Nonostante le difficoltà incontrate in questa stagione (i cambi di allenatore, gli infortuni e la super-competitività della Western Conference), i Sacramento Kings si stanno preparando ad affrontare la più grande off-season degli ultimi anni. Con Karl sembrano aver trovato l’allenatore giusto per ripartire bene nella prossima stagione, mentre le incognite più rilevanti riguardano il roster perché, nonostante l’enorme quantità di talento a disposizione, i giocatori non sono mai riusciti a trovare la giusta chimica per poter esprimere al meglio le proprie qualità. La prossima stagione, inoltre, sarà l’ultima alla Sleep Train Arena, che sarà abbandonata alla fine della prossima stagione per spostarsi nel nuovo complesso sportivo fortemente voluto dalla nuova proprietà indiana. Altro fattore importante è la flessibilità raggiunta, dopo anni di sperpero insensato, del salary cap, che permetterà alla dirigenza di muoversi sotto le richieste di Karl per poter creare una squadra di livello (Karl avrebbe già preso in considerazione l’idea di firmare qualche giocatore dei Nuggets, che tanto bene avevano fatto sotto la sua gestione). Per far si che la situazione non degeneri come negli anni scorsi la franchigia si è posta tre obbiettivi principali:
1-Lasciar lavorare Karl senza interferire come negli anni scorsi: sarà importantissimo che coach Karl lavori senza pressioni e senza interferenze da parte della dirigenza, perché la sua esperienza sarà fondamentale per il futuro di tutta l’organizzazione e per la possibilità di raggiungere obbiettivi importanti (la post-season manca in quel di Sacramento dalla stagione 2006-2007)
2-Cercare di migliorare il roster nei suoi punti deboli: fondamentale sarà il rapporto tra il GM Pete D’Alessandro e George Karl, che dovranno trovare sinergia nella gestione del mercato, senza spendere somme sproporzionate per giocatori che non meritato contratti troppo alti. D’altro canto, sarà Karl a scegliere i giocatori ritenuti da lui efficienti per il suo sistema di gioco votato alla corsa ed all’attacco in transizione. Altra mossa importante sarà quella di dimostrare a DMC di potergli costruire intorno una squadra competitiva, permettendogli di poter dominare il pitturato anche nei playoffs.
3- Far si che il front-office viaggi sulla stessa corrente di pensiero: decisamente importante sarà l’assenza di opinioni divergenti all’interno del front-office, permettendo ai giocatori di dare il proprio meglio sul campo e alla dirigenza di lavorare in maniera omogenea su un obbiettivo comune, ossia il raggiungimento dei playoffs. Necessario sarà un buon rapporto tra D’Alessandro e Vlade Divac, ex grande giocatore dei Kings e nuovo vice presidente delle “Basketball operations”. I due dovranno cercare di assecondare le richieste di Karl senza rovinare la chimica di squadra con scambi assurdi e con decisioni strane.
Rispettare questi tre obbiettivi porterà notevoli vantaggi non solo nel breve periodo, con il raggiungimento della post-season, ma sarà anche importante per migliorare la franchigia e renderla appetibile ai grandi giocatori.
Per NBA Passion
Alessandro Maritato




