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Barack Obama apre le porte della Casa Bianca ai Golden State Warriors

di Giacomo Manini

Come da tradizione la squadra campione in carica NBA ha fatto visita al presidente degli Stati Uniti d’America.                                     Dopo aver fatto il tour della Casa Bianca, i Golden State Warriors hanno incontrato Barack Obama, il quale ha ricevuto una maglietta commemorativa.  Da grande appassionato di basket, il presidente, ha parlato di molti argomenti come: il parallelismo con i Chicago Bulls (squadra di cui è tifoso) del 95-96; di come stiano cambiando il modo di giocare a pallacanestro; e si è paragonato a Luke Walton, dicendo che sa come ci sente a superare le aspettative e battere record, senza però ottenere il giusto credito.

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Obama con la maglia regalatagli dalla squadra. (In foto si vede anche David Lee, perchè erano presenti tutti i giocatori dello scorso anno).

 

P.O.T.U.S. ha anche intrattenuto il team e i giornalisti, imitando l’esultanza di Curry dopo i continui canestri da 3 punti a Washington e poi dicendo al MVP che si sentiva offeso perchè non ha portato alla Casa Bianca la ‘vera star’, sua figlia Riley Curry. Le parole di elogio per la squadra sono state molte, tra cui queste: “La lineup è straordinaria, avere una squadra così forte non è quasi giusto; sono belli da vedere.”

Steph al termine dell’incontro, ha rilasciato un’intervista al The Vertical, mostrandosi visibilmente emozionato, ha dichiarato che Obama gli ha chiesto di vedersi nuovamente quest’estate per giocare a basket insieme, dato che lo scorso anno i due si erano già affrontati su un campo da golf, giocando in compagnia di Ray Allen e papà Dell Curry. Barack gli ha detto di aver visto la partita contri gli Wizards in diretta, e di essere rimasto impressionato dal suo primo quarto, e ha paragonato le emozioni che ha trasmesso, a quelle che gli dava Michael Jordan. Il 30 della Baia parlando dell’amore per il gioco del presidente ha voluto precisare che:         “Lui è davvero un amante della pallacanestro, è un esperto, guarda quello che facciamo in campo e lo apprezza molto.”  Riferendosi poi al meeting in generale ha detto: “E’ tutto troppo, troppo surreale, non è normale che io sia a tu per tu con l’uomo più importante al mondo. L’ho già incontrato ma è emozionante, non comprendo bene ciò che succede, cerco solo di viverlo.”

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