LA TEORIA DI RICHARD JEFFERSON
Ci sono molte teorie sul come i Cleveland Cavaliers abbiano rimontato dal 3-1 dei Golden State Warriors nelle scorse NBA Finals; ad esempio: l’ottima difesa su Steph Curry, la sospensione di Draymond Green in gara 5, l’infortunio di Andre Iguodala e potremmo andare avanti per ore e ore.
A darci una mano, però, ci ha pensato Richard Jefferson, che prima di esporre la sua teoria ha specificato di non esser d’accordo con nessuna delle precedenti sopracitate.

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Per Jefferson, il motivo principale per il quale i Cavaliers hanno avuto la possibilità di recuperare è stato la mancanza di equilibrio all’interno del roster della Baia.
Ma chi rompeva gli equilibri ?
Per Richard Jefferson, la causa degli squilibri all’interno del roster di Golden State era Draymond Green che, oltre a parlare troppo, innervosiva l’ambiente intorno a lui.
Il numero 24 di Cleveland spiega in un Tweet che Draymond Green è un ottimo giocatore ma, nel momento in cui comincia ad innervosirsi e farsi prendere da altri fattori meno importanti della partita, condiziona l’andamento di tutta la squadra dividendola tra: chi come lui si innervosisce, e chi come altri riesce a mantenere il sangue freddo e concentrarsi sulla partita.
Full Richard Jefferson quote on whether Draymond's trash talking will impact the NBA Finals pic.twitter.com/V1V93SpzkJ
— Kevin Jones (@Mr_KevinJones) May 31, 2017
Queste due condizioni contrastanti creano squilibrio per Jefferson, che dichiara alla fine soddisfatto della sua teoria: “La rimonta dal 3-1? Anche grazie a Draymond Green“
PUNTI DEBOLI
Chiunque segua il campionato NBA sa quanto sia importante avere giocatori lucidi mentalmente, e proprio per questo sembra che Golden State abbia, come dice Jefferson, un problema da risolvere prima di queste finali.
Ovviamente non sarà questo il fattore principale che condizionerà le finali NBA, ma possiamo dire che Richard Jefferson abbia fatto un favore a Golden State, dichiarando implicitamente come uno dei punti deboli che Cleveland avrà intenzione di attaccare sarà la psicologia e la pazienza del numero 23 dei Golden State Warriors.

