Kobe Bryant si accinge a cominciare la sua ventesima stagione NBA. La stella dei Lakers vive ormai l’autunno della sua carriera, ma anche alla “veneranda” età di 37 anni non mancano le classiche comparazioni jordanesche che ne hanno accompagnato il percorso da giocatore, da quando arrivò nel mondo dei professionisti direttamente dalla Lower Merion High school, fino alla vigilia di questa regular season 2015/2016.
Stavolta il paragone riguarda il capitolo Wizards dell’epopea di MJ, ovvero il secondo “i’m back” della sua irripetibile carriera . Jordan a 38 anni (uno in più di Bryant ndr) decise di tornare nuovamente a calcare i palcoscenici NBA, suggellando la sua scelta con la celebre frase “for the love of the game”. Il 23 chiuse quell’annata con 22.9 punti, 5.7 assist e 5.2 rimbalzi a partita, sicuramente non male per un “vecchietto” reduce da tre anni di inattività.
Sam Amick di USA Today ha punzecchiato Bryant proprio su questa fase della sua vita agonistica, e il Mamba, che non ha mai glissato sui continui paragoni tra lui e Jordan, ha risposto alla sua maniera.
“Questo è un territorio ancora inesplorato. A mio parere i miei 37 anni non corrispondono ai 37 di Jordan, capisci che intendo? Lui tornò dopo più di due stagioni di inattività, io invece vengo da un infortunio, anche se in carriera non mi sono quasi mai fermato. Né la mia squadra né il sistema in cui gioco sono comparabili alla sua situazione nel 2001. Nessun barometro può misurare il livello mentale e fisico di un giocatore quando si tratta di rientrare da un infortunio, e per me tornare a giocare in un età come questa rappresenta una sfida inedita.”
Quello che gli appassionati di tutto il mondo si augurano, al di là di paragoni e parallelismi che lasciano sempre il tempo che trovano, è che Bryant possa giocare con continuità la ventesima annata della sua carriera, magari con un minutaggio più basso e rimanendo qualche partita fermo ai box, ma rimanendo comunque in campo nell’ambito delle sue possibilità. La priorità resta comunque il destino dei Lakers, chiamati a migliorare il negativo record dello scorso anno e magari mettere i playoff nel mirino.
Bryant si sa, ha l’indole del combattente e giammai si sognerebbe di dire basta dopo una stagione negativa, e sicuramente non ha mai abbandonato l’idea di quel sesto anello che gli permeterebbe di raggiungere (guarda caso) proprio Michael Jordan. Quindi non stupitevi se tra un anno dovessimo ritrovarci qui a parlare della ventunesima stagione del Mamba in gialloviola.
Per NBA Passion,
Mauro Manca

