Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsI love Florida, Orlando: si continua a crescere

I love Florida, Orlando: si continua a crescere

di Alberto Vairo

E’ stata un’altra settimana tutto sommato positiva per gli Orlando Magic. Il record parla di due vittorie e due sconfitte. Il livello delle squadre incontrate è, a mio parere, discreto, due le formazioni della Eastern Conference, Indiana Pacers e Washington Wizards, e altre due della Western, Utah Jazz e Lakers.

La settimana inizia proprio da Indianapolis, ancora senza Nikola Vucevic i Magic rimangono in partita per tre quarti (nonostante i 19 punti nel solo primo periodo di Paul George) ma crollano nell’ultima frazione quando solo 13 punti segnati danno un vantaggio importante ai Pacers che si conquistano la vittoria per 97-84. I 16 assist a fronte delle 22 palle perse e un 51,3% di percentuale reale concessa a Indiana hanno confezionato la sconfitta. Ancora una buona presenza offensiva di Evan Fournier con 21 punti e la solita prestazione ‘tutto campo’ di Victor Oladipo che mette insieme 15 punti, 7 rimbalzi, 2 assist, 1 palla rubata e 2 stoppate.

Si torna ad Orlando ed è il momento di affrontare i Los Angeles Lakers, la squadra contro cui i Magic hanno giocato la Finale NBA nel 2009, e infatti, secondo i dati di FOX Sport Florida, è stata la partita più vista dal febbraio scorso. I Lakers sono sicuramente una formazione alla portata dei Magic, ma una difesa non proprio attenta aiuta a mantenere la squadra californiana in gara fino alla fine, quando un canestro sulla sirena finale del rientrante Vucevic regala ai Magic una vittoria fin troppo sofferta. Le statistiche parlano chiaro, 92.10 di pace comparato al 99 abbondante stagionale denota un ritmo di gara molto lento visti gli standard, in più un Defensive Rating (punti subiti per 100 possessi) di 105.4 non è accettabile per una squadra con quel tipo di giocatori. Una percentuale reale concessa del 53.5% ha permesso ai gialloviola di stare incollati alla partita e se si vuole crescere (e vincere) l’atteggiamento non è stato quello ottimale. Purtroppo durante la partita Oladipo ha subito, in un fortuito scontro di gioco, un colpo violento alla testa ed è dovuto uscire dal campo (sulle sue gambe) per eseguire i controlli che la NBA impone in questi casi. Notizia ben più incoraggiante è invece la prestazione offensiva di Shabazz Napier. Il playmaker arrivato in estate da Miami trova minuti importanti per l’assenza di Oladipo e tira fuori dal cilindro una pioggia di triple che tengono i Magic punto a punto con i gialloviola. I 22 punti con 5 canestri da tre lo portano ad essere il miglior realizzatore della partita.

Due sere dopo, ancora sul campo di casa, Orlando affronta una squadra che, considerato anche il posizionamento a Ovest, sta giocando una buona pallacanestro e ottenendo risultati. Arrivano gli Utah Jazz di Hayward, e i Magic devono riscattarsi delle ultime due non brillantissime prestazioni e in più, una vittoria porterebbe il record al 50%. Coach Scott Skiles ha probabilmente toccato i punti giusti dei suoi giocatori perché il primo quarto è assolutamente perfetto, sia dal punto di vista offensivo che difensivo. Il parziale dice 33-15 in favore della squadra della Florida, ma è l’atteggiamento ad essere cambiato. Presenza difensiva e fluidità offensiva rendono la gara piacevole e soprattutto, i Magic, riescono a mantenere il vantaggio ottenuto nel primo quarto, dimostrando quindi un’acquisizione di maturità nel gestire le partite. All’assenza di Dipo si è aggiunta anche quella di CJ Watson e Skiles si è visto costretto a far fare gli straordinari a Elfrid Payton e Fournier. Cinque giocatori finiscono la gara in doppia cifra di punti, e questo dimostra che Orlando è una squadra che può essere imprevedibile da una parte, in quanto ogni sera chiunque può essere il terminale offensivo principale, ma dall’altra non ha ancora trovato una gerarchia precisa. Ci sono pro e contro in tutte e due le situazioni, ma questo è un argomento che magari potrebbe essere sviluppato nelle prossime settimane quando più partite potranno dare indicazioni più precise. I Magic comunque conquistano la vittoria per 102 a 93 e portano il loro record in classifica a 5W e 5L, che, a memoria, non capitava dai tempi di Dwight Haward.

La sera seguente si gioca a Washington e anche contro i Wizards i Magic, ancora orfani di Oladipo e Watson, giocano una partita punto a punto ma la squadra appare un pochino sulle gambe. Rispetto alla gara precedente contro John Wall e compagni, Orlando concede la metà dei rimbalzi offensivi, ma purtroppo una percentuale reale di gran lunga superiore (54% contro 43% del 28 ottobre) e il tutto condito dal Defensive Rating peggiore in stagione, confezionano l’ennesima sconfitta contro la squadra della capitale per 108-99.

Orlando deve imparare ad essere più continua da una gara all’altra, certo le 11 partite giocate fino ad ora sono tante rispetto ai giorni di stagione, altre franchigie ne hanno giocate meno, e questo potrebbe aver influito sulla concentrazione e sulla fisicità con cui si affrontano tante partite insieme.   La settimana che sta per iniziare prevede soltanto due gare (in casa) per i Magic, contro Minnesota Timberwolves e Sacramento Kings, e fino al 30 di novembre giocheranno solo sei gare, di cui cinque in casa (con la sola trasferta a Cleveland). Questo potrebbe essere un momento della stagione in cui recuperare qualche energia rimanendo a Orlando e potendosi allenare con continuità, momenti rari in un’annata che vanno ottimizzati al meglio.

Per nbapassion.com

Alberto Vairo (@albicoach)

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