Arlington (Texas), 13 Settembre 1986, viene alla luce un bambino di nome Sean Williams, fino all’età di 15 anni non prende seriamente il basket e non mette piede in un partita ufficiale di un qualche campionato locale, dopodichè capisce che quella palla a spicchi può regalargli emozioni uniche e soprattuto un modo per p
ortare lui e la sua numerosa famiglia lontana dal ghetto texano in cui vivono.
Mostra inizialmente le sue doti cestistiche quando mette piede al Boston College, dove grazie alla sua stazza (2.08 m) e al suo atletismo si ritaglia subito un posto da titolare, più precisamente viene utilizzato nel pitturato per intimidire gli avversari, tanto che in quel periodo le partite in cui gioca vengono soprannominate “the Sean Williams block party“, è primo per stoppate nell’ACC (Atlantic Coast Conference).
Purtroppo però ci sono anche delle note dolenti da segnalare, nel 2005 ovvero il suo terzo anno al Boston College, viene sospeso 2 volte dalla squadra per possesso e uso di marijuana, a metà anno si trasferisce alla University of Houston dove fà registrare il prodigioso record di 75 stoppate in sole 15 partite.
Nell’estate del 2007 si sente pronto per passare ai pro e partecipa al Draft NBA, viene scelto come 17esima scelta al primo turno dai New Jersey Nets, nella sua stagione da rookie registra le sue “migliori statistiche” in carriera con appena 5.6 punti, 4.4 rimbalzi e 1.5 stoppate di media.
A metà della sua stagione da sophomore viene arrestato per resistenza e insulti alla polizia dopo aver tentato di accedere in maniera illecita ad una partita di basket, il 16 Marzo viene di nuovo arrestato per aver creato disordini all’interno di un negozio di telefonia e aver distrutto vari apparecchi, viene sospeso per 2 partite dalla squadra e spedito in D-League con i Colorado 14ers, l’11 Gennaio 2010 viene rilasciato dai Nets dopo 3 stagioni molto deludenti.
Qui alcune delle sue migliori giocate con New Jersey:
La sua instabilità mentale non gli permette di ricevere offerte decenti da squadre NBA e così decide di partire anche lui alla volta della CBA, firma con i Fujian SBS XunXin con i quali gioca solamente 16 partite con 16.4 punti di media conditi da 11 rimbalzi e 4.2 stoppate, in quell’anno vince inoltre lo Slam Dunk Contest cinese.
Vola a Portorico per giocare solo 2 partite con i Mets de Guaynabo, nell’Agosto 2010 si sposta in Israele per giocare con l’Hapoel Jerusalem dove resta fino all’estate successiva, il 10 Agosto 2011 firma un biennale col Maccabi Haifa BC che gli avrebbe comunque permesso di tornare in NBA in caso di fine LockOut e di offerte chiaramente da parte di franchigie americane.
La chiamata arriva ma non è quella sperata, Williams finisce di nuovo in D-League, questa volta però con i Texas Legends dove gioca 49 partite con 14.4 punti, 3 stoppate e 9.5 rimbalzi, viene selezionato per partecipare all’All Star Game insieme ad un altro ex-NBA Joe Alexander.
Il 21 Dicembre 2011 i Dallas Mavericks, viste le sue performance in D-League, decidono di offrirgli un contratto di 2 anni, ai Mavs però gioca solo 8 partite con 3.6 punti di media e 4 rimbalzi, viene rispedito in D-League e poi di nuovo richiamato dai Mavs che alla fine decidono di tagliarlo definitivamente il 22 Marzo 2012.
Prima dei Playoffs di quell’anno i Boston Celtics lo prendono dal gruppone dei free-agent, Sean ha così l’opportunità di tornare nella città dove giocava da ragazzo, gioca appena 3 partite con numeri irrisori, i Celtics lo inseriscono
nel roster per la Summer League ma dopo appena una ventina di giorni lo spediscono a Houston in una trade a tre.
I Rockets non prendono minimamente in considerazione l’idea di tenerlo in squadra e lo tagliano dopo un mese, in inverno torna dai suoi ormai compagni perpetui Texas Legends.
Le ultime notizie che si anno di lui risalgono a Settembre 2013 quando decide di attraversare nuovamente l’Oceano per stabilirsi in Turchia con i Torku Selçuk Universitesi.
Un giocatore dall’ottimo fisico e dalle capacità atletiche elevatissime che, schiavo di una fragilità psichica troppo elevata, si è lasciato trascinare in un oblio di mediocrità che in realtà secondo il modesto parere di chi scrive non gli spettava.
per NBAPassion,
@LucaNikoNicolao

