L’abbondanza di lunghi in quel di Philadelphia ha portato la dirigenza a sceglierne uno da sacrificare. Quello scelto è l’ex Duke, Jahlil Okafor, e non Noel come si poteva pensare fino a qualche tempo fa. Le squadre interessate a lui sono tantissime, già meno quelle con reali possibilità di prenderlo. Gli insider NBA danno per certa una sua partenza, perciò cerchiamo di analizzare i possibili scenari.
Boston Celtics
I Celtics sono con gli occhi puntati sulle superstar in partenza, Jimmy Butler e Paul George su tutti. A poche ore dalla trade deadline è difficile riuscire a prendere un giocatore di quel livello, perciò Danny Ainge sta pensando anche a giocatori di seconda fascia, ma che potrebbero comunque migliorare il roster attuale. Le fonti sostengono che Brad Stevens abbia dato l’ok per un eventuale arrivo di Okafor e che non si è detto preoccupato per le sue lacune difensive. Offensivamente sarebbe un’arma da aggiungere all’arsenale dei Celtics, assolutamente valida, ad esempio in post basso darebbe alternative importanti a Boston. Essendo una minaccia reale in post, in caso di mismatch positivo potrebbe tirare, il che porterebbe le difese a marcarlo in modo diverso e Jahlil potrebbe passare la palla ai tiratori, perchè come ci ha insegnato Golden State: giocare tanto post, non vuol dire per forza tirare tanto dal post, ma anche semplicemente farci transitare la palla.
Ah e poi Okafor in post fa cose di questo tipo ed è al secondo anno in NBA.

Myles Turner in difesa su Jahlil Okafor
Indiana Pacers
Paul George insiste con la società per avere dei rinforzi per poter competere a un livello più alto. Questo apre due scenari: 1) la società lo accontenta e prende qualcuno, come potrebbe essere Okafor; 2) PG13 cambia squadra perchè la franchigia non crede che sia possibile migliorarsi più di tanto con un paio di mosse prima della trade deadline. George è uno dei giocatori più ambiti in questo rush finale di mercato, i Celtics su tutti sono pronti a puntare su di lui per contendere la Eastern Conference ai Cavaliers. Jahlil potrebbe dunque essere invorticato in un super scambio e potrebbe così formare una coppia notevole e giovane con Myles Turner. Le twin towers sembrano tornare di moda ultimamente, DMC-Davis ne è la prova. Qualora Paul George restasse, ad Okafor spetterebbe il ruolo di “diffence maker”, ovvero colui che deve fare la differenza in chiave playoff. Indiana attualmente è il 15° attacco per punti segnati e 20° per rimbalzi nella NBA, in queste due sezioni l’ex Duke può sicuramente aiutarli parecchio.
Chicago Bulls
La risposta più probabile alla domanda del titolo per ora (alle 6:30 del 23 Febbraio). I Chicago Bulls sono partiti con aspettative ben diverse rispetto ai risultati ottenuti finora. L’era Jimmy Butler sembra esser giunta al termine, mentre Dwayne Wade è agli ultimi anni della sua carriera. Fred Hoiberg non è riuscito a proporre le sue idee di basket imposte al college, dove faceva giocare una pallacanestro veloce e dinamica. Jahlil Okafor potrebbe rappresentare un opzione offensiva in più per giocare sui ritmi lenti di Wade, per cui avere una minaccia in post con punti nelle mani, diventerebbe importantissimo. I Bulls potrebbero arrivare a lui lasciando partire Butler, che sarebbe perfetto nel contesto di Philadelphia, anche se difficilmente giocherà per i 76ers ma andrà in un’altra franchigia in uno scambio almeno a tre squadre. Un’altra possibilità di scambio tra le due franchigie è quella di introdurre Nikola Mirotic e forse Denzel Valentine, entrambi piacciono al front office dei Sixers.
Vedremo altre giocate così in maglia biancorossa allo United Center?
Oltre queste franchigie alla finestra: Brooklyn Nets, Sacramento Kings e Dallas Mavericks attendono speranzose. Okafor è ambito perché si può prendere senza svenarsi, sapendo che Philadelphia vuole darlo via. In mano dei 76ers potrebbero rimanere col cerino in mano e la qualifing offer di Nerlens Noel diventerebbe un dubbio enorme. Le scelte di Colangelo sicuramente saranno influenzate dalle loro idee su Ben Simmons e dalla sua condizione fisica. Un sophomore 21enne da 11.4 punti, 4.8 rimbalzi, 1.1 assist e 1.1 stoppate in 23 minuti a gara, fa gola a molti e i Sixers non vedono l’ora di modellare il proprio roster. L’ex Duke è seduto sulla poltrona del salone di casa sua con la valigia pronta, in attesa soltanto di sapere dove attererà il volo che prenderà.

