I Chicago Bulls pagano la maratona della notte prima contro i Detroit Pistons e cadono anche contro i New York Knicks, che vincono per 107-91 al Madison Square Garden.
I ragazzi di coach Hoiberg si presentano a New York senza Pau Gasol, tenuto a riposo dopo la battaglia contro Detroit, ma in ogni caso inizialmente non si nota la sua assenza grazie ad un’ottima partenza che porta la squadra dell’Illinois che arriva fino ad un vantaggio di 10 punti.
Tuttavia, dopo una tripla di Afflalo, i Knicks si sbloccano e grazie a Melo e Thomas in uscita dalla panchina ricuciono velocemente lo svantaggio portandosi in vantaggio e senza più lasciare il controllo della partita “Semplicemente ci siamo svegliati” commenterà Fisher a fine gara. La superstar di Syracuse termina il match con 27 punti, mentre Afflalo chiude a 18.
Per i Bulls invece non bastano i 20 punti e 11 rimbalzi di Bobby Portis, comunque sempre più idolo in Illinois “Penso che tutti abbiano sentito la fatica stasera” commenta a fine gara Derrick Rose “Tutti abbiamo dato tutto quello che avevamo”.
Nella formazione di Chicago, in assenza di Gasol, ha trovato finalmente spazio come starter Joakim Noah, che ne ha approfittato segnando 21 punti (suo massimo stagionale) e 10 rimbalzi che gli hanno permesso di diventare il leader nella storia della franchigia per rimbalzi offensivi superando Horace Grant.
Il coach dei Bulls Fred Hoiberg comunque non cerca troppe scuse al termine del match, sostenendo che la squadra avrebbe dovuto trovare soluzioni per combattere la fatica “Non abbiamo fatto girare bene la palla. Non c’è dubbio che le nostre gambe non si muovevano bene, ma avremmo dovuto trovare un modo per combattere la fatica. Non penso che abbiamo fatto un buon lavoro questa notte”.
Per i Knicks è stata decisiva la percentuale dal campo, pari al 50%, che ha permesso alla squadra della Grande Mela di mantenere un vantaggio consistente per tutta la durata del match. Grazie a questa vittoria i Knicks tornano ad avere un record di parità (14-14), mentre per i Bulls questa sconfitta costa cara, scivolando in classifica al quinto posto della Eastern Conference con un record di 15-10.
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