Elfrid Payton è uno dei giocatori che si è messo maggiormente in luce nella disastrosa stagione dei Magic. Proviamo a conoscere quello che potrebbe essere il futuro del team della Florida.
Ad Orlando da qualche anno le cose non girano benissimo. La franchigia sembra essere piombata in un tunnel la cui uscita sembra essere ancora molto lontana. Infatti al termine di ogni stagione ci sono più interrogativi che certezze e questa situazione genera sfiducia e malcontento. Tuttavia al termine di questa stagione potrebbe esserci una nota lieta: Elfrid Payton. La crescita, lenta ma costante, del playmaker americano potrebbe essere il primo mattoncino per costruire i Magic del futuro.
PAYTON: GLI INIZI
Nato a Gretna, Louisiana il giovane Payton cresce con lo sport nel sangue. Il padre infatti, Elfrid Payton Sr, è uno dei giocatori più rappresentativi del football canadese. Il primo amore di Elfrid Junior è infatti proprio il football; seguire le orme paterne era un desiderio troppo forte. Tuttavia alla John Ehret High School tutti si accorgono che la palla ovale non è congeniale alle sue caratteristiche. Il ragazzo in compenso se la cava discretamente bene con un oggetto arancione a spicchi; renderà suo padre orgoglioso in un altro modo, magari su un parquet.
L’AVVENTURA AL COLLEGE: LOUISIANA-LAFAYETTE
L’esperienza alla John Ehret lo fa crescere molto e ben presto Elfrid diviene l’oggetto del desiderio di molti college. Spesso ad ogni sua partita ci sono scout ad osservarlo e le recensioni fornite sono ottime. Tecnica di tiro a parte Payton sorprende sin dalla High-School per la sua attenzione alla fase difensiva. La grinta e la visione di gioco che possiede sono qualità che pochi possono vantare. Ad aggiudicarsi le prestazioni del ragazzo da Gretna è il college di Louisiana–Lafayette. Con i Ragin’ Cajuns ( probabilmente il nome più figo del mondo collegiale americano) inizia la sua avventura nel basket che conta.
Il suo anno da freshman è promettente. Il ragazzo si ambienta bene nella nuova realtà collegiale e riesce anche a guadagnare la fiducia di coach Bob Marlin. Chiuderà il suo primo anno con una media di 7.9 ppg, 3,6 rpg e 3,2 apg; cifre da non disprezzare. La sua definitiva esplosione si ha tuttavia nel suo anno da sophomore. Payton diventa il leader della squadra, innalza il suo livello di gioco e i risultati iniziano ad arrivare. 15.9 ppg, 5,5 apg 5,6 rpg e 2,4 spg sono il frutto del suo duro lavoro. Cifre quasi raddoppiate e prestazioni di ottimo livello convincono l’U19 degli USA a convocarlo per il FIBA Under-19 World Championship. Anche qui Elfrid trova il modo di non tradire le attese. Si trova a meraviglia con i compagni e riesce a vincere la medaglia d’oro.
JUNIOR YEAR E DRAFT
L’anno da Junior è quello cruciale. C’è una stagione da giocare e, sopratutto, un Draft da guadagnarsi. Payton viaggia su medie straordinarie: 19 ppg 6 rpg 5 apg e 2,4 spg. Il supporting cast di Louisiana non è dei migliori Elfrid non riesce a raggiungere risultati di rilievo. Tuttavia si mette in luce come giocatore completo. Il giovane playmaker è noto per essere uno specialista difensivo: vince l’All-Sun Belt Defensive Player of the Year e anche il Lefty Driesell Award come miglior difensore della NCAA. E’ chiaro a tutti come il ragazzo sia ormai pronto per il grande salto in NBA. Il 12 aprile si dichiara eleggibile per il DRAFT del 2014: non resta che attendere.
Il 26 giugno 2014 al Barclays Center di Brooklyn Payton sta per compiere il definitivo passo verso il professionismo. Il DRAFT scorre inesorabile e siamo alla chiamata numero 10 quando Elfrid sente il suo nome pronunciato da Adam Silver. A sceglierlo sono stati i Philadelphia 76ers, tuttavia non sarà la “città dell’amore fraterno” la sua prossima meta. I suoi diritti vengono immediatamente girati agli Orlando Magic. Si vola in Florida.
FINALMENTE L’NBA
Dopo un breve periodo di ambientamento Payton diviene subito un importantissimo tassello nello scacchiere di Orlando. Nella sua stagione da rookie gioca 82 partite di cui 63 da titolare viaggiando a 8.9 ppg 6.5 apg e 4 rpg. Elfrid si mette subito in luce per le sue doti difensive. Il ragazzo è un difensore intelligente capace di mettere spesso in crisi il proprio marcatore. In attacco è ancora un pò grezzo ma ha la capacità di mettere in ritmo i compagni e le sue trame sono spesso efficaci.
La sua crescita continua nel suo secondo anno in NBA. Payton diventa il playmaker titolare dei Magic e gioca 69 partite da titolare sulle 73 totali giocate. I numeri sono comunque di buon livello: 10,7 ppg 6,3 apg 4 rpg. Come sempre il suo rendimento è costante ma il suo tiro è ancora troppo inaffidabile. Questo fattore spesso lo rende un giocatore battezzato dalla media-lunga distanza. In estate lavora molto sul suo tiro, vuole farsi trovare pronto per la sua terza stagione in NBA: quella della consacrazione.
Tuttavia la nuova stagione non inizia come Elfrid se la sarebbe aspettata. Infatti i Magic hanno allontanato Scott Skiles per affidare la guida tecnica a Frank Vogel. L’ex coach degli Indiana Pacers alterna spesso Payton con DJ Augustin e CJ Watson riducendo di molto il minutaggio dell’ex Louisiana. Il giovane play non la prende benissimo in un primo momento. La panchina appare ad Elfrid quasi come una punizione; Vogel però non è uno sprovveduto. Mettendo in discussione il suo posto da titolare sprona il playmaker a dare tutto ciò che ha nei minuti in cui viene utilizzato. I risultati sono eclatanti.
MAGIC: PAYTON E’ UN PROBLEMA O UNA SOLUZIONE?
Payton infatti sta viaggiando a 13 ppg, 4,6 rpg e 6,1 apg di media a partita. Oltre a questi dati, molto positivi, si aggiungono anche le 4 triple doppie realizzate nell’ultimo mese. Tutti questi dati stanno spingendo Vogel e la dirigenza Magic ad una riflessione: è Payton il playmaker su cui puntare nel prossimo futuro? Senza dubbio è un bel questito. Il ragazzo, nel corso dei tre anni, è cresciuto moltissimo e i margini di miglioramento sembrano ancora elevati. Elfrid è una PG che riesce a coniugare bene qualità e fisicità. Il numero 4 dei Magic ha una forza fisica e un talento nel trovare i compagni che pochi pari-ruolo possono vantare.
Le sue carenze più grandi riguardano il ball-handling e, sopratutto, il tiro da 3. In questa stagione sta tirando con il 27% da oltre l’arco, pochino considerando le medie della maggior parte delle PG della lega. Dovesse riuscire a costruirsi un tiro da 3 credibile ad Orlando si troverebbero davanti un giocatore completo.
Cosa succederà quindi al buon Elfrid? Verrà scambiato o i Magic punteranno su di lui in futuro? Vale la pena puntare su un giocatore con un tiro da tre ancora poco affidabile? Quali altre franchigie potrebbero essere interessate a Payton? Questi sono tutti quesiti a cui Vogel e soci dovranno dare una risposta prima della prossima FA. Ad Orlando ora si decide davvero tutto..











