha detto Silas. “Abbiamo fatto più sforzi sulla parte difensiva. Sono super incoraggiato dal nostro gioco”. Poi, riguardo il risultato finale ha aggiunto: “Qualsiasi partita giochi, vuoi vincere e noi abbiamo ragazzi molto competitivi. È bello partire sicuramente con una nota vincente, ma c’è molto da perfezionare e da migliorare“.
A rubare la scena però è Jabari Smith Jr. La scelta numero tre assoluta al Draft ha debuttato nel migliore dei modi facendo ben sperare tutti i tifosi Rockets. 21 punti, 8 rimbalzi, 53% dal campo con 5/8 da tre in 24 minuti di gioco per la nuova ala di Houston. “Per me è stato facile, i miei compagni hanno reso tutto facile, servendomi quando ero libero per tirare. Il resto è venuto da solo prendendo i giusti tiri, fidandomi dell’attacco e dei miei compagni”, così il rookie di Houston dopo la sua ottima prestazione.
Ha dimostrato ottime doti sia in attacco sia in difesa e Silas lo ha notato sin da subito: “In difesa, è sempre al posto giusto. È lungo. È atletico. Chiude gli spazi. E poi, offensivamente, sta segnando i tiri”.
Ovviamen ci vuole equilibrio nei giudizi, senza essere affrettati, perché è soltanto la prima partita della preseason e in una stagione NBA ci sono troppe incognite, ma insieme all’altro rookie, Tari Eason (21 punti e 10 rimbalzi) e ai già conosciuti Kevin Porter Jr e Jalen Green, i Rockets potrebbero davvero diventare una mina vagante di questa Lega.

