Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsEditoriale – Anthony Davis, il futuro non può aspettare

Editoriale – Anthony Davis, il futuro non può aspettare

di Olivio Daniele Maggio

Chi l’ha detto che bisogna avere una certa età per essere uno dei giocatori dominanti della NBA? Di certo, con il passare del tempo si acquisisce sempre più esperienza e vengono limate quelle piccole sbavature tipiche della giovane età. Ma pare che il futuro, in alcuni casi, non può aspettare, come quello specifico che riguarda Anthony Davis.

Anthony Davis.

Anthony Davis.

E’ ormai più che evidente che l’ala grande dei New Orleans Pelicans sia già uno dei migliori, se non il migliore, nel suo ruolo. Il ragazzone di Chicago, prodotto di Kentucky, in questa incredibile stagione sta inanellando una serie di prestazioni che non fanno che rafforzare questa tesi. Finora AD ha messo a referto 24.7 punti di media, piazzandosi al quarto posto nella graduatoria generale. Non è solo la cifra alta ad impressionare, ma è il modo in cui Davis riesce a racimolare punti che non lascia scampo all’immaginazione. Dalla media distanza, dal post, in layup o in schiacciata: il classe 1993 ha un pacchetto offensivo di prima qualità che lo rendono imprevedibile e temibile per ogni avversario che si mette a marcarlo. Completo in attacco e arcigno e ostico quando difende. Grazie alla sua apertura alare rende vita difficile all’attaccante che, più di qualche volta, si vede stoppare i propri tentativi: per la cronaca sono 2.9 stoppate a partita per Davis, 158 totalizzate finora (è il leader della lega in questa graduatoria) in 54 partite giocate (la scorsa stagione arrivo a quota 189 giocando 67 match). E che dire di una certa predominanza a rimbalzo ottenuta facendo a sportellate con gli avversari, con i 10.4 palloni mediamente raccolti con una certa dimestichezza. Contro i Denver Nuggets ha addirittura sfiorato una quadrupla doppia mettendo a referto 36 punti, 14 rimbalzi, 7 assist e 9 stoppate. Semplicemente mostruoso.

Tecnica e forza, carattere e leadership. La sua continua ascesa non è riducibile ad una semplice questione di numeri. Davis, da buon uomo franchigia, ha dimostrato di sapersi caricare sulle spalle tutto il peso dei Pelicans vogliosi di raggiungere l’ottavo posto, ultimo posto disponibile per accedere ai playoff. Senza nulla togliere ai vari Evans e Gordon, probabilmente senza il numero 23 la squadra della Louisiana non starebbe lottando per agguantare l’obbiettivo dichiarato. E ricordiamo che il giocatore ha solo 22 anni. Quando nel 2012, dopo essere stato scelto con la prima chiamata assoluta di quel Draft, esordì in NBA, molti avevano parlato di un talento assoluto con un roseo futuro. Dopo due stagioni si può dire che le aspettative sono state pienamente rispettate se non addirittura superate: AD è ormai capace di rivaleggiare a testa alta con i lunghi più forti di tutta la lega, da Noah ai due Gasol, passando per Faried e Cousins. E il bello forse deve ancora venire.Già, nel futuro prossimo sicuramente lo vedremo in lizza per l’MVP e magari pronto a lottare per la conquista del titolo NBA. Prospettive che i Pelicans devono in qualche modo cercare di rispettare perchè nel 2016 il contratto del giovane talento scade e una buona offerta da parte di una contender potrebbe portarlo via da New Orleans.

Cosa potrà combinare nei prossimi anni Anthony Davis? Probabilmente ci si aspetta un rendimento in crescendo, ma una cosa è certa: non c’è bisogno di aspettare per capire che ci si trova di fronte a un giocatore assolutamente dominante.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

 

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