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Lakers, Ham furioso: “Ma risaliremo, io non sono qui per perdere”

di Michele Gibin
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Senza LeBron James, Pat Beverley e Lonnie Walker IV, i Los Angeles Lakers crollano per 139-116 contro gli Utah Jazz a Salt Lake City, l’ottava sconfitta stagionale in 10 partite e la quarta su 4 in trasferta.

LeBron è a riposo per la seconda parte di un back to back, per un problema al piede sinistro, e con il numero 6 è assente anche la difesa gialloviola. Utah segna 42 punti nel primo quarto, 76 nel primo tempo, e 39 nel terzo periodo per confermare il vantaggio e darsi un quarto quarto da garbage time. Anthony Davis ci prova e segna 29 punti, Russell Westbrook dalla panchina ne aggiunge 22 con 5 assist e Kendrick Nunn approfitta dello spazio per sbloccarsi in attaco, con 18 punti in 27 minuti.

Le buone notizie per i Lakers si fermano qui però, il resto è da dimenticare. Soprattutto il mancato sforzo difensivo, che sta diventando un trend per una squadra che ha già evidenti limiti offensivi e al tiro, e che toglie il sonno a coach Darvin Ham.

Io non sono venuto qui per perdere e so che svolteremo. Non mi hanno portato qui per perdere. Potete scriverlo, le sconfitte potrebbero essere causate anche dal cambio di cultura che stiamo facendo qui, per tornare una squadra competitiva tutte le sere (…) è un processo che prevede anche il passare attraverso periodi difficili. E voglio che siamo in grado di ricordarceli, di portarli con noi, in modo che quando avremo svoltato e penseremo a qualche problema o ci lamenteremo per qualcosa, sapremo che non saranno problemi così gravi“.

Ciò che non voglio accanto a me è vedere mentalità disfattista, né persone che non vogliono competere o che diventino egoiste. Dobbiamo sempre essere alla stessa pagina, tutti, attraverso i momenti belli e quelli brutti“, prosegue poi il coach “io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, quali che siano le circostanze. E potete stare certi che non smetterò ora. Ne usciremo e saremo migliori di così“.

Un Darvin Ham infervorato, oltre che frustrato, dopo la partita, e che senza citarlo sembra rispondere alla poca fiducia dimostrata da Anthony Davis: “2-8 di record per me è duro da mandare giù. D’accordo, potrà sempre cambiare, New Orleans lo scorso anno parì con 1-12 e poi riuscì a rimontare. Noi dobbiamo rimettere i pezzi a posto, e abbiamo perso copletamente la nostra mentalità difensiva. Questo ci sta uccidendo“.

I Jazz hanno tirato col 55% dal campo e mandato a bersaglio 16 triple su 38 tentativi, e chiuso con 30 assist di squadra. Lauri Markkanen ha segnato 23 punti, mente Jordan Clarkson ne ha aggiunti 22, per Collin Sexton 17 punti dalla panchina. Talen Horton-Tucker, in veste di grande ex della serata, ha chiuso con 15 punti in 20 minuti.

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