Manu Ginobili è sempre stato un personaggio particolare, pieno di sorprese e risorse. Non a caso non si dedica come molti suoi colleghi al classico uso dei social media ma gestisce, in prima persona e da tempo, un seguitissimo blog dove posta con regolarità pensieri, foto e curiosità.
L’ultimo post delle serie risale a lunedì 28 Novembre quando “El Narigon” ha inserito un gustoso aneddoto relativo alla sua immensa carriera costellata da 4 anelli NBA, un Triplete (Eurolega, Scudetto e Coppa Italia) e un Titolo Olimpico.
L’evento risale al 31 Dicembre 2002 quando, l’allora 25 enne Manu giovane rookie, appena approdato dalla Virtus Bologna ai San Antonio Spurs che ne detenevano i diritti alla sue prestazioni dal Draft 1999, giocò la sua prima e unica partita contro il suo idolo di infanzia Michael Jordan.
Quel San Silvestro si gioca il match di Regular Season dell’NBA fra San Antonio Spurs e Washington Wizards, i roster sono clamorosi. In campo c’è gente come i Coach finalisti della scorsa stagione Tyronn Lue e Steve Kerr, Tim Duncan, Bowen, Robinson, Parker e Jackson e, appunto, un certo Michael Jordan agli ultimi fuochi della sua immensa carriera.
Manu Ginobili ricorda l’evento, raccontandolo ai figli Dante e Nico, e ci fa rivivere l’emozione di aver affrontato l’idolo della sua infanzia.
Le parole di Manu Ginobili
“Scrivo queste righe della stessa città dove 14 anni fa ho giocato la mia unica partita contro il mio idolo di infanzia Michael Jordan. Ho giocato un minuto, 52 secondi per la precisione e non è così male come pensavo! Inoltre, ho anche provato un tiro. Forse era un buon tiro, probabilmente un ‘dentro e fuori’, ma non è entrato. Ho cercato di ricordare meglio ma il mio cervello non mi ha aiutato e allora sono ricorso a un sito specializzato Basketball-Reference” da dove il campione argentino ha recuperato il tabellino completo del match.
Per la cronaca il match finì 105-103 per i Wizards con Duncan best scorer della serata con 35 punti ma con un Michael Jordan che ne mette 17 in 35 minuti e guida i suoi alla vittoria.
Quei San Antonio Spurs, magistralmente guidati da Gregg Popovich, non soffrirono più di tanto il ko tanto che alla fine della stagione conquistarono il titolo ai danni dei Nets (allora New Jersey) di Mutombo e Scalabrine.
Manu Ginobili quell’anno lo visse più dalla panchina che dal campo, ma fu un’ottima scuola per diventare decisivo dalla stagione successiva all’Oro Olimpico di Atene quando fece issare sul tetto dell’AT&T Center il primo degli altri 4 Stendardi che gli Spurs hanno messo in bacheca negli ultimi 10 anni.

