Campioni del mondo? Prima dovete batterci, è questo il ragionamento che fa Ergin Ataman, allenatore del Panathinaikos campione di Eurolega 2024 ai Boston Celtics, campioni NBA 2024 e che si sono fregiati del titolo di “World Champions” sui banner celebrativi del 18esimo anello della loro storia.
La querelle “campioni del mondo-campioni NBA” è abbastanza vecchiotta, ed era finita in solaio fino a quando Noah Lyles, sprinter USA tre volte medaglia d’oro ai mondiali di atletica, aveva criticato le squadre sportive americane, e quelle NBA in particolare, che si auto nominavano campioni del mondo dopo aver vinto il proprio campionato.
Questo il ragionamento di Ataman, che nelle scorse settimane aveva già parlato di NBA dicendosi pronto a allenarci, ma solo da capo allenatore. “Dopo aver vinto il titolo, i Boston Celtics si sono auto nominati campioni del mondo. Euroleague a quel punto ha postato un invito, “battete prima loro’ (il Panathinaikos, ndr). Il fatto è che hanno una considerazione molto alta di sé. Per venire a giocare qui in Europa chiedono cifre enormi. Ma non sono i campioni del mondo, se vogliono chiamarsi tali devono venire qui e battere noi, i campioni di Eurolega. Venite qui alla OAKA se siete tanto fiduciosi“.
Coach Ataman è convinto che non sfigurerebbe come head coach nella NBA, per il suo stile di gioco e il modo di rapportarsi con lo spogliatoio: “Celtics e Mavs non hanno bisogno di me, sono a posto. Possiamo guardare a un altro team a un livello un po’ più basso ma non farò nomi, sto bene qui al Panathinaikos. Quando ci sarà da rinnovare il contratto ne riparleremo (…) il basket NBA è uno show, e il mio stile piace ai giocatori, rilassato, connesso con i tifosi, con buoni rapporti coi giocatori e con il coraggio. Per dire, Giannis Antetokounmpo aveva già detto di apprezzarmi e dopo le Final Four il suo rispetto è salito alle stelle. Oggi Giannis è uno dei migliori giocatori NBA, se un domani diventasse Gm magari mi chiamerà. Ma chissà quanto sarò vecchio per allora (ride, ndr). La realtà è che non ho alcuna fretta, qui“.

