Steve Kerr, coach dei Golden State Warriors, dice la sua sul caso Green-Poole. Il tecnico ha usato parole chiare per esprimere il dissenso della squadra ma al tempo stesso ha lasciato capire che non ci sanno altri provvedimenti per l’orso ballerino.
Le sue dichiarazioni: “Ha perso la nostra fiducia. Draymond ed io lavoriamo insieme da otto anni. Abbiamo avuto un sacco di scontri e mi sono sempre fidato di lui. Ha rotto la nostra fiducia con questo incidente, ma gli sto concedendo il beneficio del dubbio perché penso che se lo sia guadagnato e penso che la nostra squadra la pensi allo stesso modo”. A raccogliere le dichiarazioni di Kerr è Marc Stein, il quale con un post su Twitter riporta le parole del coach dei Warriors.
Il caso Draymond Green: cosa vuol dire la fiducia tradita nei confronti di Kerr
E’ chiaro come il caso Draymond Green abbia scosso la comunità che gravita attorno la squadra con base a San Francisco. L’ala grande quattro volte All-Star è reo di aver colpito con un pugno il suo compagno di squadra Jordan Poole, di ruolo guardia, colpevole di averlo ripetutamente provocato. Green, giocatore noto per il suo carattere, si è dapprima autosospeso. La dirigenza ha poi gestito interanmente il caso, senza sospendere il giocatore.
Fortunatamente, Poole non ha riportato conseguenze fisiche nell’impatto. Ma ciò che è certo è che Green ha superato il limite. La questione, nonostante venga trattata privatamente, avrà ripercussioni anche al di fuori del Chase Center. Green, come detto, ha giocato quattro volte l’All-Star Game ed ha vinto il Defensive Player of the Year nel 2016-2017. C’è da considerare anche che il suo contratto è in scadenza nel 2024, periodo in cui saranno eleggibili per il rinnovo anche anche Klay Thompson, Andrew Wiggins e James Wiseman. A quel punto il front office dei Golden State Warriors dovrà prendere delle decisioni importanti.
Green è sempre stato considerato un elemento chiave dei Golden State Warriors. Sin dal suo approdo a San Francisco, avvenuto nel 2012, quando è stato chiamato con la trentacinquesima scelta al Draft NBA, ha sempre goduto della stima di coach Kerr e dei veterani della squadra come il playmaker Stephen Curry, la guardia Klay Thompson e l’ala piccola Andre Iguodala. Siamo così sicuri che i Warriors vogliano privarsi di lui?

