I Boston Celtics hanno ottenuto le chiamate numero 16, 28, 33 e 45 nel Draft che verrà, due di proprietà biancoverde e due ottenute da scambi pregressi. In questo periodo si è parlato davvero tanto di una possibile trade-up che portasse un valido rim-protector già pronto per l’NBA in quel di Boston, e il nome più gettonato è quello di Willie Cauley-Stein, dato nella top ten del Draft 2015. Lo spot di centro è senz’altro quello che più ha bisogno di un rinforzo in casa Celtics, alla luce dei numerosissimi rimbalzi offensivi e punti nel pitturato concessi anche alle avversarie più modeste.
Come osserva Timmy Sclafani in un articolo pubblicato su Fansided, però, un’eventuale trade-up potrebbe essere un rischio che vale la pena di valutare: cercare di raggiungere una scelta che permetta di chiamare Willie Cauley-Stein, significherebbe perdere entrambe le scelte al primo giro, oppure perdere una scelta al primo giro ed entrambe quelle del secondo, o ancora mettere in gioco le scelte ai prossimi Draft che arriverebbero da Brooklyn. I Nets, infatti, sono una delle poche franchigie che non ha ancora mostrato un valido upgrade nel proprio roster, ed è facile ipotizzare che le scelte future che andranno in mano ai Celtics saranno delle top ten, o addirittura top five.
I Celtics non scambieranno queste scelte a meno che in gioco non ci sia un ragazzo già pronto a soddisfare le necessità della franchigia più titolata della NBA, che sta cercando la giusta strada per riportare ai vertici della Eastern Conference il proprio roster. Purtroppo, Cauley-Stein è ancora lontano dall’essere un uomo franchigia: certamente è il difensore che i Celtics cercano, valido nel pitturato e con un più che discreto senso da “shot blocker”, ma a rimbalzo lascia ancora un po’ a desiderare. Nonostante il ragazzo sia alto 7’1″ piedi e pesi 242 libbre, nella sua ultima stagione NCAA, la terza, ha mantenuto una media di soli 6.4 rimbalzi, anche se un terzo di questi rimbalzi è arrivato sul lato offensivo del campo, fattore che i Celtics potrebbero sfruttare a proprio favore.
Il più grande punto interrogativo sul centro di Kentucky è la capacità di essere incisivo anche in attacco: l’arsenale offensivo del giocatore, sia per quanto riguarda i tiri che i movimenti in post, è effettivamente abbastanza limitato. I Celtics cercano sì un difensore in grado di scacciare qualche minaccia di troppo nel pitturato, ma che possa anche segnare almeno sui rimbalzi in attacco. Cauley-Stein ha mostrato qualche buona cosa negli ultimi due metri di campo, ma è qualcosa di piuttosto inconsistente.
La sedicesima pick, d’altra parte, permetterebbe di scegliere al Draft talenti più completi del ragazzone di Kentucky, nonostante siano magari dei difensori del pitturato un po’ meno efficaci. In primis, per esigenze della franchigia e per talento, troviamo Bobby Portis: il classe ’95 prodotto di Arkansas potrebbe rappresentare una grande aggiunta per il roster di Brad Stevens. Il ragazzo è di ruolo una PF, che però, in un quintetto da small-ball, vista l’altezza, potrebbe ricoprire anche il ruolo di centro. Nella sua seconda stagione al college ha fatto vedere buonissime cose su entrambi i lati del campo, facendo registrare medie di 17.5 punti e 8.9 rimbalzi a partita ed ha inoltre un efficiency rating di 30, a differenza di Cauley-Stein che ha un efficiency rating di 24.3. Portis è inoltre piuttosto agile e veloce per la sua taglia, 6’11” piedi. Data la scarsa capacità di Sullinger di tenere sotto controllo il proprio peso e la difficoltà difensiva di Olynyk, abbinare Portis con Zeller nella front line potrebbe essere una valida soluzione.
Un altro interessante prospetto intorno alle zone di scelta dei Celtics, che potrebbe anche arrivare con la 28 pick, è R.J. Hunter. Le doti di tiratore di questo ragazzo, guardia di Georgia State, hanno impressionato molti tifosi della NCAA, e Hunter si prospetta come il miglior tiratore presente in questo Draft, nonchè ragazzo con buone capacità di gestire i possessi nei momenti topici degli incontri
sul parquet. La guardia classe ’93 ha fatto registrare statistiche medie di 19.7 punti, 4.7 rimbalzi e 3.6 assist a partita, con percentuali che però sono in calo sin dal suo primo anno di college e rasentano il 30% da 3 punti ed il 40% dal campo. Nonostante ciò, i 196 cm di altezza gli permettono di essere un buon difensore, come testimoniano le 1.0 stoppate e 2.1 palle rubate di media a partita nella sua ultima stagione in NCAA. Il motivo per cui i Boston Celtics potrebbero non prendere in considerazione Hunter, potrebbe essere che la dirigenza creda fermamente in uno sviluppo delle capacità mostrate in NCAA da James Young, draftato lo scorso anno ma relegato per tutta la stagione 2014-15 in D-League con i Maine Red Claws. Se la società deciderà di dare un ruolo più significativo a Young allora Hunter potrebbe non essere preso in considerazione.
Un altro ragazzo che potrebbe essere preso in considerazione dal GM dei Boston Celtics Danny Ainge, è Trey Lyles, ala dei Kentucky Wildcats in grado di ricoprire principalmente lo spot di ala grande, ma all’occorrenza anche quello di ala piccola. In questi giorni, però, i Knicks, in possesso della quarta chiamata assoluta, hanno espresso interessamento per il ragazzo, che tuttavia è dato da molti mock Draft intorno alla metà del primo giro. Lyles si è dimostrato un giocatore con un buon talento sul quale lavorare, con una buona vena offensiva e discrete percentuali realizzative, ma ha dimostrato anche di avere grossi limiti nella metà campo difensiva. In caso la scelta ricadesse su di lui, Brad Stevens dovrà lavorare molto per tirar fuori da questo ragazzo il massimo possibile, ma il lavoro richiederebbe senz’altro del tempo in più.
Insomma le opportunità al Draft non mancano, ora starà ad Ainge scegliere come muoversi, se provare una trade-up per Cauley-Stein e rischiare di perdere qualche pezzo di troppo o se ricavare il meglio possibile dalle scelte che ha a disposizione. Certo è che arrivare con quattro scelte al Draft mette a disposizione molti scenari, per cui è lecito aspettarsi qualsiasi tipo di mossa durante la notte del Draft da parte del General Manager dei Boston Celtics, che, come al solito, sceglierà per talento più che per necessità della franchigia.




