Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti“La odiano, salvatela!” Se i media assoldano Caitlin Clark alla (loro) guerra

“La odiano, salvatela!” Se i media assoldano Caitlin Clark alla (loro) guerra

di Michele Gibin
caitlin clark dijonai carrington

Caitlin Clark ha giocato male la sua prima partita di playoffs WNBA in carriera, una sconfitta in gara 1 contro le Connecticut Sun per 93-86, e l’ha giocata per 40 minuti con un accenno di occhio nero, eredità di una ditata nell’occhio destro da parte di DiJonai Carrington, guardia delle Connecticut Sun e marcatrice scelta della star delle Indiana Fever.

Dopo appena un minuto e mezzo di gioco, Clark è finita a terra dopo aver scaricato il pallone, tenendosi il volto. I replay hanno poi mostrato la manata di Carrington che cercava di deviare la palla, ma che ha poi finito per colpire all’altezza dell’occhio la guardia di Indiana. Gli arbitri non hanno fermato il gioco né chiamato un fallo, Carrington ha poi segnato in contropiede prima che la partita si fermasse per controllare la situazione.

Caitlin Clark ha portato a termine la partita, tirando con 4 su 17 dal campo e patendo la difesa fisica e i raddoppi di Connecticut. E nel terzo quarto ha peraltro restituito a DiJonai Carrington la cortesia con un colpo, una sbracciata che ha fatto perdere una lente a contatto alla guardia delle Sun. Nel post partita, Clark non ha usato il suo occhio nero come scusa per una brutta prova, le Indiana Fever hanno tirato malissimo da tre e le Connecticut Sun sono del resto una contender. “Si, mi ha preso sull’occhio ma non penso che questo mi abbia limitata. I miei erano buoni tiri, non sono entrati. Certo non è bello prendere un colpo così ma è successo, basta“.

Difficile dire se DiJonai Carrington abbia fatto apposta, la sua è stata una giocata difensiva piuttosto comune, quando si cerca di ostacolare in salto un passaggio. Sta di fatto che la sua mira è stata invidiabile, per così dire. Carrington è stata importante nella vittoria in gara 1 delle Sun con 14 punti, Connecticut ha anche perso subito per infortunio la guardia titolare Tyasha Harris e Marina Mabrey ha segnato 27 punti in uscita dalla panchina.

Quello che, guardando la partita, è apparso come un totale non-caso, ovvero quello dell’occhio nero di Caitlin Clark e del colpo proditorio di DiJonai Carrington, è diventato invece il punto su cui fare leva per chi sostiene la tesi del boicottaggio contro la star bianca che sta “occupando” una lega nera come la WNBA. Almeno due giornali, uno prestigioso come il Los Angeles Times, e uno… vabbé, come tal OutKick.com, sono entrati come si suol dire a gamba tesa contro DiJonai Carrington.

Caitlin Clark con un occhio nero. A farglielo una giocatrice che in giugno l’aveva già presa di mira” ha titolato il LA Times sui suoi canali social. Titolo che poi viene cambiato nella miglior tradizione dei giornaloni in “Caitlin Clark con un occhio nero. Ma dice che non è una scusa per la sua brutta partita“, dopo una valanga di segnalazioni e richieste di chiarimenti sempre a mezzo social.

Tal OutKick.com che, dicono, si occupi di sport, decide invece di usare i cannoni che molto probabilmente gli editori e i contributor del sito collezionano in massa, a vederli, e sparare (metaforicamente, s’intende) contro DiJonai Carrington chiedendo addirittura che la WNBA la sospenda. L’attacco del pezzo basta già da solo: “Nessuna giocatrice ha subito così tanti falli flagrant come Caitlin Clark in questa stagione“. Clark ha subito 5 falli flagrant, più di tutte è vero, ma di questi due sono stati per la classica situazione in cui un difensore atterra sotto i piedi di una giocatrice che tira, giocata che fa scattare in automatico un flagrant foul. Nel pezzo poi, si inchioda alle proprie responsabilità Carrington, che a giugno si era lamentata per gli insulti razzisti subiti durante una partita contro le Fever a Indianapolis (cosa che anche Angel Reese ha raccontato due settimane fa), scrivendone sui social. Segue quindi una carrellata di tweet “sediziosi” (e a casaccio, tre del 2021, uno del 2023 per una donna che twitta più volte al giorno) in cui Carrington predica orgoglio black e ovviamente (per loro) “ce l’ha coi bianchi in generale“. E un altro tweet del 10 luglio scorso in cui la giocatrice commentava un tafferuglio tra Clark e Julie Vanloo delle Washington Mystics (che è bianca e belga, ma fa nulla), scrivendo : “Se però lo faccio io sono sono gelosa, una scimmia che deve tornarsene in Africa, no?“. Sempre OutKick si dimentica di postare un secondo tweet in cui Carrington, in risposta a un utente, dice “che questo non ha nulla a che vedere con Caitlin Clark, ma con quanta cattiveria voi tifosi dite delle cose tremende a persone come me, per cose che riguardano solo il dannato campo“.

Senza dimenticare che Carrington aveva commesso l’orrendo crimine di difendere forte contro Caitlin Clark alla sua prima partita WNBA in carriera, tra Fever e Sun, e di aver protestato in un’altra partita contro l’arbitro che le aveva fischiato un fallo, sostenendo che Clark avesse accentuato il contatto buttando la testa indietro (cosa che peraltro Caitlin Clark tende a fare, e che faceva anche Manu Ginobili e che fa anche James Harden, tanto per dire). La realtà è che DiJonai Carrington è una giocatrice intensa e con la lingua lunga, come sa bene anche la sua neo compagna di squadra Marina Mabrey, e che siamo sempre lì: se lo fa un uomo, “è un agonista, vuole sono vincere ed è un for real” da ammirare, se lo fa una donna è una… fate voi.

L’accorato J’accuse di OutKick si chiude con la pietra tombale sulla WNBA “che non oserà toccare una donna nera arrabbiata e che cerca di fare del male a una bianca che non ha alcuna colpa in questa guerra sportiva mai così prolifica” e ancora “una piccola ragazza dell’Iowa (paternalismo ne abbiamo? Ndr) che sta trascinando una lega a maggioranza nera nella popolarità dello sport mainstream“. Partecipiamo commossi al dolore.

You may also like

Lascia un commento