James Harden è da anni tra i migliori giocatori della lega, soprattutto dal punto di vista offensivo (miglior scorer delle ultime due stagioni, con 30.4 punti nel 2017-2018 e 36.1 nel 2018-2019). Nonostante ciò, in molti non amano particolarmente il suo stile di gioco, accusandolo di essere un giocatore interessato soltanto ai numeri personali piuttosto che al bene della squadra e di non migliorare i suoi compagni a causa dei tanti possessi e tiri che riserva per sé.
Secondo i suoi detrattori, sarebbero proprio le sue caratteristiche a impedirgli di vincere il primo anello della sua carriera. Già, perché è proprio il titolo NBA l’obiettivo principale del Barba, che dopo record individuali a profusione – tra cui la striscia di 32 partite consecutive con almeno 30 punti, il primato tra i giocatori in attività per numero di gare con 40, 50 e 60 punti e la prima tripla doppia della storia da 60 punti – e la vittoria del premio di MVP nel 2018, Harden pensa soltanto a portare un campionato NBA a Houston.

James Harden contro i Golden State Warriors, i rivali di sempre
Negli ultimi anni, i Rockets sono riusciti ad accarezzare l’impresa, in particolar modo nel 2018, uscendo soltanto in gara-7 al cospetto dei campioni in carica dei Golden State Warriors di Kevin Durant, Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green in Finale di Conference, non riuscendo a superare i Dubs nemmeno l’anno successivo, in semifinale. La dinastia dei Warriors è (almeno per il momento) giunta al termine e i Rockets potrebbero approfittarne, ma non saranno i soli a provarci. Le due rivali di Los Angeles, Clippers e Lakers, si sono rinforzate tantissimo, mentre a Est potrebbero dire la loro i Milwaukee Bucks e i Philadelphia Sixers, tra le tante.
James Harden: “I Rockets sono il terzo incomodo per il titolo”
Dopo essersi ricongiunto a distanza di sette anni col suo migliore amico Russell Westbrook, anch’egli tra i giocatori più criticati della lega e desideroso di competere per la vittoria del titolo, però, Harden è ancor più determinato a mettere le mani sul Larry O’Brien Trophy e non sembra temere la folta concorrenza. Il Barba ha deciso di dire la sua nell’intervista rilasciata a Stephen A. Smith nel suo programma su SportsCenter prima della gara vinta 102-93 coi Clippers: “Negli ultimi anni abbiamo perso contro un super team del calibro dei Golden State Warriors, ma quest’anno abbiamo anche Russ e riusciremo a centrare il nostro obiettivo. I Lakers con LeBron James e Anthony Davis e i Clippers con Kawhi Leonard e Paul George sono considerate le favorite? Onestamente non mi interessa, preferisco essere il terzo incomodo e che la gente continui a parlare delle due squadre di Los Angeles. Dobbiamo sfruttare l’enorme opportunità che abbiamo, io e i miei compagni siamo pronti.”, il commento di Harden in merito all’obiettivo titolo.
Make sure to tune into my sit down with @JHarden13 during my SportsCenter Special ahead of Clippers vs. Rockets tonight. pic.twitter.com/nt16s9xSmR
— Stephen A Smith (@stephenasmith) November 13, 2019
Alla domanda del giornalista di ESPN sulle critiche costantemente rivolte al suo stile di gioco, il sette volte All-Star risponde invece così: “La gente non ha capito nulla del mio gioco. Se faccio determinate cose in campo è per il bene della mia squadra, non per interesse personale. Dicono che dovrei avere meno possessi e non tirare così tanto, ma se sono il miglior giocatore offensivo della squadra perché dovrei farlo? Ho il compito di trascinare la mia squadra, lo faccio per questo.”
Harden ha cominciato con qualche difficoltà al tiro la sua stagione, ma nelle ultime cinque partite si è messo tutti i problemi alle spalle, trascinando i Rockets a ben cinque successi consecutivi con medie di 41.6 punti, 6.8 rimbalzi, 8.8 assist e 2.4 palle recuperate col 45.7% dal campo e il 42.7% da dietro l’arco. In stagione, James Harden sta viaggiando a 38.2 punti (miglior marcatore stagionale), 5.5 rimbalzi, 8.2 assist e 1.5 recuperi ed ha già messo a referto una partita da 50 o più punti, cinque da 40 e otto da 30 in undici presenze.
