Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsAndres Nocioni, parte due: non chiamatelo eroe

Andres Nocioni, parte due: non chiamatelo eroe

di Nicola Garzarella
Andres Nocioni

Dove ci eravamo lasciati con “El Chapu” Nocioni? Ah già stavamo per parlare di quelle famose Olimpiadi di Atene. Anno domini 2004, un salto temporale di ben tredici anni. Tutti pronti? Si riparte…

LA “GENERACION DORADA”

La “generacion dorada” al gran completo

In Argentina queste due parole sono sinonimo di “garra”, talento, vittoria e orgoglio, tanto orgoglio. La Generation Dorada è stata nel basket quella che l’Albiceleste di Maradona è stata nel calcio. Una nazionale capace di dettare le proprie regole ad ogni latitudine. Il giusto mix di cuore e talento conditi con le ambizioni di un popolo intero. Dal 2000 al 2012 i bianco-azzurri sono stati gli assoluti protagonisti della scena cestistica mondiale. Ora però sto divagando, torniamo al nostro Chapu. Nocioni  è stato uno dei membri fondatori della “generacion”.  Infatti, da quando l’ha vestita per la prima volta a Bahia Blanca per il South American Championship, non ha mai rifiutato la maglia Albiceleste. Con quei colori tatuati addosso ha vinto 10 medaglie( 4 ori 4 argenti e 2 bronzi) tra Olimpaidi, campionati Panamericani e Sudamericani.

Tuttavia quell’oro ad Atene 2004 rimarrà il punto più alto raggiungo da Nocioni e soci. Tutti i favori del pronostico, come al solito, erano per il team USA. Dopotutto gli americani potevano contare su gente come Iverson, James e Duncan. Tra i team che potevano provare a giocarsela c’erano anche: la Spagna, la Grecia e la Lituania. Nessuno si sarebbe mai aspettato che i sudamericani azzurri potessero vincere quella competizione. Tuttavia il destino aveva altri piani e la finale fu tra le più sorprendenti della storia del basket. Già perché a giocarsi la medaglia d’oro ad Atene ci sono Italia ed Argentina. Gli azzurri si sono presi la la loro rivincita battendo i campioni europei( la Lituania) in seminale. Ginobili Scola e Nocioni hanno demolito gli USA creando una sorta di isteria di massa. La finale non inizia neanche; troppo superiore l’Albiceleste, 84-69.

NOCIONI E CHICAGO, UN RAPPORTO TURBOLENTO

Nocioni con la maglia dei Chicago Bulls

Al termine della cavalcata olimpica “El Chapu” prende una decisione molto importante. Spinto dai suoi connazionali, Ginobili e Delfino, Andres  capisce che era il momento giusto per tentare il grande salto in NBA. Ad offrirgli un contratto nella massima lega americana sono i Chicago Bulls. Nocioni fa parte di quella schiera di “rookie veterani” che andarono a colonizzare le terre d’oltreoceano. Il ragazzo da Santa Fè tova subito il modo di farsi conoscere. Il suo stile di gioco è molto irruento e questo non va a genio a molti atleti della lega. Non è colpa sua, la “garra” non lo abbandona mai. A testimonianza di questa difesa “old-style” ci sono due episodi che hanno caratterizzato l’avventura americana del “Chapu”.

Tutti ricordano il fallo su Tayshaun Prince ed è altresì noto l’episodio con Udonis Haslem. Questo però vale la pena di essere raccontato. Durante un’azione di gioco il nostro protagonista si ritrova a marcare il fenomeno dei Miami Heat, tale Dwayne Wade; l’argentino lo ferma a modo suo crollandogli addosso e rifilandogli una bella legnata. Gli animi si scaldano ed interviene Udonis che con una spinta lancia Nocioni contro i fan. Un supporter degli Heat, un cretino ( passatemi il termine) lancia una bevanda sull’argentino generando un parapiglia incredibile. Il risultato è l’espulsione dei due giocatori e il giusto allontanamento dello spettatore.

Tralasciando questi episodi la stagione da rookie di Nocioni procede molto bene. 8.5 ppg 5 rpg 2 apg sono il suo bottino in regular season. Nella prima gara dei playoff mette a referto 25 punti e 18 e rimbalzi, lo United Center esplode. Nocioni è l’idolo di Chicago.

CHICAGO, SACRAMENTO E PHILADELPHIA

Nella seconda stagione Andres si impone nelle gerarchie dei Bulls. L’argentino viaggia a 13 ppg 6 rpg 2 apg in 82 partite giocate. La sua esperienza si fa sentire sopratutto ai playoff dove Nocioni cambia totalmente marcia. Nella serie contro gli Heat viaggia a 23 ppg e 10 rpg realizzando anche due doppie-doppie. La terza stagione in maglia rossa è la migliore che il sudamericano abbia vissuto in NBA. 14ppg 6rpg 2 apg con partite ai limiti della perfezione ( vedasi Lakers) dimostrando ancora di più il suo valore. Le ultime due stagioni vissute nella Wind City sono l’essenza stessa dello spirito sudamericano. Nocioni gioca nonostante una pesante tendinite che lo affligge. Chiude la quarta stagione con 13 ppg e 4.2 rpg. Nella sua ultima stagione si congeda con 10,5 ppg e 4.2 rpg. A metà anno saluta infatti i Bulls, direzione Kings.

Rimarrà due stagione in California. Nella prima in maglia bianco-viola sembra tornato quello di un tempo. 13,7 ppg 6 rpg e 1,8 apg sono il suo bottino e gli inizi sono incoraggianti. Tuttavia i Kings non erano nel loro miglior momento storico possibile. Il team è in pieno rebuilding e nella seconda stagione Nocioni sembra insoddisfatto. Pur avendo ottime medie infatti chiede la cessione e dalla California si passa in Pennsylvania.

A Philly metterà insieme 67 presenze in due anni senza mai ambientarsi. Complice anche il lockout, che lo riporta a giocare in patria al Penarol, viene tagliato dai 76ers a Febbraio e saluta definitivamente gli USA.  Il Vecchio Continente è pronto a riabbracciarlo.

IL PRIMO GRANDE AMORE, IL BASKONIA

Andres Nocioni

Andres Nocioni con la maglia del Saski Baskonia

“Si torna sempre dove si è stati bene” questa potrebbe essere la sintesi perfetta del ritorno al Baskonia di Nocioni. I baschi riaccolgono il figliol prodigo con tutto l’affetto e l’intensità di cui sono storicamente capaci. In Spagna, oltre alla paella, riassapora anche le gioie dell’Eurolega. Nella stagione del suo ritorno viaggia subito a 11 ppg 4 rpg e 1,5 apg nella massima rassegna europea. Tuttavia questa competizione sembra stregata per l’argentino che non riesce proprio a vincerla. Anche in questa stagione si ferma ai quarti e Nocioni inizia a bramare sempre di più quel trofeo. L’ultimo anno che vivrà in terra basca sarà quella del definitivo congedo dal Baskonia. Prova l’ultimo assalto alla liga e all’Eurolega ma pur impegnandosi al massimo non riesce a trionfare. Al termine dell’anno saluta la terra basca. Il futuro veste blanco…

LA CAMISETA BLANCA E L’ADDIO

Andres Nocioni: è lui l’MVP dele Final Four. Chiude la finale con 12 punti e 7 rimbalzi.

Il Real se lo aggiudica e mette su un roster dall’esperienza e dalla qualità sopraffina. Nocioni non ci mette molto a farsi apprezzare dallo spogliatoio. I suoi compagni di squadra sono tutti atleti esperti e affamati come lui. Il Real Madrid DOMINA la scena spagnola ed europea. Nella prima stagione nella capitale Andres fa man bassa di trofei. Lega spagnola, Copa del Rey, Supercoppa spagnola e, finalmente, l‘EUROLEGA. Nella massima competizione europea Nocioni è uno dei protagonisti della storica cavalcata madrilena. 9ppg 5 ppg 2 apg conditi con la solita garra e con una lucidità fuori dal comune. Al termine della finale vinta con l’Olympiakos viene anche premiato come MVP delle Final Four; il coronamento di una grande stagione, il giusto tributo ad un grande atleta.

Nelle ultime due stagione, ahimè, il peso dell’età ha iniziato a farsi sentire anche per l’eterno Chapu. Già dopo la scorsa stagione, chiusa comunque a 6 ppg di media in 24 partite europee, si vedeva che non c’era più il Nocioni di un tempo. Tuttavia il Real non se ne vuole privare. L’argentino è un uomo-spogliatoio fuori dal comune. La cattiveria che mette nei pochi minuti in cui viene impiegato dovrebbe essere insegnata alle generazioni a venire. Nel frattempo con i suoi blancos vince ancora: un campionato e due coppe del re. Sembra davvero essere intramontabile il mito del Chapulin partito da Santa fè…

Già, sembra. Come ogni storia meravigliosa che si rispetti anche quella di Nocioni deve avere una fine. E tutti siamo convinti che Andres cercherà di vincere ancora perchè la garra non mancherà mai. Non è mancata neppure a Rio, alle scorse Olimpaidi, dove ha chiuso il ciclo con la Generacion Dorarada.

Possiamo solo dire grazie ad un uomo come Andres Nocioni. ” El mejor producto del basquetbol argentino”.

Se vi venisse da piangere tranquilli, è tutto normale.

PRIMA PARTE ANDRES NOCIONI

 

You may also like

Lascia un commento