La sera del 25 Giugno i Miami Heat avevano solo una certezza entrando in sede di Draft: scegliere un esterno. L’esterno è stato preso e corrisponde al nome di Justise Winslow. Il Dukie era dato da tutti i mock alla numero 7 ed è sorprendentemente sceso fino alla 10, con la dirigenza Heat che stentava quasi a crederci e non se lo è lasciato sfuggire. Pat Riley si è quindi assicurato uno dei più ‘NBA-ready‘ di tutta la classe 2015.
IL GIOCO
Fisicamente già pronto per battagliare con qualunque guardia\ala NBA, Winslow sembra da subito poter contribuire alla causa degli Heat. Almeno inizialmente sarà considerato soprattutto un difensore, considerando le sue ottime abilità in questa fase di gioco e la sua capacità di battagliare anche in post contro avversari più grossi. Atleta non eccelso (wing span nella media) ma comunque valido, dovrà comunque guadagnare il rispetto da parte degli arbitri che, si sa, concedono il coseddetto “beneficio del dubbio” ai grandi difensori. Offensivamente ha ancora tanti difetti da limare e inizialmente potrebbe fare molta fatica. Tiratore affidabile (ma nulla di più) in situazioni di spot up uncontested (tiri con i piedi per terra, non contestati), manca però totalmente di un tiro dal palleggio. Per Winslow anche i liberi sono un problema (appena il 64% in lunetta). È comunque un discreto passatore per il ruolo e buonissimo tagliante dal lato debole. Tra i punti a favore ci sono certamente la mentalità vincente e l’etica del lavoro, qualità difficili da trovare e impossibili da costruire. Come tipo di crescita, la sua parabola potrebbe essere simile a quella di Jimmy Butler o Kawhi Leonard, anche se con picchi offensivi più smorzati.
COME CAMBIANO LE SCELTE DI MERCATO
Il mercato degli Heat potrebbe evolversi secondo alcuni scenari. Inutile dire che molto passerà dalla permanenza o meno di Wade, che sonderà la free agency. Per la seconda estate consecutiva, a fare da padrona in casa Heat è la totale incertezza. Dei cinque giocatori che partivano in quintetto all’inizio della scorsa stagione, due sono andati via (Cole e Williams), uno è rientrante da un problema polmonare (Bosh). Per non parlare poi di Goran Dragic, conteso da mezza NBA e sul quale gli Heat dovranno investire parecchi dollari. Oltre alle situazioni dei giocatori principali, ci sono da definire quelle dei cosidetti comprimari. Per Beasley Miami non ha utilizzato la team option da 1,3 mln, e il giocatore sarà dunque free agent. Cosa fare invece con Chalmers e Andersen? E come rinforzare una panchina oggettivamente debole? A questi e ad altri interrogativi dovrà rispondere Pat Riley nei prossimi mesi.
A) Wade resta
In questo caso il ruolo del nativo di Houston sarebbe quello di sesto (forse settimo) uomo, giocando in entrambi i ruoli, a volte con Wade, a volte con Deng. Spoelstra potrebbe impiegarlo anche con entrambi in un quintetto piccolo, con Deng da 4, anche se solamente contro alcune squadre e per tempi limitati. Pur essendo Deng un giocatore attualmente più forte di Winslow, i due potrebbero risultare ridondanti, ma questo è un problema che si potrebbe porre solo per il futuro, non certo per la prossima stagione. Anche la coppia formata con Wade non sembra esattamente il massimo dell’assortimento, con i due che non sono tiratori perimetrali e danno il loro meglio attaccando il ferro. Se il tiro di Winslow dovrebbe rivelarsi a buon livello fin da subito, molti di questi problemi sarebbero risolti già in partenza.
B) Wade parte
Scenario, a dir la verità, poco probabile, ma che merita comunque di essere analizzato. Con Deng a roster, Winslow dovrebbe si giocare qualche minuto come suo back-up, ma verrebbe spesso impiegato in coppia con il nazionale inglese, situazione non ideale per entrambi. Molti, infatti, vedono in Winslow una versione più giovane e acerba dell’ex Bulls (tra l’altro entrambi hanno frequentato lo stesso college).
Riuscirà Winslow a stupire nel suo anno da rookie?
Per NBA Passion,
Leonardo Zeppieri



