Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiI love Florida, Miami: le solite montagne russe

I love Florida, Miami: le solite montagne russe

di Leonardo Zeppieri

Dopo ben 23 partite, resta ancora di difficile analisi la stagione dei Miami Heat. La franchigia della Florida continua ad alternare ottime prestazioni ad uscite imbarazzanti, sia a livello di gioco che di risultati. Entriamo di più nello specifico, andando ad analizzare le gare della scorsa settimana.

RISULTATI

Gli Heat sono scesi in campo lunedì per affrontare i Washington Wizards alla Triple A. Dopo le due belle vittorie contro Thunder e Cavs, sarebbe stato lecito aspettarsi un’altra W, per confermare il primo posto nella Conference. La vittoria non è però arrivata, anche a causa della pessima partenza (sotto di 10 giù dopo il primo quarto). La difesa di Spoelstra ha fatto una fatica enorme a contenere Wall (26+7 alla fine per lui) ed è stata affossata anche da un Gary Neal chirurgico, autore di 21 punti (9\12 dal campo). Nella parte centrale della partita, Miami ha provato a sfruttare gli evidenti vantaggi tattici (Washington era praticamente senza lunghi e non riusciva a proteggere l’area) con Wade e Dragic che sono riusciti ad arrivare al ferro spesso e volentieri.  In particolare, lo sloveno ha messo a segno 20 punti e distribuito 9 assists, mentre l’ex Marquette ha realizzato 26 punti (12\15 al tiro), che ha impreziosito con 7 rimbalzi e 9 assists. Sono stati invece appena 16 i punti portati in dote dalla panchina che, con Deng fuori e Green in quintetto, ha offerto ben poco alla causa.

Alla sconfitta contro i capitolini sono seguite due trasferte a Charlotte e Indianapolis, nelle quali gli Heat sono usciti sconfitti e con due pessime prestazioni. Soprattutto in North Carolina è andata in scena una delle esibizioni offensive più deludenti della stagione. A tal proposito, basti vedere le prestazioni delle tre “stelle”: Wade 11 punti con 5-11, Bosh 7 con 3-8 e Dragic 5 con 2-7. Miami ha tirato ancora una volta male dal perimetro (6\21) ma, soprattutto, non ha trovato risposte all’attacco degli Hornets, che ha tirato sopra il 49% dal campo e quasi al 41% da tre punti (il tutto nonostante l’assenza pesante di Al Jefferson).

Il match con Indiana invece è stato diverso: Wade&Co. hanno tenuto bene il campo per i primi due quarti (Heat avanti 51-50 all’intervallo), prima di sciogliersi nei secondi 24 minuti. Bosh (23 punti e 10 rimbalzi) e in parte Wade (20 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, ma con 10\23 al tiro) sono stati gli unici ad avere prestazioni individuali accettabili a livello offensivo. Dall’altra parte del campo la difesa di Deng e Winslow su George è stata più che competente, ed infatti è stato Ellis ad essere il giocatore decisivo per i Pacers con 23 punti segnati (oltre a 6 assists e 6 recuperi). Whiteside, al di là delle cifre (8+10 in 14 minuti), è stato praticamente dominato da Mahinmi, tanto che Spoelstra si è dovuto prima affidare a Stoudemire e poi al quintetto piccolo utilizzando Bosh da 5.

Chris Bosh in azione contro Indiana

Il team di Riley, che non aveva mai perso due partite di fila in stagione, si è trovato quindi ad affrontare una serie di 3 risultati negativi di fila. Questa serie sembrava destinata ad allungarsi, visti i successivi impegni contro Grizzlies e Hawks e per giunta in back-to-back. La possibilità della quarta sconfitta si era fatta davvero concreta nel match che ha visto Miami affrontare Memphis all’AAA, con gli Heat sotto per tutta la partita e con uno svantaggio che ad un certo punto ha raggiunto anche le 16 lunghezze. Nell’ultimo periodo però la squadra di Spoelstra è riuscita a stringere le maglie in difesa e vinto una partita incredibile. Wade, appena 6 punti nei primi 3 quarti, ne ha messi 8 nell’ultima frazione, di cui ben 4 nell’ultimo minuto, consegnando ai suoi una fondamentale vittoria per 100-97. Non inganni però il risultato: la prestazione è stata pessima e l’unica indicazione positiva da trarre è stata la capacità della squadra di aggrapparsi alla partita nonostante dei pessimi Wade e Dragic. Bosh (22 punti con 7\10) e Deng (15 punti e 7 rimbalzi) sono stati invece sicuramente i migliori, sia per continuità che per consistenza.

L’ultima partita, in ordine di tempo, è stata giocata la scorsa notte ad Atlanta. Il match, che risultava sulla carta proibitivo, date le fatiche e il pessimo stato di forma degli Heat, è stato un capolavoro tattico di Spoelstra. Vincere 100-88 conducendo sempre la partita e non lasciando mai intravedere segni di cedimento (per giunta in trasferta) contro una squadra come gli Hawks, in back-to-back e persino con il proprio leader che tira appena 3\16, è la più grande dimostrazione di forza che si potesse dare. Super la prestazione di Bosh (24 punti e 10 rimbalzi con 4\6 da 3) e ottima anche quella di Dragic, che ha guidato l’attacco e gestito bene i momenti della partita. Eccellente anche Green (20 punti) e grandissimo Deng, con 18 punti, 9 rimbalzi e una prestazione difensiva che ha ricordato i bei tempi di Chicago.

Goran Dragic in azione difensiva nel match di Atlanta

ROTAZIONE

Con il rientro di Deng, sono stati apportati alcuni cambiamenti all’interno della rotazione. Green è tornato nella second unit dando ottimi risultati; mentre l’inglese, complice anche l’assenza di McRoberts, ha spesso giocato da numero 4 nei quintetti piccoli, sacrificandosi su avversari più grossi di lui come Randolph e Millsap.

Wade è stato preservato per quanto possibile con un il minutaggio, nonostante l’infortunio di Tyler Johnson. Al posto dell’ex Fresno è entrato nei 9 della rotazione l’altro sloveno, Beno Udrih, il quale ha dato minuti importati (9 punti contro gli Hawks). Le prestazioni non esaltati di Whiteside hanno invece costretto Spoelstra a scongelare Haslem; l’ex Kings deve però decidere cosa vuol fare da grande e cominciare a comportarsi da professionista e non da primadonna, soprattutto perché al momento non ha una copertura contrattuale che glielo permetta.

Prossimi impegni

Miami giocherà tre partite durante questa settimana: a Brooklyn contro i Nets e poi in casa contro Toronto e Portland. Tre vittorie sono possibili così come tre sconfitte, vista l’identità ancora misteriosa di questi Heat.

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