Non c’è più tempo per sbagliare, non c’è più tempo per avere rimpianti, non c’è più tempo per tirare sospiri di sollievo. E’ gara cinque, il passato non conta più e il futuro si decide in quaranta minuti di gioco effettivo. Stasera al Pireo, con questi presupposti, Olympiakos ed Efes si affrontano per determinare il nome della quarta partecipante alle Final Four di Eurolega.
In gara quattro i turchi parevano in controllo, vedevano sempre più vicino il passaggio del turno, poi la luce si è spenta, gli ospiti hanno preso il controllo del match e, nel finale, non se lo sono lasciati sfuggire. A livello psicologico, l’Efes potrebbe pagare il rammarico e la delusione per la grande occasione gettata al vento; mentre i greci potrebbero essere sfruttare la scia dopo la rimonta di gara quattro. Nulla, però, è già scritto ed è per questo che ci attendiamo una partita di grande equilibrio.
Olympiakos: Pireo e difesa per volare ad Istanbul
Nel quarto atto della serie, la rimonta dell’Olympiakos ha avuto origine dalla grande difesa dei ragazzi di Sfairopoulos, capaci di tenere l’Efes a 24 punti segnati in tutto il secondo tempo. Al di fuori di Granger, nessun avversario è riuscito ad arrivare alla doppia cifra di punti. I greci hanno messo una pressione asfissiante sul perimetro e hanno protetto ottimamente il pitturato, costringendo i padroni di casa ad un orrendo 3/19 da tre punti (15.8%). E in una gara secca di solito sono sempre le difese ad avere la meglio. Se quella ateniese sarà la stessa della seconda metà di gara quattro, l’Efes non avrà speranze.

Difesa ed aggressività hanno permesso all’Olympiakos di completare con successo a rimonta di gara quattro
D’altra parte in questo gioco bisogna anche fare canestro e, in questa serie, l’attacco dell’Olympiakos non è parso sempre efficacissimo. Anche in gara quattro il mattatore è stato Spanoulis (18 per lui), ma questa volta sono andati in doppia cifra anche Printezis e Green. Il primo è chiamato ad essere la prima spalla del numero sette, il secondo, anche nell’ultima gara, dovrà portare punti dalla panchina. Sicuramente fondamentali saranno le percentuali dall’arco, non per nulla molto alte nella vittoria di Istanbul (12/26, 46,2%), data la mancanza di uno contro uno in post basso dei lunghi greci. L’ordine sarà, insomma, quello di attaccare insieme, senza doversi sempre e solo affidare al talento di Spanoulis. Ad attacco e difesa ben studiati si aggiungerà certamente l’immancabile spinta del Pireo, mai semplice da espugnare.

Il tiro da tre punti sarà una variabile importante nel gioco dell’Olympiakos
Efes: costanza e tiro da tre punti per espugnare il Pireo
Una cosa è certa: all’Efes piace gettare al vento vantaggi anche cospicui. Era successo già in gara tre ed è ricapitato in gara quattro, ogni volta con esito diverso. I blackout del team di Perasovic, in questa serie, cominciano spesso in attacco, ne momento in cui i vari Honeycutt, Brown ed Heurtel pensano di poter vincere la gara da soli. In gara cinque, invece, i turchi non potranno prescindere da una voglia costante e continua di muovere il pallone, anche e soprattutto per trovare quella precisione al tiro da tre punti che permetterebbe di trovare spazi in area, cosa altrimenti molto complessa contro l’Olympiakos. Se all’inaspettatamente buona difesa vista fin qui si unirà l’intento di giocare coralmente, l’impresa potrebbe non essere più tale.

Thomas Heurtel dovrà essere bravo a far muovere il pallone al suo Efes per battere l’Olympiakos
In tutto questo, è lecito attendersi di più da giocatori di talento come Honeycutt e Brown, poco produttivi a livello realizzativo in questa serie. L’Efes ha bisogno che le sue stelle creino qualcosa dal nulla quando l’attacco non gira. Questa mancanza stata fin qui in parte colmata grazie ad una difesa efficace, ma in una gara decisiva come quella di stasera le prodezze individuali ed estemporanee potrebbero fare la differenza.

L’Efes, per battere l’Olympiakos, avrà bisogno del miglior Honeycutt
