Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsShai Gilgeous-Alexander trascina i Thunder alla vittoria in Gara 4: è rimonta storica contro Indiana

Shai Gilgeous-Alexander trascina i Thunder alla vittoria in Gara 4: è rimonta storica contro Indiana

di Carmen Apadula

Dopo 45 minuti di battaglia in Gara 4, Shai Gilgeous-Alexander e gli Oklahoma City Thunder hanno temuto che la stagione più vincente nella storia della franchigia potesse essere compromessa.

I Thunder si trovavano sotto di 2 punti contro gli Indiana Pacers, rischiando di scivolare sotto 3-1 nella serie: uno svantaggio che solo una volta è stato rimontato nella storia delle Finals.

Ma Shai, supportato da una difesa straordinaria nel momento decisivo, ha impedito che ciò accadesse.

Il leader dei Thunder ha realizzato i due canestri più importanti della partita, e forse della sua carriera finora, in due possessi consecutivi. Poco prima, Tyrese Haliburton lo aveva superato con un layup, portando Indiana sul +4 a 3.20 minuti dalla fine.

Un gioco a due con Jalen Williams (27 punti) ha fruttato a Gilgeous-Alexander una tripla che ha ridotto il divario a un solo punto a 2.58 dal termine. Subito dopo, Alex Caruso ha stoppato il tentativo di Andrew Nembhard, permettendo a Shai di attaccare in isolamento dall’angolo sinistro: con un rapido cambio di direzione ha mandato fuori equilibrio Aaron Nesmith e si è creato lo spazio per uno step-back jumper dalla linea di fondo, che ha regalato ai Thunder il vantaggio definitivo a 2.23 dalla sirena.

La difesa di Oklahoma City ha poi stretto le maglie, concedendo ai Pacers appena un punto dopo il layup di Haliburton. Shai ha quindi messo al sicuro la vittoria segnando 6 tiri liberi negli ultimi 44 secondi del match.

“Sapevo cosa sarebbe successo se avessimo perso stasera” ha dichiarato Shai, autore di 15 dei suoi 35 punti negli ultimi 4.38 minuti. “Non volevo uscire senza aver dato tutto. I miei compagni e lo staff tecnico meritavano che facessi il massimo. Ho cercato di essere aggressivo, ma anche di lasciare che il gioco venisse a me, senza forzare troppo. Credo che questa scelta abbia pagato”. 

In totale, Shai ha segnato 15 dei 16 punti finali dei Thunder, con 11 negli ultimi 2.58 minuti: è il bottino più alto realizzato da un giocatore negli ultimi 3 minuti di una vittoria alle Finals negli ultimi 50 anni, secondo quanto riportato da ESPN Research.

”È incredibile” ha commentato coach Mark Daigneault. “Per gran parte della serata ha faticato a trovare ritmo. Ma la capacità di accendersi così nel momento decisivo dimostra la sua grandezza. Stasera ha mostrato ancora una volta chi è”. 

I Thunder, che hanno stabilito un record NBA per differenziale di punti in una stagione regolare da 68 vittorie, si sono distinti anche come una delle squadre più resilienti in situazioni di rimonta. Venerdì hanno ribaltato uno svantaggio di 10 punti alla fine del terzo quarto.

Tra stagione regolare e playoff, Oklahoma City ha un bilancio di 22-12 nelle partite in cui si è trovata sotto di doppia cifra, il migliore nella NBA almeno dal 1997-98.

“Con Shai in campo, non importa se è preseason o Gara 4 delle Finals con la serie in bilico” ha detto Caruso, autore della sua seconda partita da 20 punti nella serie, dopo non averne mai raggiunti altrettanti in stagione regolare. “È per questo che la squadra mantiene sempre una mentalità solida e riesce a trovare il successo anche nelle difficoltà. La sua calma apparente nasconde una competitività feroce, che si trasmette a tutto il gruppo”. 

Shai, che ha tirato con un 12 su 24 e non ha registrato assist, ha potuto brillare anche grazie alla prestazione difensiva dei Thunder nell’ultimo quarto: Oklahoma City ha concesso solo 17 punti ai Pacers, limitandoli a un 5 su 18 dal campo, con Lu Dort protagonista di una difesa asfissiante sui portatori di palla. 

“Abbiamo tanti giocatori che fanno giocate decisive” ha detto Chet Holmgren, autore di 14 punti e 15 rimbalzi, impreziositi da un paio di putback nel finale. “I tiri di Shai sono stati pazzeschi e sotto gli occhi di tutti, ma ci sono state anche tante giocate meno visibili che hanno fatto la differenza”. 

Con 15 punti e un perfetto 8 su 8 ai liberi nell’ultimo quarto, Shai ha eguagliato una prestazione che non si vedeva dalle Finals del 1998, quando Michael Jordan realizzò una simile impresa nella sua ultima partita con i Chicago Bulls.

“Questo è l’obiettivo” ha concluso. “Vincere in questa fase della stagione è questione di dettagli. Ogni squadra è forte, raramente si vedono vittorie larghe. Conta chi è disposto a fare le giocate vincenti su entrambi i lati del campo. Io amo questi momenti. Da bambino facevo il conto alla rovescia nel vialetto di casa, oggi li vivo davvero. È una benedizione, è divertente e me lo godo”. 

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