Le tre vittorie consecutive degli Orlando Magic e il record di 9 vittorie e 8 sconfitte offrono interessanti spunti di conversazione.
Innanzitutto il ruolino di marcia: non si superava il 50% di vittorie dal 2012, dai tempi di Dwight Howard e questo fa già respirare un nuova aria ai tifosi. I tre successi, invece, sono frutto di diversi cambiamenti in casa Magic nella settimana appena trascorsa. Per prima cosa la decisione di coach Scott Skiles di cambiare il quintetto iniziale. Lo starting five adottato nelle prime 14 gare di questa stagione non stava ottenendo risultati accettabili, infatti nei 111 minuti trascorsi in campo insieme, Elfrid Payton, Victor Oladipo, Evan Fournier, Tobias Harris e Nikola Vucevic avevano un Offensive Rating di appena 94.7 punti su 100 possessi a fronte dei 111,2 subiti. Skiles ha così pensato di spostare Harris nel suo ruolo più naturale, ovvero l’ala piccola, inserendo Channing Frye nel ruolo di quattro. Questo cambiamento ha portato alla panchina, almeno per inizio gara, di Victor Oladipo. Il coach, però, ha voluto subito precisare che non si trattava affatto di una panchina punitiva per Oladipo, ma solamente una scelta strategica per alzare la qualità delle rotazioni. Tale scelta ha pagato fin da subito, il nuovo quintetto in 76 minuti di utilizzo attacca meglio e difende meglio. Sono 112.3 i punti offensivi su 100 possessi, mentre il Defensive Rating è sceso a 101.3. In più Oladipo in uscita dalla panchina porta energia, o meglio, l’energia non cala mai e la guardia è tornata ad avere un impatto sulla partita. Nelle vittorie contro New York Knicks, Milwaukee Bucks e Boston Celtics, Oladipo ha viaggiato a 20 punti, 6 rimbalzi e 5.6 assist di media in 27 minuti. Quando è in campo attacca il canestro con continuità mettendo costantemente sotto pressione le difese avversarie, e nella propria metà campo non si risparmia. Anche Tobias Harris sembra molto più a suo agio nel ruolo di “tre”, più sicuro ed incisivo.
Il secondo quintetto dei Magic, ha cifre clamorose. Intanto è composto da Shabazz Napier, il già citato Oladipo, Aaron Gordon, Andrew Nicholson e Jason Smith, e in 32 minuti ha un Offensive Rating a 108.6 punti ed un Defensive Rating a 58.3 punti subiti. Come detto sono cifre importanti, in più è stata trovata una collocazione per Nicholson, giocatore un po’ uscito dalle rotazioni lo scorso anno ma riscoperto da Skiles. Un’ala che va al suo ritmo (lento) e con movimenti offensivi spesso scolastici, ma che per ora sta contribuendo alla grande alla causa Magic. Nicholson è un difensore solido, con un buon tiro da fuori che apre il campo, se poi usato insieme a Smith che gioca praticamente a 6 metri dal canestro si aprono autostrade per le penetrazioni di Oladipo o di Gordon che batte dal palleggio l’aiuto. Il DefRtg del secondo quintetto non lascia molto spazio alle interpretazioni, questi difendono e basta. Vederli giocare la fase difensiva è piacevole, si parlano, si aiutano, le rotazioni sono puntuali e fanno tagliafuori. Il tutto porta tiri sbagliati dagli attacchi avversari, rimbalzi difensivi e contropiede. Energia, energia e ancora energia, questo è ciò che chiede Skiles e i giocatori hanno risposto alla grande. Le vittorie della scorsa settimana sono state convincenti sotto tutti i punti di vista e mai in discussione. Dopo la brutta sconfitta a Cleveland, dove i Magic hanno permesso ai Cavs di tirare con una percentuale del 64.2%, nelle ultime tre uscite (contro Knicks, Bucks e Celtics) i ragazzi di Skiles hanno concesso solamente il 44,5% subendo 92,7 punti su 100 possessi. A loro credito si può ancora dire che stanno gestendo meglio i vantaggi, continuando a difendere forte e non buttando via la palla in attacco. Sicuramente è sintomo di crescita.
Ora un lungo viaggio a Ovest attende gli Orlando Magic. Cinque partite consecutive in trasferta che probabilmente ci diranno qualcosa in più sulla caratura della squadra. I Magic dovranno dimostrare i netti miglioramenti avuti all’Amway Center anche in trasferta, dove in NBA è sempre difficile vincere. Ma se vorranno ambire ad un posto ai playoffs, soprattutto in questa nuova e competitiva Eastern Conference, dovranno mettere a referto delle vittorie anche lontano da Orlando.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo (@albicoach)

