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Celtics, Rookies on the road: Jaylen Brown

di Gabriel Greotti

Roster: caccia all’ultimo posto

James Young, alla sua terza stagione NBA, rischia di essere tagliato, soprattutto a causa dell'atteggiamento remissivo mostrato

James Young, alla sua terza stagione NBA, rischia di essere tagliato

La stagione 2016/17 è sicuramente una delle più attese dalla franchigia del Massachusetts. Infatti dopo gli arrivi

estivi di Al Horford, Gerald Green e dei neo-draftati Jaylen Brown, Ben Bentil e Demetrius Jakson, l’hype sulla franchigia guidata da Ainge e Stevens è davvero alto; tuttavia le manovre inerenti il roster non sono ancora terminate. Allo stato attuale i biancoverdi contano 16 uomini a roster, a cui va aggiunto il contratto non garantito di Ben Bentil (che non verrà confermato).  Questa situazione, dunque, porta la dirigenza ad effettuare un altro taglio, in virtù delle regole della NBA, che prevedono un massimo di 15 contratti a roster per ogni franchigia. I giocatori in lotta per l’ultimo posto a roster, e quindi a rischio taglio per diversi motivi, attualmente sono: R.J. Hunter (sophomore uscito da Georgia State), James Young (alla terza stagione tra i professionisti, ex Wildcats) e lo stesso Demetrius Jackson.

Road to glory: Jaylen Brown

Chi invece durante questa stagione potrebbe scalare le gerarchie e provare a guadagnarsi un posto nello starting five è la terza scelta assoluta al Draft 2016 dei biancoverdi: Jaylen Brown.

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Jaylen Brown al ferro con la jersey di California

Jaylen  nasce e cresce a Marietta, in Georgia, e fin da piccolo mostra grande propensione per lo sport, in

particolare per la palla a spicchi. Sotto la guida dei genitori (in particolare del padre Marselle, ex-campione di Boxe) sceglie la Joseph Wheeler High School con cui, nel suo anno da senior, conquista il titolo nazionale che gli vale anche una chiamata al McDonald’s All American del 2015. Il giovane Brown cresce, e deve scegliere a quale College iscriversi. Senza esitazione sceglie, non senza soprese, la University of Califonia dove, sotto la guida di coach Cuonzo Martin, chiuderà la stagione con medie di 14.6 punti, 5.4 rimbalzi, 2.0 assist a partita.

Il suo torneo NCAA si conclude con una scottante eliminazione contro Hawaii, ma Brown ha deciso di rendersi ugualmente eleggibile per il Draft2016 al Barclays Center di Brooklyn.

Draft night

“with the third overall pick the Boston Celtics select… Jaylen Brown”

Durante la magica notte newyorkese la chiamata per Jaylen arriva molto presto, con discreta sorpresa e a tratti delusione dei  fan, che speravano in chiamate diverse. Danny Ainge, GM dei Boston Celtics, lo chiama con terza scelta assoluta, alle spalle di Ben Simmons e Brandon Ingram.

Nell’ambiente bianco verde, si crea molto stupore e molta curiosità intorno al giovane atleta, che viene preferito a prospetti considerati molto più talentuosi come Dragan bender (ai Suns),Kris Dunn ( Ai Twolves) e Buddy Hield (ai Kings). La scelta della dirigenza sorprende molti tifosi, che si aspettavano un nome più altisonante come, ad esempio, quello di Buddy Hield. D’altra parte, la scelta di Brown diventa comprensibile analizzando i workout  sostenuti dai Boston Celtics durante l’estate, ai quali Brown è stato convocato ben due volte.

Primi passi in maglia bianco verde: Summer League

Dal canto suo, Jaylen Brown , che sceglie di indossare la Jersey numero 7, mostra tutte le sue qualità già durante la SummerLeague. Prima di subire un lieve infortunio al ginocchio, infatti, mette a referto 25 punti contro i Cavs, suo massimo stagionale. Brown continua a lavorare affinando sempre di più l’ intesa con i compagni e la confidenza con il piano superiore, complice anche la grande etica del lavoro che lo sta portando a rapidi miglioramenti.

Il ragazzo, pur essendo molto giovane, deve lavorare ancora molto sulle percentuali di tiro. Il 29% da 3 punti messo a referto nell’anno trascorso a California non fa di lui uno shooter di prim’ordine, e anche l’affidabilità del suo tiro dal mid-range deve essere migliorata.

Atletismo e versatilità: il mix perfetto per Stevens?

In ottica Celtics, negli schemi di Brad Stevens, il pregio più apprezzabile di Brown è sicuramente la sua grande versatilità. Il suo ruolo naturale è quello di SF, spot nel quale ha mostrato grandissima agilità in fase difensiva e discreta propensione ad attaccare il ferro in fase offensiva. Nonostante paghi dazio fisicamente, sia Coach Martin al college che Coach Stevens in preseason l’hanno utilizzato per qualche minuto da PF.

Al college ricopriva questo ruolo quando i Bears incontravano PF molto prolifiche sotto canestro, contro le quali tornano utili l’esplosività e la rapidità del ragazzo, molto abile nel  recuperare velocemente la palla. In maglia bianco verde, invece, è stato provato sia nel suo ruolo che in quello da PF con discreti risultati. Ovviamente il ruolo di 4 non è propriamente adatto alla sua stazza fisica, ma l’applicazione e la voglia di fare di Jaylen, nonchè le attitudini difensive ed atletiche mostrate, potrebbero far si che il ragazzo si ritagli qualche minuto anche in quel ruolo. Brown è entrato da subito nell’ottica del Celtic Pride, e tutti i tifosi sperano che in un futuro prossimo il ragazzo possa diventare, dopo tanti anni, un’altra Star cresciuta ai Boston Celtics dai Boston Celtics.

Per NBAPassion.com,

Nicola Garzella

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