Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppCleveland sfiora la vittoria, Durant la decide: le pagelle di gara tre

Cleveland sfiora la vittoria, Durant la decide: le pagelle di gara tre

di Andrea Ranieri

Doveva essere il punto di svolta della serie gara tre. Cleveland è andata vicinissima alla vittoria e, quindi, a riaprire la serie, ma Golden State, nel finale della partita più bella della serie, è stata più lucida e, con le giocate di Klay Thompson e Kevin Durant, è riuscita a portarsi sul 3-0. Non sono bastati dei clamorosi Kyrie Irving e LeBron James e, più in generale, dei Cavs molto vogliosi di lottare su ogni pallone. Queste sono le pagelle del terzo atto della serie:

IL MIGLIORE

Kevin Durant, voto 10: Non si è fatto notare per larghi tratti del match e, nel terzo periodo, è sembrato anche in difficoltà. Nonostante tutto, ha confezionato 31 punti e 8 rimbalzi, con 10/18 al tiro. Ha capito che non era il caso di forzare ed ha atteso il suo momento, prendendo i tiri che più si addicevano all’attacco di Golden State. E poi, quella tripla in transizione, quella che ha sancito la vittoria dei Warriors, basta questo per dargli il voto più alto che si possa dare nelle pagelle di una partita. Perfetto. Sontuoso. Decisivo…scegliete voi gli aggettivi, noi li abbiamo finiti.

IL PEGGIORE

Tristan Thompson, voto 3: 23 minuti di nulla, con soli 3 rimbalzi all’attivo e dando l’impressione di non essere di alcuna utilità alla causa dei Cavs in questa serie. Ogni tanto muove bene i piedi in difesa nelle situazioni di cambio, ma non può bastare questo a compensare la mancanza di lavoro sporco sotto le plance e le incredibili e letali indecisioni in attacco, dove i Warriors lo hanno lasciato agire, mettendolo davanti ai suoi limiti tecnici e mentali. Era stato decisivo nella Finale dello scorso anno, lo è anche quest’anno, ma in negativo. Involuto.

Tristan Thompson è nettamente il peggior giocatore di queste Finals per rendimento

CLEVELAND CAVALIERS

Kyrie Irving, voto 9.5: 38 punti e un pericolo costante nell’uno contro uno. Questo è il Kyrie Irving di cui Cleveland aveva bisogno. Il 16/22 da due punti spiega come sia riuscito ad andare in area con efficacia e con costanza, trovando le sue conclusioni preferite. E’ anche più attento in difesa lontano dalla palla per una volta. Purtroppo per lui, la sua prova non basta e lo 0/7 dall’arco è pesantissimo. Lottatore.

Jr Smith, voto 6.5: Torna a fare ciò che gli riesce meglio: segnare da tre punti (5/10). Ogni tanto tende a distrarsi in difesa, ma limita i falli ingenui che avevano caratterizzato la sua prova in gara due. Peccato che nel finale decida di prendere alcune conclusioni scellerate, che, probabilmente, sono costate la partita ai Cavs. Alterno.

LeBron James, voto 9.5: Il dinamico duo con Irving torna a funzionare e il Re confeziona una prova monstre: 39 punti, 11 rimbalzi e 9 assist per lui. Cerca di mettere intensità anche in difesa e nel finale tirato risulta stanco dopo ben 45 minuti sul parquet. L’anno scorso queste prestazioni permettevano ai Cavs di portare a casa la partita, ma ora dall’altra parte c’è un Kevin Durant in più. Indiscutibile.

Kevin Love, voto 7: segna solo 9 punti tirando con 1/9, ma un Kevin Love così attento ed aggressivo in difesa e sui palloni vaganti non lo avevamo mai visto. Lascia il proscenio e Irving e James e dà comunque il suo contributo. I minuti migliori di Cleveland sono quelli con lui da centro, grazie anche alle 13 carambole che riesce a catturare. La voglia di lottare comunque non basta e sono troppi i tiri aperti sbagliati. Generoso.

Panchina, voto 6: Una mediazione tra le ottime prove di Jefferson e Korver, che mettono in campo esperienza, voglia e tecnica e quella orrenda di Shumpert e Williams, incapaci di rendersi davvero utili in difesa e sempre deleteri in attacco. Lunatici.

GOLDEN STATE WARRIORS

Stephen Curry, voto 7.5: gioca un grande primo tempo, grazie al tiro da tre punti, sparisce un po’ nel secondo, quando accetta cambi difensiva dannosi in modo pigro e frettoloso e si intestardisce in attacco, rischiando di far affondare i suoi. Nonostante ciò, segna dall’arco quando conta e tiene i suoi sempre in partita, lottando anche a rimbalzo (13 per lui) e trovando qualche canestro dalla spazzatura. Opportunista.

Klay Thompson, voto 8.5: chirurgico in attacco, segna 16 punti in un amen e chiude con 30. E’ precisissimo dall’arco (6/11) e fa sempre la giocata giusta in attacco, facendo registrare anche due schiacciate in contropiede. In difesa stavolta non riesce a limitare Irving, ma era un’impresa impossibile, quindi non gliene si può fare una colpa. Il segreto di questi Warriors.

Draymond Green, voto 5: si salva leggermente con gli 8 rimbalzi e i 7 assist, ma per il resto la sua prova è orrenda. Nervoso fin da subito, inciampa in seri problemi di falli e si fa anche fischiare un tecnico. Per sua fortuna, non incide sull’atteggiamento dei suoi compagni, ma il leader di Golden State in questa serie sta vacillando e, tuttavia, i ragazzi di Kerr sono ad un passo dal titolo. Graziato.

Zaza Pachulia, voto 5.5: prova, come sempre, a metterci fisicità e lavoro sporco, ma ci riesce a fasi alterne. Ne esce quasi sempre con un fallo commesso. Si redime in parte con alcune bellissime riaperture per i propri tiratori e, in ogni caso, non è chiamato ad essere la stella in una squadra del genere. Mestierante.

Panchina, voto 5.5: il mezzo punto in più viene attribuito per la clamorosa difesa di Iguodala sull’ultimo possesso di James. Per il resto, la panchina dei Warriors è timorosa in attacco, dove soffre la sfida al tiro degli avversari, e non riesce ad incidere mai in difesa. Stavolta la forza di Golden State non è stata “in numbers”, ma sulla Baia sono contenti così. Impauriti.

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