Tutto pronto a Indianapolis. Dopo qualche giorno di pausa, sabato torneranno in campo in quattro. Erano partite in 68 una decina di giorni fa, all’inizio della March Madness. Ora, dopo finali incredibili e giocate mozzafiato, siamo pronti per la resa dei conti. Kentucky, Wisconsin, Duke e Michigan State si daranno battaglia per uscire vincitori dalla Big Dance. L’America si ferma, uno dei momenti sportivi più seguiti – a pari del Superbowl e probabilmente con un’attesa superiore alle Finals NBA – è alle porte. Negli States non si parla d’altro da giorni: bracket, pronostici, partite seguite in ogni modo, con l’orgoglio del proprio college di appartenenza.
Kentucky Wildcats-Wisconsin Badgers
Attenzione a dare i Badgers già per sconfitti. Certo, i Wildcats sono favoriti e dall’inizio del Torneo sono visti come la squadra più forte, ancora imbattuta. L’andamento del torneo è stato regolare: hanno schiacciato tutte le squadre incontrate sinora, ad eccezione di Notre Dame, sconfitta solo con due tiri liberi a pochi secondi dalla fine nella sfida delle Elite8, l’ultima prima delle Final Four. Dall’altra parte, Wisconsin arriva dalla bella vittoria su Arizona, e cerca la rivincita dell’anno scorso, dove UK si impose in semifinale.
Kentucky non presenta una star, ma tanti giocatori solidi e capaci di accendersi da un momento all’altro: i gemelli Harrison, il talento di Towns – tra le prime posizioni nei mock draft – e Cauley-Stein sono solo alcuni nomi. Dall’altra parte, invece, Wisconsin punta tutto su Kaminski, decisivo contro Arizona e vero leader della squadra. Con 18.7 punti, 8 rimbalzi e 2.7 assist, il lungo dei Badgers è stato eletto giusto ieri “Player of the year”, dopo aver iniziato la carriera con 1.8 punti al primo anno. Insieme a lui – soprattutto dopo la partita contro i ragazzi di coach Few, Dekker, fenomenale nei tiri dietro l’arco contro Harrel e compagni.
I Badgers guardano con speranza al precedente del 1991, quando Nevada-Las Vegas arrivò tra le prime quattro senza sconfitte, prima di essere eliminata. John Calipari ha il pronostico a favore, e l’attesa per i suoi Wildcats è palpitante. Le immagini degli allenamenti di Towns e compagni hanno fatto il giro del web: palazzi pieni per semplici sedute. Se da una parte troviamo un coach che punta a formare ragazzi pronti al salto al piano superiore, denominato NBA, dall’altro c’è coach Bo Ryan, che – con i giocatori reclutati nello stato – ha costruito una valida squadra, che vuole vendicare la sconfitta dell’anno passato.
Partita scritta? Con ragazzi di vent’anni un semplice problema può condizionare l’intera sfida. E Wisconsin è pronta ad approfittarne.
Duke Blue Devils-Michigan State Spartans
Occhio a non essere ingannati dalla seed numero #7 per gli Spartans, mentre le altre tre università delle Final Four sono tutte alla numero #1. I ragazzi di coach Izzo arrivano galvanizzati dalle vittorie su Virginia (#2), Oklahoma (#3) e Louisville (#4), dopo una bellissima partita, frutto della classe di Trice e di un gioco di squadra maggiore rispetto ai Cardinals. Dall’altra parte ci sono i Blue Devils di coach K, che come giocatore-simbolo hanno Jahill Okafor, lungo il cui nome verrà probabilmente pronunciato per primo al prossimo Draft di giugno da Adam Silver, commisioner NBA.
Duke ha sinora un percorso abbastanza netto durante il Torneo, con la partita contro Gonzaga che ha tolto energie ai giocatori, ma ha confermato la loro solidità e la candidatura al Titolo nazionale dei Devils. Occhio però anche a Winslow, fenomenale contro gli Zags, e Quinn Cook, decisivo fin qui nella Big Dance. Per gli Spartans, attenzioni puntate sulla coppia Valentine-Trice. Duke è leggermente favorita, e conta su un pacchetto lunghi di maggior valore.
Ma il vero valore aggiunto delle squadre sta in panchina, con due coach leggendari nel mondo del college basketball. Da una parte coach K, allenatore anche dalla Nazionale USA, alla 12esima partecipazione ad una Final Four, capace di formare una squadra sempre all’altezza. Sull’altra panchina coach Tom Izzo. Il cartello “January, February, Izzo, April” dimostra come l’allenatore di MSU sappia invertire qualsiasi pronostico, soprattutto nelle partite da “win-or-go-home”. Come dite? E’ aprile? Tranquilli che la magia chiamata Tom Izzo va avanti fino alla fine…
Per NBAPassion, Luca Fazzini (Twitter: @_lucafazzini)








