Nike ha annunciato di aver interrotto la partnership commerciale con Kyrie Irving con effetto immediato, e ha annullato il lancio della nuova serie signature di sneakers Kyrie 8, che avrebbe dovuto arrivare l’8 novembre.
La decisione di Nike arriva 24 ore dopo la sospensione per almeno 5 partite senza stipendio che i Brooklyn Nets hanno inflitto a Irving, che in una settimana non aveva mai preso completamente le distanze da un suo post social in cui promuoveva un libro e docufilm annesso con contenuti antisemiti e d’odio razziale e religioso, nonché tesi pseudo-storiche e teorie della cospirazione.
Irving non ha mai fatto completa marcia indietro sul suo post, che ha avuto come effetto secondario peraltro quello di far schizzare “l’opera” nella top 10 best seller di Amazon in diverse categorie. Il giocatore si era difeso dietro la libertà d’opinione e non aveva mai chiaramente smentito di credere alle tesi antisemite contenute nel libro e film, né soprattutto si era mai scusato, se non dopo aver appreso della sospensione, con la comunità ebraica e con quanti si fossero ritenuti offesi e feriti dal post e dalle sue parole.
I Nets avevano concesso a Irving del tempo per elaborare sul suo operato e per scusarsi pubblicamente, cosa che il giocatore non ha però mai fatto chiaramente. Da qui la decisione di sospenderlo per almeno 5 partite e finché non avrà compiuto ciò che la squadra ha definito “step necessari” per essere di nuovo “adatto” a rappresentare la franchigia.
“In Nike, crediamo che non ci sia spazio per l’incitamento all’odio e condanniamo qualsiasi forma di antisemitismo“, ha affermato Nike in una dichiarazione stampa. “Siamo profondamente rattristati e delusi dalla situazione e dal suo impatto su tutti.“
Il contratto tra Kyrie Irving e Nike sarebbe scaduto a ottobre 2023 e la compagnia stava già valutando se rinnovare la partnership oltre tale data.
Nel frattempo, la Anti Defamation League americana ha chiesto ufficialmente, in cooperazione con i Brooklyn Nets, a Amazon di rimuovere il libro e docufilm promosso da Kyrie Irving dal proprio catalogo, “oppure di apporvi una dicitura che ne segnali la natura del contenuto“, ha riportato Shams Charania di The Athletic.

