Becky Hammon sarà analyst NBA per ESPN per la stagione 2022-23 a partire da dicembre, il network e la coach della Las Vegas hanno annunniato mercoledì.
Dopo aver speso 7 anni come assistente allenatrice dei San Antonio Spurs nello staff di Gregg Popovich, Hammon ha accettato nel 2021 l’offerta di Mark Davis, proprietario delle Aces, e ha firmato un contratto pluriennale da un milionie di dollari complessivi, il più ricco mai firmato da un allenatore o allenatrice WNBA.
Prima di trasferirsi a Las Vegas, Becky Hammon aveva tenuto dei colloqui con alcune franchigie NBA, tra cui i Portland Trail Blazers, per il ruolo di head coach, incarico che l’avrebbe resa la prima donna capo allenatrice nella storia della lega. Il posto a Portland sarebbe poi andato a Chauncey Billups, e Hammon ha quindi preferito l’offerta delle Aces a un altro ruolo da assistant coach nella NBA.
In occasione della sua presentazione con ESPN, coach Hammon è tornata sul tema NBA e panchine, denunciando ancora una solida resistenza all’idea di avere una donna a capo di uno staff tecnico nella lega maschile: “Tra gli uomini, e ci sono tanti esempi, ci sono esempi di persone che dalla sera alla mattina diventano head coach. Ma non hanno mai allenato un giorno in vita loro, e non è certo cosa facile. Se fosse facile lo saprebbero fare tutti. Quando vedremo una donna head coach nella NBA? A volte penso che siamo vicine, uno o due anni al massimo, altre volte mi dico invece che quel giorno è ancora lontano, almeno 10 o 15 anni nel futuro“.
“Per quanto mi riguarda” chiosa Hammon “Non ho bisogno che qualcuno mi dica che sono una brava allenatrice, non mi serve un attestato“.
Già nei mesi scorsi, Becky Hammon aveva parlato di un altro caso tra i più discussi in questa stagione, ovvero il dramma della prigionia in Russia di Brittney Griner, star WNBA a Phoenix e 2 volte medaglia d’oro olimpica, e che sta scontando una condanna di 9 anni di carcere in Russia per possesso e trasporto di modica quantità di sostanze stupefacenti. Un caso giudiziario diventato presto un caso politico-diplomatico tra Stati Uniti e Russia. Hammon, che ha la doppia cittadinanza russa e americana e che ha giocato per la Russia alle Olimpiadi, aveva già in estate attaccato la malafede del leader russo Vladimir Putin e chiesto il rilascio di Griner, e prima della sentenza di agosto aveva chiesto clemenza per la giocatrice.
“La detenzione di Brittney Griner è ingiusta, la condanna è stata un pugno nello stomaco. In Russia sono normali delle cose che non dovrebbero esserlo. Brittney è stata tramutata in una pedian di un gioco politico. La comunità internazionale deve continuare a prestare attenzione“.
“Se si fosse tratto di LeBron James, sarebbe ancora li?” si è chiesta la coach “Non penso proprio, e questa è quasi la parte peggiore della faccenda. In quel casi ci sarebbe indignazione, rumore, un pandemonio. Il caso di Griner suscita ancora dell’attenzione, ma ci sono giorni in cui ti fermi e pensi: lei è ancora laggiù, giorno dopo giorno dopo giorno… dobbiamo riportarla a casa il prima possibile“.
Becky Hammon ha fatto nel 2022 la storia della WNBA, vincendo il titolo al suo primo anno da capo allenatrice, e vincendo anche il premio come Coach of the Year.

