Chris Paul sta per compiere 40 anni.
È stato selezionato dai New Orleans Hornets con la quarta scelta al Draft 2005, dunque è il secondo giocatore più vecchio della lega dopo LeBron James.
Ma questo non significa che sia pronto a chiudere la sua carriera NBA. In un’intervista rilasciata a Marc J. Spears di Andscape, la guardia ha infatti dichiarato che ne parlerà con la sua famiglia, ma che vuole continuare a giocare.
“Compirò 40 anni a maggio. Però credo che continuerò a giocare” ha detto. “Alla fine di ogni stagione, valuto tutto. Valuto il gioco, come si sente il mio corpo. Ma, più passano gli anni, più si parla con la mia famiglia e con i miei figli. Hanno molta voce in capitolo. Ovviamente, ho molti amici che si sono ritirati e loro mi dicono sempre di giocare il più a lungo possibile. E io lo apprezzo. Ma voglio anche parlarne con i miei figli, perché è il lavoro più importante che ho”.
Spears fa notare che Paul è arrivato ai San Antonio Spurs in quanto allettato dalla possibilità di giocare per Gregg Popovich e con Victor Wembanyama, ma entrambi sono stati colpiti da gravi problemi di salute. Coach Popovich ha subito un ictus a novembre, e non si sa se tornerà ad allenare nella prossima stagione. Wembanyama è invece out a causa di un coagulo di sangue nella spalla destra, anche se si prevede che si riprenderà completamente.
“È estremamente difficile” ha detto Paul. “Ho giocato contro Pop per diversi anni. È un motivo enorme per cui sono venuto qui. E lo stesso vale per Vic, sono due dei motivi principali per cui sono venuto qui. Ma il fatto di conoscerlo nel modo in cui l’ho conosciuto, ha la meglio su qualsiasi altra cosa. Sono grato anche solo per l’opportunità che mi ha dato per il tempo in cui abbiamo potuto giocare insieme”.
Spears fa notare che Stephon Castle diventerà probabilmente titolare nella prossima stagione insieme a De’Aaron Fox, lasciando a Paul un ruolo ridotto, se dovesse continuare a giocare a San Antonio. Arrivato per essere un leader veterano, Paul ha detto di essere stato in grado di insegnare quello che poteva, ma senza essere opprimente. E sembra che gli Spurs siano stati contenti della sua influenza.

