In questo momento si vede ben poco della squadra che 5 mesi fa ha vinto il titolo NBA al TD Garden. I Golden State Warriors sono attualmente al 12º posto nella Western Conference con un record di 3-6. La squadra di Kerr ha perso tutte e 5 le partite in trasferta giocate ed è alla quarta sconfitta di fila. Non sembrano affatto gli Warriors che siamo stati abituati a vedere in questi anni.
La difesa è sicuramente il problema numero uno. Nella sconfitta di questa notte ad Orlando per 129-130, Steph Curry ha segnato 39 punti con 13 su 22 dal campo e 8 triple e Klay Thompson ne ha messi 27 con 7 canestri dall’arco. Come ha detto Draymond Green nel post gara, questi sarebbero numeri che di solito porterebbero ad una vittoria, ma se nell’altro lato del campo le cose non funzionano, non è affatto scontato arrivare al successo.
Le statistiche mostrano come i Golden State Warriors abbiano infatti concesso almeno un quarto da 30 punti ad ogni squadra affrontata fino adesso. Contro i Magic addirittura due quarti da più 30 punti e il terzo da 43. Non a caso grazie al terzo periodo i Magic sono riusciti a rimontare uno svantaggio di 16 punti che sembrava aver già indirizzato la partita.
Sono numeri preoccupanti, ai quali coach Steve Kerr dovrà trovare una soluzione. “46 tiri liberi per loro e 15 per noi. È difficile vincere una partita NBA concedendo così tanti tiri liberi”, ha detto Kerr dopo la partita, “Non è un fatto che sia colpa dei più giovani o meno, quando la nostra second unit è entrata, loro già erano in bonus. Abbiamo sbagliato approccio e lo stiamo facendo da inizio anno”.
Adesso Kerr proverà nuove combinazioni e nuovi quintetti per cercare di smuovere la situazione: “Ora abbiamo nove partite ed è l’ora di provare qualcosa di diverso. Ognuno avrà occasione per giocare, c’è gente che muore dalla voglia di scendere in campo. Come staff, dobbiamo considerare anche altre alternative.”
Oltre alla difesa, anche la panchina, che fino allo scorso anno era un punto forte della squadra, sembra ora essere diventato un punto debole. In particolare James Wiseman non sembra essere ancora a pieno regime da quando ha ricominciato a giocare, dopo aver saltato interamente la scorsa stagione. Per lui solo 2 punti, 3 rimbalzi, 3 falli e un fallo tecnico la scorsa notte ad Orlando.
Draymond Green però, da leader emotivo, si è assunto le proprie responsabilità e non punta il dito a nessuno, nemmeno ai più giovani: “Loro non hanno meno responsabilità di quante ne abbiamo noi veterani. Non punto il dito su nessuno. Abbiamo anche noi molte responsabilità e non le stiamo rispettando”.
Golden State ora completerà il suo giro di trasferte a New Orleans nella notte tra venerdì e sabato, nella speranza che qualcosa possa cambiare.

