PREMESSA: L’articolo cerca di analizzare i lati positivi dei Boston Celtics in gara 3, cercando di guardare i punti per un’ipotetica riapertura della serie. Con questo non sto assolutamente dicendo che la serie sia riaperta, i Cleveland Cavaliers restano comunque un abisso avanti.
SE IL PEGGIOR TIRATORE DELLA SQUADRA DIVENTA IL MIGLIORE
Che Marcus Smart non sia certo il miglior tiratore a Boston è cosa nota e il suo 29% in carriera da 3 parla chiaro. Ma Marcus ha un “dono”, quello di accendersi come una miccia e esplodere in prestazioni fuori dai suoi standard. I primi segnali sono arrivati nel primo quarto dopo uno scambio con Bradley che gli ha consentito di segnare una tripla in solitaria, ma è dal passaggio in no look per un AB in taglio sotto canestro che in Smart si è accesa una miccia. Triple in catch and shoot, triple dopo ball-handling. Il 36 si trasforma in una macchina da 3 e nel perno dell’attacco biancoverde, concludendo col career high di punti (27), triple segnate (7/10) e canestri fatti (8).
(COME DA ASPETTATIVE) SENZA THOMAS LA DIFESA È UN’ALTRA STORIA
Se IT rende l’attacco celtico molto più pericoloso, la difesa ha una trasformazione mostruosa quando c’è Smart al suo posto (peggiore per def rating con IT, migliore con Smart in r.s.). I Celtics hanno costretto i Cavaliers a 16 turnover, di cui 6 solo da parte di LeBron, segnando 14 punti sulle palle perse dai campioni (5 punti i Cavs). 3 palle recuperate per Crowder, 2 a testa per Bradley e Smart. Se a Boston vogliono avere chance per gara 4 dovranno rimanere sempre concentrati sugli attacchi dei Cavs, le linee difensive biancoverdi possono limitare il più possibile almeno 1-2 dei Big Three dei Cavs e allo stesso tempo infastidire i tiratori come hanno fatto in quest’ultima gara. Difficile, difficilissimo ripetersi, ma siamo alle Finals di Conference e l’orgoglio e la testa possono dare un contributo davvero importante.
IL RUOLO DI JAE
Jae Crowder sta continuando la sua battaglia personale coi tiri fuori dall’arco nei playoff, concludendo con un misero 2/8 anche stavolta. Ma stavolta Crowder si è reso fondamentale non abbattendosi e buttandosi su ogni rimbalzo, prendendone 11 in totale tra cui 2 offensivi convertiti in 4 punti, oltre a un notevole miglioramento sulla difesa contro nientemeno che sua Maestà James. I Celtics avranno bisogno di questo Crowder difensivamente in vista di gara 4, sperando in un suo miglioramento anche offensivo (non si può sempre sperare nel 7 su 10 da 3 di Smart).
JEREBKO DAL CILINDRO
Lo svedese può essere un’interessante sorpresa nella serie. È un lungo che allarga bene il campo, ma che fisicamente può far soffrire uno come Kevin Love. Nei 13 minuti in cui è stato impiegato, principalmente contro la panchina Cavs + Love, ha portato a casa 5 rimbalzi segnando con il 100% dal campo (4/4 di cui 2 triple), concludendo con un plus/minus di +22 e istigando proprio il numero 0 avversario. In assenza del rim protector che ai Celtics serve ancora come il pane, un giocatore che allarga il campo e fa gioco sporco come il Jonas di gara 3 potrebbe far comodo e non poco.
IL SOSIA DI OLYNIK
Dov’è finito l’Olynik che perdeva fior di palloni in modo stupido causa black-out al cervello? Kelly in questi playoff sta evolvendo il suo gioco, diventando sempre più utile dalla panchina (anche se gara 7 coi Wizards resterà storia). 15 punti a referto segnati in vari modi e una grande generosità, il suo tagliare a canestro e farsi trovare disponibile da una grande mano alle guardie di Boston e se continua così abbinando il suo tiro da fuori quando è in giornata di grazia può far male dalla panchina.
FERMARE I TIRATORI AVVERSARI
I Cavs hanno tirato con un mostruoso 60% da 3 nel primo tempo, risultando inarrestabili anche con un James da 8 punti su 24 minuti. Ma nel secondo tempo la storia è cambiata radicalmente e i Cavs sono scesi a un 2/17 da fuori (2/6 J.R., 0/2 James, 0/3 Love, 0/2 Irving, 0/3 Korver). Alcuni di questi sono stati errori in solitaria, ma i C’s, soprattutto con Smart hanno creato una pressione continua e aggressiva, inducendo soprattutto Irving e Smith all’errore. I Cavs sanno tirare da 3 e questo è certo. Tireranno molto da 3. E se le percentuali resteranno quelle della prima metà di gara 3 ci sarà poco da fare, LeBron potrà divertirsi come vorrà. Ma se Boston troverà la sinergia, il ritmo e il cuore in difesa visti nella seconda metà, il gap potrà essere ridotto.
LA DIFESA DEI CAVS
Avevo esaltato coach Lue per aver innalzato notevolmente la difesa dei Cavs in questi playoff, quando la qualità è salita le dormite viste in RS sono calate a picco e l’intensità dei campioni è diventata impressionante, annientando nei primi 2 confronti i Celtics sul piano fisico e a rimbalzo come da aspettative, ma anche la stella della squadra Isaiah Thomas (2 punti e 0/6 dal campo in 17 minuti di gara 2, 17 punti e 7/19 dal campo in 38 minuti a gara 1) e vincendo una gara 2 con un umiliante distacco di 44 punti. Ma in gara 3 Lue non ha saputo trovare le contromisure alla rimonta dei biancoverdi, dimostrando di aver basato la difesa della sua squadra sul folletto n°4 (accentratore dell’attacco di Boston) e trovandosi letteralmente spiazzato dalla sua assenza. I 6 uomini in doppia cifra di punti, oltre ai vari errori sulle marcature visti in gara sono un chiaro esempio.
I TIMEOUT DI STEVENS (CATEGORIA PORNHUB)
Direi che stavolta le immagini la spiegano meglio di me. La vera superstar dei Celtics è colui che siede in panchina, un autentico genio della tattica e dall’infinità di soluzioni. J.R. Smith ha le sue colpe, per carità, gli schemi li sanno fare anche gli altri allenatori ed è vero anche questo, ma è l’avere sempre la soluzione pronta in testa ed averne sempre di diverse che rende Stevens il migliore da questo punto di vista.
ANCHE UN DIO SI RIPOSA
Credo che questo sia il punto della partita più scontato di tutti. Inutile commentarvi la prestazione di LeBron in questa gara 3, tenuto per la prima volta sotto i 15 punti dopo 60 gare di playoff e con un quarto quarto a secco come non gli accadeva dalle Finals del 2011 contro Dallas. Altrettanto inutile dire che al 99% questa cosa non si ripeterà e che i Cavs sono una squadra che, al di là del potenziale super, resta comunque Lebron-centrica, quindi questa sua prestazione negativa ha inciso pesantemente anche nel risultato.
Scritto da: Alex Cesc Di Marcantonio


