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Warriors, Myers rassicura i tifosi ma lascia in sospeso Draymond Green

di Leo Lucio Screnci
warriors oakland oracle arena

Poche ore prima della decisiva gara-6 che ha visto i Golden State Warriors trionfare 40 anni dopo il loro ultimo successo, il GM della squadra di Oakland (Bob Myers) ha rilasciato qualche dichiarazione che ha fatto sicuramente drizzare più di un capello ai tifosi in maglia giallo-blu.

Quando gli è stato chiesto un commento riguardo la volontà della franchigia di rifirmare a tutti i costi Draymond Green (restricted free-agent a partire dal 26 Giugno), Myers ha così risposto:

OAKLAND, CA - APRIL 26: Bob Myers, the new general manager of the Golden State Warriors, speaks to members of the media before a game against the San Antonio Spurs on April 26, 2012 at Oracle Arena in Oakland, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2012 NBAE (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

OAKLAND, CA – APRIL 26: Bob Myers, the new general manager of the Golden State Warriors, speaks to members of the media before a game against the San Antonio Spurs on April 26, 2012 at Oracle Arena in Oakland, California. Copyright 2012 NBAE (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

“Attualmente, a causa delle regole della lega, non posso sbilanciarmi su questa questione. Posso solo dire che la nostra volontà è quella di cercare di mantenere intatto il gruppo. Hanno raggiunto una gran quantità di successo in questa stagione e la nostra speranza è di riuscire a tenerli ancora insieme”.

Lo stesso Myers è consapevole dell’importanza del ruolo che l’ex Michigan State ha assunto nei Warriors, ed è consapevole che tale importanza sia stata colta, purtroppo, anche da tutte le altre squadre della lega. “Ha un enorme valore e penso sia chiaro a chiunque abbia mai guardato le partite della nostra squadra. Ma non si tratta solamente delle cose che fa in campo, è qualcosa che va oltre. Si tratta dell’impegno, della sua serietà e della sua rabbia e voglia di vincere. Tutte cose che lo stanno facendo crescere come leader”.

Alla luce del salary cap previsto per la stagione 2015-2016 (dovrebbe essere pari a 67 milioni di dollari), Golden state riuscirebbe a rimanere al di sotto della luxury tax (che scatterà automaticamente solo oltre, probabilmente, 81 milioni) non rifirmando proprio Green. In caso contrario, il monte salari aumenterebbe fino ad arrivare quasi a 94 milioni, con la possibilità di ridurlo leggermente solo decidendo di non esercitare la qualifying offer e la team option a giocatori quali Holiday, Kuzmic e Speights (che offensivamente ha dato un grande contributo).

Al contrario una squadra che ha molto spazio salariale da investire in questa off-season è sicuramente quella dei Detroit Pistons. Inoltre, questa risulta essere l’unica squadra che Green gradirebbe come destinazione (solo in caso di partenza da Oakland), dato che, così facendo, ritornerebbe nella sua terra d’origine. Detroit Pistons Introduce Stan Van GundyProprio il front office della squadra di Motor City, però, sembra accorrere in soccorso del GM Myers. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, i Pistons stanno riflettendo sul vantaggio di offrire un max contract (15 milioni) a Green. La riluttanza nel compiere tale azione prescinde dalle indiscutibili qualità di giocatore e di leader del nativo di Saginaw, ma verte su altre considerazioni e necessità del team, in primis quella di rifirmare ad ogni costo Reggie Jackson (che sarebbe unrestricted free agent nel caso in cui non accettasse la qualifying offer) che andrebbe a formare, in coppia con Brandon Jennings, un backcourt di tutto rispetto. Ai Pistons, poi, interessa trovare un sostituto di un Greg Monroe con le valigie in mano da inizio stagione. Alla luce di queste necessità, la società reputa non conveniente offrire un max contract a Green, perchè ciò significherebbe bloccare il budget disponibile di 15 milioni per 72 ore (tempo massimo entro il quale GS può pareggiare l’offerta), con il rischio di perdere altri free-agent.

Probabilmente questi rumors non troveranno nessun futuro riscontro. Golden State rifirmerà Green sforando la luxury tax oppure cercando di controbilanciare con una trade per liberarsi di David Lee. D’altra parte, può essere davvero conveniente per i Pistons non fare nemmeno un tentativo? Nell’assurdo caso in cui GS decidesse di essere ugualmente forte e competitiva senza Green (stesso comportamento dello scorso anno dei Rockets con Parsons), i Pistons si ritroverebbero con un probabile futuro all-star che può egregiamente svolgere 3 ruoli diversi. Compiere un’azione simile non sembrerebbe essere in stile Warriors, ma bisogna considerare che la scorsa estate la stessa società (prima dell’arrivo del mago Kerr) era ad un passo dal compiere la trade Kevin Love per Klay Thompson.

Per NBA Passion, Leo Lucio Screnci

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