Destinazione Toronto

di Gabriel Greotti

Destinazione Toronto

Anche i Toronto Raptors muovono qualcosa nella Free Agency. Masai Ujiri si è assicurato i servigi di Jared Sullinger, dopo che i Boston Celtics non hanno esercitato l’opzione sul suo contratto rendendolo Unrestricted Free Agent. A dare la notizia è Adrian Wojnarowski, tramite il proprio profilo Twitter:

Dal profilo del giocatore stesso trapela un leggero entusiasmo. L’ala ex Ohio State ha infatti cambiato la propria immagine profilo con il logo dei toronto Raptors, Twittando poi “We The North”:

La dirigenza dei Raptors sembra aver messo a segno un buon colpo di mercato, firmando l’ex ala biancoverde a cifre parecchio modeste. RealGM parla di un contratto annuale da circa 6 milioni di dollari. L’ex giocatore di Ohio State ha fatto registrare statistiche medie di 10.3 punti, 8.3 rimbalzi e 2.3 assist in poco meno di 24 minuti di impiego.

L’ex numero #7 dei Boston Celtics era ormai giunto al capolinea nella sua avventura bianco verde, data l’etica poco professionale dimostrata (numerosissimi i ritardi ai shoot around mattutini ed i continui problemi di peso). L’incognita del peso potrà pesare anche nella sua nuova avventura canadese. Sullinger, scelto al Draft 2012, era una potenziale top 10 del suo Draft, ma è stato scelto con la chiamata numero 21 proprio a causa dei problemi di schiena. Nei primi anni a Boston il ragazzo ha mantenuto una buona forma fisica, ma recentemente ha manifestato non pochi problemi di peso, che gli hanno procurato qualche stop fisico di turno.

Via Byombo, arriva Sullinger

Via Biyombo dentro Sullinger: i Raptors hanno ceduto alle lusinghe dei Magic per Biyombo, che ha firmato per un contratto da 17 milioni l’anno per quattro anni, con la player option sull’ultimo anno. Ottima mossa della dirigenza canadese dunque, che ha trovato un accordo molto meno oneroso con Sullinger. A conti fatti, i Raptors risparmiano più di dieci milioni di dollari.

La “scommessa” Sullinger intrapresa da Ujiri paghera? Come si adatterà il ragazzo al gioco di Toronto? Riuscirà a risorgere e a sfornare ancora doppie-doppie continue come ai tempi del college? Ai posteri l’ardua sentenza.

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