La rincorsa al primo titolo NBA della loro storia, per i Cleveland Cavaliers, si fa sempre più dura: dopo l’infortunio accorso alla spalla di Kevin Love durante il primo turno dei playoff, che ha costretto l’ala grande ad abbandonare anzitempo il sogno di conquistare l’anello, in casa Cavs abbandona la barca anche Kyrie Irving, che ha riportato una frattura della rotula del ginocchio sinistro durante gara 1 della serie finale contro i Golden State Warriors. Per la point guard nativa di Melbourne si prospetta un lungo stop, dell’ordine di almeno 3-4 mesi, il che costringe coach Blatt a ridisegnare le rotazioni del reparto guardie per il resto della serie.
Con gara 1 finita 108-100 dopo il primo overtime in favore di Curry e compagni, la strada per l’armata di coach Blatt ora è sempre più in salita. LeBron James, autore di una prestazione spaziale da 44 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, non basta ai Cavs per piegare i Warriors guidati da Steve Kerr, che possono contare su un secondo tempo spumeggiante degli Splash Brothers, i quali mettono a referto una prestazione combinata da 47 punti, 9 assist e 10 rimbalzi. A tradire LeBron è più che altro la panchina, ridotta all’osso ed autrice di soli 9 punti, provenienti tutti da J.R. Smith.
Con l’infortunio di Irving, e la mancanza di PG di rincalzo nel roster della franchigia dell’Ohio, coach David Blatt sarà costretto a reinventare totalmente le rotazioni del reparto guardie. In primo luogo, l’infortunio di Kyrie concederà sicuramente il posto di titolare a Matthew Dellavedova, guardia australiana che sinora si è dimostrato un buon difensore, agevolato anche dalla stazza piuttosto superiore alle dimensioni medie di una point guard NBA, ma in attacco ha viaggiato spesso a correnti alterne. Dellavedova ha spesso fatto il lavoro sporco nelle rotazioni dei Cavs, dimostrando tanta voglia di fare nonostante i mezzi tecnici e fisici piuttosto limitati. Il vero problema di Blatt sarà reinventare la fase di impostazione del gioco, nella quale Dellavedova non è certo uno dei migliori, e non è certo al livello di Irving. E’ lecito presumere, dunque, che il compito di vero e proprio regista spetterà LeBron James, che ha spesso dimostrato di essere in grado di mettere in ritmo tutti i compagni, distribuendo più volte anche 10 assist a partita.
L’altro problema al quale dovrà far fronte coach Blatt, sarà, appunto, la mancanza di PG di rincalzo, che costringerà quindi spesso le guardie del roster dei Cavs a giocare fuori ruolo. In questo senso è facile prevedere un aumento di minutaggio consistente per J.R. Smith, Iman Shumpert e soprattutto Mike Miller, che dovranno cercare di limitare i danni contro quel Curry che quando decide di ingranare la quinta è difficile da fermare, per stessa ammissione di LeBron James. Inoltre, con James che dovrà spesso impostare il gioco, è facile prevedere un maggior impiego anche del veterano James Jones, che può ricoprire egregiamente per qualche minuto lo spot di SF e colpire spesso dall’arco, cercando di aprire il campo per il numero 23, che ora avrà la possibilità di prendere sempre più tiri.
Se fino a ieri si poteva dare per scontato l’accoppiamento difensivo Irving-Curry, ora toccherà a James prendere più spesso in marcatura il “folletto” col numero 30 dei Warriors, magari alternandosi con Iman Shumpert, che durante la regular season ma soprattutto la post-season ha dimostrato di essere un buonissimo difensore. Su Klay Thompson dovranno alternarsi le guardie rimanenti, Mike Miller e J.R. Smith, cercando di limitare le conclusioni dall’arco della guardia dei Warriors, che possono risultare un fattore determinante ai fini della serie.
D’altro canto, la tattica difensiva di Steve Kerr, head-coach dei Golden State Warriors, è quella di concedere un po’ più di spazio a LeBron James, cercando però di non far entrare in ritmo i suoi compagni di squadra, lasciando quindi inevitabilmente più tiri al numero 23 nativo di Akron, il quale potrà sfruttare questo fatto a proprio vantaggio, vedendo quindi incrementare le sue statistiche personali. James è dunque di nuovo davanti alla possibilità di scrivere un altro record nella storia della NBA: sarà in grado l’ala dei Cavs di vincere la serie da solo? Sicuramente la sua media punti potrà alzarsi vertiginosamente, ma il numero 23 dovrà riuscire a mettere in ritmo i compagni se vorrà avere la speranza di mantenere aperta una serie che, allo stato attuale delle cose, vede nettamente favoriti Curry e compagni.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)





