Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppCinque squadre, Cinque Quintetti All-time: Pacific Division

Cinque squadre, Cinque Quintetti All-time: Pacific Division

di Luca Sagripanti

Come sarebbe la pallacanestro odierna se Kobe Bryant e Magic Johnson avessero giocato insieme? E se Derrick Rose e Michael Jordan avessero calcato insieme il parquet?

Ogni settimana tratteremo una Division. Comporremo il quintetto di ognuna di queste squadre con un giocatore per ogni ruolo ed un Sixth man, rispettando questi standard:
– Deve aver giocato almeno due stagioni con quel team
-La scelta sarà fatta sommando le statistiche personali, i risultati di squadra e l’ importanza ricoperta dal giocatore all’ interno del team, dei fans e della città.
– La lineup sarà costruita secondo la linea di pensiero della “All-Nba”.
– Non saranno fatte distinzioni tra le posizioni separate nei ruoli di guardia e ala e la squadra sarà costruita solo sulla base di attente considerazioni di merito individuale.

Partiamo da Ovest con la Pacific Division:

Los Angeles Clippers

Centro: Bob McAdoo
McAdoo viene scelto dai Buffalo Braves nel draft del 1972, viene subito eletto rookie dell’ anno, l’ anno seguente verrà selezionato per l’ All Star Game, evento a cui partecipò per un totale di 5 volte. Vinse il titolo di MVP della lega nel 1975. Nonostante Bob McAdoo sia l’unico MVP della NBA a non essere stato incluso nella lista dei migliori 50 giocatori dei primi 50 anni della lega, stilata nel 1996, i suoi riconoscimenti, i suoi lunghi anni di militanza fra NBA ed Italia, il suo talento offensivo e la massiccia presenza a rimbalzo gli assicurano, gli assicurano un posto nella Naismith Hall Of Fame nel 2000.
In 13 anni di attività nella NBA ha giocato 852 partite con una media di 22,1 punti, 9,4 rimbalzi, 2,3 assist e 1,1 stoppate a partita. Nella sua esperienza in Italia McAdoo ha vinto il campionato italiano nel 1987 e nel 1989 e, sempre nel 1987, ha raggiunto il traguardo del “Grande Slam”  ( con Scudetto, Coppa dei Campioni, Coppa Italia e Coppa Intercontinentale).
Nel 1978 i Braves da Buffalo si spostano a San Diego,  dove presero il nome di San Diego Clippers, per poi spostarsi di nuovo e definitivamente a Los Angeles nel 1984 diventando i Los Angeles Clippers che tutti oggi conosciamo

Ala : Blake Griffin
Blake Griffin viene scelto dai Clippers con la prima scelta assoluta al Draft 2009. Giocatore fisico ed atletico, è dotato anche di una buona tecnica di passaggio ed un discreto jumper dalla media. Fin dalla sua stagione da Sophomore ad Oklahoma State ha dimostrato una forte propensione alle doppie doppie, confermata poi nelle stagioni in NBA.
I primi anni nella lega sono segnati da vari infortuni importanti, ma porta comunque a casa il titolo di Rookie of the Year e uno Slam Dunk Contest, nel 2011, con una schiacciata saltando sopra ad una Kia, che rimarrà nella storia. Con l’ arrivo nel 2013 di Doc Rivers, Griffin si carica sulle spalle la squadra e, affiancando la leadership di Chris Paul, arriva con i suoi Clippers nelle zone nobili della classifica, pur non riuscendo ancora a scollarsi di dosso quella fastidiosa etichetta di squadra sempre valida ma mai vincente.
Oltre al titolo di Roy e allo Slam Dunk Trophy, Blake Griffin può vantare 4 convocazioni agli All Star Games, oltre che numerosi riconoscimenti a livello collegiale.

Ala: Elton Brand
Ebbe il merito di stabilizzare una franchigia che in quel periodo vagava tentoni in una lega di squali, appoggiando le proprie esili speranze su un non proprio brillantissimo Darius Miles e su una delle peggiori prime scelte al Draft di sempre, vale a dire Michael Olowokandi.
Scelto alla prima assoluta dai Bulls che sembravano intenzionati a costruire su di lui una nuova dinastia, vinse il Rookie Of the Year a pari merito con Steve Francis, prima di essere ceduto in estate proprio ai Clippers.
Tecnicamente stiamo parlando di un ottimo rimbalzista, specialmente sotto il canestro avversario, anche se non particolarmente esplosivo atleticamente, ma con una buona selezione e varietà di movimenti in post e con una buona presenza difensiva. Tutte doti, queste, che gli permisero nel 2005/2006 di giocare la sua migliore stagione con cifre che lo introdussero nel discorso MVP: 24,7 punti, 10 rimbalzi e 2,54 stoppate di media. I Clippers tornano a vedere i playoff.
Nella carriera di Brand, oltre al ROY figurano anche un titolo NCAA vinto con i suoi Duke Blue Devils, due convocazioni agli All Star Games e due convocazioni ai mondiali con la nazionale che gli valsero anche un bronzo nel 2006

Guardia: Randy Smith
Oltre ad essere un ottimo giocatore di calcio al College, Randy Smith fu il detentore dell’ Iron Man Record, ovvero il record per il maggior numero di partite giocate consecutivamente con 906 presenze consecutive (record ora appartenente ad A.C. Green che dal 1986 al suo ritiro nel 2001 giocò in ogni gara). Fu uno di quelli che al seguito di “Doctor J” rivoluzionò lo stile di gioco fra la fine degli anni ’70 e l’ inizio degli ’80.
Due volte convocato per l’ All Star Game, nel 1978 vinse anche l’ MVP.
Giocò 7 anni con i Buffalo Braves ed ancora uno quando la franchigia si trasferì a San Diego prendendo il nome di Clippers.

Guardia: Chris Paul
L’ arrivo di una delle migliori guardie della lega portò un pò di credibilità ai Clippers durante la disastrosa era Sterling. Paul è la più grande Point Guard arrivata a Los Angeles dai tempi di Magic Johnson e probabilmente è il miglior Playmaker vecchio stampo di questa era. In un momento storico in cui la posizione di Point Guard è sempre più associata al numero di punti messi a referto, Paul si differenzia rimanendo un solido costruttore di gioco, un ottimo passatore ed un accanito difensore. Annovera fra i suoi riconoscimenti un Rookie Of the Year, 9 convocazioni agli All Star Games, di cui fu MVP nel 2013,  4 volte miglior assist-man e 6 volte migliore nelle palle rubate. Ha anche vinto due medaglie d’ oro ed un bronzo con la nazionale statunitense.

Sixth Man: Jamal Crawford
La sua carriera o ha portato a girare l’ america trovando casa in diverse franchigie, da qualche anno sembra essersi stabilito a Los Angeles.
Giocatore imprevedibile (non sempre nel senso migliore) ma grande scorer dalla panca, Crawford è uno dei soli quattro giocatori nella storia della NBA (gli altri sono Wilt Chamberlain, Bernard King e Moses Malone) ad aver segnato 50 o più punti in una partita con tre squadre diverse. Nel gennaio 2015 raggiunge il 9º posto nella classifica all time come tiri da 3 punti realizzati superando Peja Stojaković. Crawford è l’unico giocatore nella storia della NBA ad aver vinto per tre volte il premio di miglior sesto uomo dell’anno.

Los Angeles Clippers

Los Angeles Clippers quintetti All-time

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