“A.D… A.D… we will be here next year” Neanche il tempo di asciugarsi la camicia dello champagne stappato per festeggiare il titolo che l’ex assistant-coach dei Warriors Alvin Gentry ha lanciato una promessa, ma anche una sfida, al suo futuro giocatore Anthony Davis. Vincere al primo anno insieme, al primo tentativo, come in pochi grandi allenatori sono riusciti a fare nella storia (vedere Pat Riley 1982 prima del mago Kerr). Tra il sogno la realtà però scorrerà un sacco d’acqua sotto i ponti. Di mezzo ci sta il draft e la free agency da affrontare. Successivamente si ricomincerà a giocare con la summer league e la pre-season, per concludere con le 82 partite di stagione regolare e, magari, i Playoffs. Andiamo, quindi, ad analizzare quale è la situazione attuale dei Pelicans di New Orleans, cercando di capire in che modo potrà agire la dirigenza per consentire a Gentry di raggiungere l‘obiettivo finale.
Iniziamo dalle certezze. Poche, come i giocatori (6) attualmente a roster per la prossima stagione, ma buone, in alcuni casi buonissime. Partiamo da lui, dal monociglio più famoso d’America. Futuro dominatore della lega, senza discussione. Fisico snello ma definito, agilità ed apertura alare impressionante. Tutto ciò gli consente di alternare a suo piacimento il gioco a spalle a canestro con quello frontale (potendo tranquillamente mettere palla a trerra grazie alle sue doti da palleggiatore), senza diminuire la sua efficacia offensiva. In difesa è un fattore determinante. Ha solo 22 anni. Migliorerà in tutto. Serve aggiungere altro?
Gli altri giocatori a contratto per la stagione 2015-2016 sono: Quincy Pondexter, Jrue Hoiday, Ryan Anderson, Tyreke Evans e Eric Gordon (che ha da poco ufficialmente esercitato la sua player-option). Situazione ideale per Gentry che potrà contribuire appieno alla costruzione della squadra, modellandola quanto più possibile alla sua idea di basket. L’obiettivo sarà costruire un roster, numericamente e qualitativamente, simile a quello degli ultimi campioni NBA. Per tale motivo si dovrebbe passare ad un numero minori di giocatori, passando da 22 a 16.

Norris Cole, in partita contro i Miami Heat (sua ex squadra)
Partiamo dal backourt: Confermatissimo l’all-star Jrue Holiday, che è stato costretto a saltare metà stagione a causai di problemi fisici, in posizione di point-guard. Presumibilmente il posto di titolare accanto a lui sarà assegnato a Tyreke Evans. Quest’ultimo ha dimostrato nella stagione appena trascorsa una grande capacità di reinventarsi come giocatore riuscendo sempre a contribuire in maniera positiva. Nato, e draftato, come guardia tiratrice ha, occasionalmente, assunto il ruolo di small-forward, favorito anche dalla sua buona altezza ( quasi 2 metri). Nell’ultimo anno è stato improvvisato anche come playmaker, riuscendo a mettere in mostra anche delle ottime qualità di passatore (carrer-high di 6.6 assists a partita). Oltre a loro due partiranno dalla panchina Eric Gordon (chiamato alla stagione del riscatto) ed presumibilmente un sorprendente Norris Cole. Il giocatore dell’Ohio ha ben impressionato oltre le più rosee aspettative, dimostrando tutta la sua personalità nel primo turno dei playoff persi contro Golden State. Il giocatore sarà unrestriced-free agent e di sicuro non tarderanno ad arrivare tante offerte dalle altre squadra (LeBron lo rivorrebbe al suo fianco dopo l’esperienza agli Heat). Data l’enorme disponibilità di budget dei Pelicans sembra difficile che la dirigenza si faccia sfuggire un giocatore del genere (a patto che le offerte delle altre squadre non facciano schizzare alle stelle il contratto del giocatore). Per completare il roster servirebbe l’aggiunta di un altro giocatore che sarebbe in grado di svolgere i due ruoli. Servirebbero anche giocatori di esperienza e per questo motivo i giocatori più papabili potrebbero essere Jason Terry oppure Leandro Barbosa (che Gentry ha già allenato ai Suns ma che i Warriors vorrebbero trattenere). Da monitorare anche possibili offerte per Louis Williams e Jamal Crawford (in uscita dai Clippers che non dovrebbero esercitare la team option).
Per NBA Passion,
Leo Lucio Screnci


