Jimmy Butler nasce a Houston il 14 settembre 1989. L’infanzia del piccolo Jimmy non è tra le più tranquille: a soli 13 anni viene cacciato di casa dalla madre e è quindi costretto a cercare ospitalità dagli amici di volta in volta, senza avere una fissa dimora. L’unica cosa positiva per Butler in quegli anni si chiama Basket: cresciuto nella high school di Tomball, Jimmy dimostra sin da subito tutto il suo talento, e nel suo ultimo anno viaggia a 19.9 punti per partita.
College
Nel suo primo anno di college gioca per il Tyler Junior College, ma dopo un primo anno con una media di 18.1 punti, 7.7 rimbalzi e 3.1 assist per partita, Jimmy accetta una borsa di studio trasferendosi a Milwaukee presso la Marquette University. Nel suo secondo anno nella nuova università, entra a far parte del quintetto titolare della squadra e a fine stagione riceve la All-Big East Honorable Mention, che riceverà poi anche nel suo ultimo anno.
Draft

Jimmy Butler i azione con la maglia di Chicago
Nel draft del 2011, Butler viene selezionato dai Chicago Bulls al primo giro con la scelta numero 30. Draft, quello del 2011, ricco di talenti, a partire dalla prima scelta Kyre Irving, per continuare con giocatori del calibro di Enes Kanter, Tristan Thompson, Klay Thompson e Kawhi Leonard, ma anche di giocatori scomparsi dai radar della NBA come Jan Vesely e Nolan Smith, che, col senno di poi, si sono rivelate scelte sbagliate di Wizards e Blazers, in particolare rispetto alla tardiva chiamata dei Bulls per Butler. Per via del lockout, però, Jimmy firma il suo contratto con i Bulls il 9 dicembre e alla sua prima stagione in NBA gioca 42 partite con una media di 2.6 punti e 1.3 rimbalzi per partita, partendo sempre dalla panchina (anche durante le gare dei playoffs, dove Chicago viene eliminata al primo turno in 7 partite dai Philadelphia 76ers). L’anno seguente, Butler inizia la sua stagione già dalla summer league. Nonostante le buone prestazioni, inizialmente resta un po’ nell’ombra, ma il suo miglioramento è costante e, nella seconda metà di stagione, grazie agli ottimi numeri, riesce a conquistare il quintetto titolare, giocando una media di 40.8 minuti per partita e concludendo la stagione con una media di 8.6 punti, 1.4 assist e 4 rimbalzi. Nella post season Chicago gioca il primo turno contro i Brooklyn Nets vincendo in 7 partite, ma nel turno successivo arriva l’eliminazione per mano dei Miami Heat.
Nella stagione 13/14 i Bulls esercitano la loro opzione sul contratto del numero 21 estendendolo fino al 14/15. Questa per Jimmy è la stagione della definitiva consacrazione: gioca 67 partite partendo sempre nel quintetto titolare, aumenta sempre di più il suo minutaggio e viene scelto per la seconda squadra difensiva della NBA. I Bulls chiudono la stagione al 4° posto, incontrando nel primo turno dei playoffs i Washington Wizards, che eliminano i tori con il risultato di 4-1. La stagione seguente, tutta la NBA si accorge di Butler, tanto che il ragazzo di Houston viene addirittura convocato all’All Star Game come riserva della eastern conference. Grazie anche alle grandi prestazioni di Butler, Chicago chiude la stagione in 3^ posizione nella eastern conference, incontrando al primo turno dei PO i Milwaukee Bucks, eliminati dai tori con il risultato di 4-2 grazie alle prestazioni di Butler, che in gara 2 segna il suo career high della post season con 31 punti.

Jimmy Butler
La strada verso l’anello però si ferma al turno successivo, dove i Bulls incontrano i Cleveland Cavaliers di Lebron James che passano il turno vincendo 4-2. Stagione comunque più che positiva per Jimmy che, oltre alla convocazione all’ASG, viene nominato MIP (Most Improved Player) della stagione regolare. Ad inizio della stagione 15/16, Butler firma un nuovo contratto con Chicago per 5 anni a 95 milioni di dollari, con una player option per il quinto anno. In questa stagione, il giocatore diventa l’uomo franchigia dei Bulls, facendo registrare il suo career high con 53 punti il 14 gennaio 2016 contro Philadelphia. Per il secondo anno consecutivo viene chiamato all’All Star Game ma, causa infortunio al ginocchio sinistro, è costretto ad abdicare. Butler salta di conseguenza 11 partite e, anche per colpa di questa defezione, i tori di Chicago finiscono la stagione al nono posto, mancando la qualificazione ai playoffs.
| REGULAR SEASON AVERAGES | ||||||||||||||||||||
| SEASON | TEAM | GP | GS | MIN | FGM-A | FG% | 3PM-A | 3P% | FTM-A | FT% | OR | DR | REB | AST | BLK | STL | PF | TO | PTS | |
| ’11-’12 | 42 | 0 | 8.5 | 0.8-1.9 | .405 | 0.0-0.3 | .182 | 1.0-1.3 | .768 | 0.6 | 0.8 | 1.3 | 0.3 | 0.1 | 0.3 | 0.5 | 0.3 | 2.6 | ||
| ’12-’13 | 82 | 20 | 26.0 | 2.9-6.2 | .467 | 0.5-1.3 | .381 | 2.3-2.8 | .803 | 1.7 | 2.3 | 4.0 | 1.4 | 0.4 | 1.0 | 1.2 | 0.8 | 8.6 | ||
| ’13-’14 | 67 | 67 | 38.7 | 4.1-10.3 | .397 | 1.0-3.6 | .283 | 3.9-5.0 | .769 | 1.3 | 3.6 | 4.9 | 2.6 | 0.5 | 1.9 | 1.6 | 1.5 | 13.1 | ||
| ’14-’15 | 65 | 65 | 38.7 | 6.5-14.0 | .462 | 1.1-3.0 | .378 | 5.9-7.1 | .834 | 1.8 | 4.1 | 5.8 | 3.3 | 0.6 | 1.8 | 1.7 | 1.4 | 20.0 | ||
| ’15-’16 | 67 | 67 | 36.9 | 7.0-15.4 | .454 | 1.0-3.1 | .312 | 5.9-7.1 | .832 | 1.2 | 4.2 | 5.3 | 4.8 | 0.6 | 1.6 | 1.9 | 2.0 | 20.9 | ||
| Career | 323 | 219 | 31.2 | 4.4-10.0 | .445 | 0.8-2.3 | .328 | 3.9-4.8 | .812 | 1.4 | 3.1 | 4.5 | 2.6 | 0.5 | 1.4 | 1.4 | 1.2 | 13.6 | ||
Crescita sempre costante per la guardia dei Chicago Bulls, diventato ormai uomo franchigia, sul quale l’intero staff dirigenziale della società dell’Illinois ha deciso di puntare per risollevare le sorti della squadra e cercare in futuro di tornare ad essere una delle contendenti al titolo NBA.

