Draft 2019, Zion Williamson è la prima scelta e si commuove: “Tutto merito di mamma”

Mancava solo l’ufficialità, che è arrivata intorno all’una e mezza di questa notte. Zion Williamson è la prima scelta assoluta del Draft 2019, opera dei New Orleans Pelicans. Come prevedibile, il ragazzo prodigio, prodotto di Duke University, ha catturato l’attenzione dei media per tutta la notte delle scelte.

Come se la campagna di ESPN, “inizia l’era di Zion“, non fosse abbastanza, il nuovo giocatore di Coach Alvin Gentry si è presentato con un elegante completo bianco, richiamo non troppo velato a quello indossato da Lebron James durante il Draft 2003.

Che il ragazzo abbia il potenziale per poter puntare, quantomeno, ad avvicinarsi a quanto fatto dal “King” è indubbio. Resterà da vedere se sarà in grado di sfruttarlo al massimo e nel modo più corretto.

Subito dopo la sua chiamata, Zion si è sottoposto all’intervista di rito a bordo palco. Arrivato ai microfoni di ESPN visibilmente emozionato, una volta raggiunto dalla mamma, Sharonda Sampson, non è riuscito a trattenere le lacrime di gioia e commozione.

“Non  so cosa dire, non ho mai pensato che sarei stato in questa posizione. Non sarei mai stato qui non fosse stato per mia madre. Ha messo i suoi sogni da parte in favore dei miei.”

Detto ciò le lacrime lo hanno sopraffatto togliendogli la parola. E’ stato allora il turno di Sharonda di condividere le sue emozioni:

“Zion ha lavorato da quando aveva 5 anni per questo. Sono così felice per lui. In questi anni ho visto un ragazzo che ci ha sempre ascoltati, ha sempre creduto nel suo processo di crescita. E siamo qui oggi.”

Il ragazzo ha poi raccontato delle sue sensazioni prima e durante la sua chiamata:

“Le persone ti dicono ‘beh si sapeva che saresti stato chiamato per primo’, ma non puoi saperlo finché non succede davvero. Ho sentito il mio nome, sono salito a stringere la mano al commissioner (Adam Silver, ndr) senza una lacrima. Ma poi, l’intervista con mia madre affianco, non sono riuscito a trattenermi.”

Alla città che lo accoglierà ha lanciato un messaggio molto semplice e diretto:

“Balliamo!”

David Griffin racconta il Draft di Zion Williamson

Subito dopo la scelta, il vice presidente dei New Orleans Pelicans, David Griffin, ha discusso della situazione della sua franchigia dopo l’approdo dell’esterno ex Duke.

“Stiamo iniziando ad andare in crescendo. E’ solo l’inizio della nostra crescita.”

Esordisce così, come riportato da ESPN, la testa pensante a capo dell’organizzazione. Continua poi descrivendo cosa si aspetti dal suo nuovo uomo copertina:

“Questa è ancora la squadra di Jrue Holiday. Zion dovrà imparare come si vince ad un livello alto. Quando arriverà il momento in cui questo testimone gli verrà passato, accadrà. Ma il momento non è ora. (…) Lasciamo che Williamson sia un ragazzino. Non descrivetelo come il salvatore di questa franchigia, non lo è. E’ qui per unirsi alla nostra franchigia.”

Intanto, a New Orleans si staranno sicuramente godendo la gioia di essere diventati la casa di Zion Williamson, senza dimenticare l’ottimo lavoro svolto da Griffin nelle ultime settimane e durante il Draft.

NBA Draft: ai Lakers arriva Talen Horton-Tucker

Talen Horton-Tucker, 2019 NBA Draft

Nel corso del Draft, i Los Angeles Lakers hanno imbastito una trade con gli Orlando Magic. In california arriva la guardia Talen Horton-Tucker, scelto con la pick #46 dalla franchigia della Florida, in cambio di una seconda scelta del 2020 e cash considerations.

Il prodotto di Iowa State ha chiuso la stagione con i Cyclones mettendo a referto nelle 35 gare disputate 11.8 punti, 4.9 rimbalzi, 2.3 assist e 1.3 recuperi in quasi 28 minuti per partita. Anche se ad impressionare è il fisico della guardia nativa di Chicago, che abbina ai 193 cm di altezza ben 215 cm di wingspan!

Tuttavia Horton-Tucker è un prospetto da sviluppare, poiché deve migliorare sia le percentuali dal campo che le letture di gioco oltre ad essere ancora nel pieno sviluppo fisico, non avendo compiuto ancora 19 anni.

Talen Horton-Tucker entusiasta della scelta

Raggiunto telefonicamente da Mike Trudell, THT non ha nascosto il suo entusiasmo.

È una benedizione, un sogno che si avvera. Tutti crescono con il sogno di giocare in una squadra come questa. Non vedo l’ora di iniziare. Senti sempre parlare dei Lakers, della loro tradizione e dei grandi giocatori che hanno avuto… è un posto fantastico. Per me, era una destinazione da sogno.

Avrà ragione Miles Bridges? Le prime risposte da inizio Luglio, nella California Classic Summer League di Sacramento.

Draft NBA, Minnesota Timberwolves: Saric e la scelta numero 11 ai Suns per Jarrett Culver

minnesota timberwolves

I Minnesota Timberwolves spediscono l’ala croata Dario Saric e la scelta numero 11 al draft NBA 2019 ai Phoenix Suns, in cambio della scelta numero 6. come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN.

Dopo la trade, i Minnesota Timberwolves hanno selezionato Jarrett Culver, guardia da Texas Tech.

In una mossa precedente, i Suns avevano spedito l’ala T.J. Warren agli Indiana Pacers in una transazione che ha compreso anche la scelta numero 32 (secondo giro) dei Pacers, tesa a scaricare dal payroll i 35 milioni di salario dovuti a Warren nelle prossime 3 stagioni.

Saric era arrivato a Minneapolis assieme a Robert Covington e Jerryd Bayless nella trade che lo scorso novembre aveva spedito Jimmy Butler (e Justin Patton) ai Philadelphia 76ers.

Nella giornata di giovedì, i Minnesota Timberwolves avevano tentato di ottenere dai New Orleans Pelicans la quarta chiamata assoluta, offrendo l’ala Robert Covington ed i diritti sulla scelta numero 11.

Dario Saric sarà sotto contratto con i Phoenix Suns per un’ultima stagione e 3.5 milioni di dollari, e sarà eleggibile nel 2020 per una qualifying offer da 4.8 milioni con la franchigia dell’Arizona. Minnesota potrebbe anche considerare di cedere a propria volta la sesta scelta, appena ottenuta. Secondo Adrian Wojnarowski, ci sarebbero “colloqui” tra i Twolves e squadre interessate.

Draft NBA, ad Atlanta la quarta, Hawks pronti ad inserirsi nella trade Davis-Lakers

atlanta hawks

Gli Atlanta Hawks rilevano la quarta scelta assoluta al draft NBA 2019 dai New Orleans Pelicans, in cambio delle scelte numero 8, 17 (primo giro), e 35 (secondo giro).

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. I Pelicans includono nell’affare l’ala Solomon Hill, la scelta numero 57 al draft 2019 ed una futura seconda scelta, dirette ad Atlanta.

Con la quarta scelta assoluta, gli Hawks hanno dunque selezionato l’ala da Virginia DeAndre Hunter, indicato come tra i giocatori favoriti da Travis Schlenk, General Manager di Atlanta, e l’ideale da affiancare al duo Trae Young- John Collins.

Con la scelta numero 8, appena ottenuta dagli Hawks, i New Orleans Pelicans hanno selezionato il lungo di Texas Jaxon Hayes. La front-line Zion Williamson-Hayes potrebbe essere una delle più atletiche della NBA già oggi.

In un’operazione secondaria, gli Hawks hanno spedito ai Cleveland Cavaliers una scelta al primo giro con protezioni per il draft 2020.

Per i New Orleans Pelicans del neo vice-presidente esecutivo David Griffin la trade che ha spedito Anthony Davis ai Los Angeles Lakers ha fruttato – sinora – ben 5 scelte al primo giro (due da Atlanta, e 3 dai Lakers). Gli atlanta Hawks potrebbero inserirsi – e facilitare – la trade tra Pelicans e Lakers in qualità di terzo team. La trade Anthony Davis non potrà essere finalizzata prima del 6 luglio, alla fine della settimana di moratoria (1-6 luglio) prevista dal regolamento NBA.

Come riportato da Adrian Wojnarowksi, tra Pelicans e Lakers sussisterebbe un “tacito accordo” per ufficializzare la trade al 6 luglio, nel caso in cui allo scambio si aggiungesse una terza squadra.

Free agency Kevin Durant, possibile sign-and-trade con Golden State?

Kevin Durant free agent

Come riportato da Brian Windhorst di ESPN, un nuovo clamoroso scenario potrebbe caratterizzare la free agency di Kevin Durant. La star dei Golden State Warriors potrebbe, infatti, raggiungere un accordo che farebbe piacere ad entrambe le parti coinvolte: una sign-and-trade con la franchigia californiana.

“Una delle cose che è stata presa in considerazione è la possibilità che i Warriors offrano a Durant un quinquennale. Questo che gli garantirebbe 57 milioni di dollari in più rispetto a quelli che otterrebbe firmando altrove. Lasciarli continuare la riabilitazione con loro e quindi lavorare ad una trade. Se ciò accadesse i New York Knicks avrebbero la possibilità di prenderlo, avendo molti giovani e spazio salariale”. Queste le dichiarazioni di Windhorst nel corso di uno speciale di ESPN dedicato al draft NBA.

L’eventualità di una sign-and-trade consentirebbe a Golden State di non perdere Kevin Durant nella prossima free agency senza ricevere nulla in cambio. Potrebbe inoltre generare profitto anche per il n°35, che guadagnerebbe 57 milioni di dollari extra.

Non si tratterebbe tuttavia di una sign-and-trade vera e propria, poichè avverrebbe di fatto tra un anno. Nonostante ciò Durant avrebbe ancora quattro anni di contratto, una situazione del tutto analoga a quella che avverrebbe nel caso in cui accettasse la player option presente nel suo contratto annuale, ma con la differenza che le franchigie interessate sarebbero costrette a dover rinunciare a diversi assets nel 2020.

“Sarebbe una sign-and-trade ritardata”, ha aggiunto Windhorst. “Rappresenta l’unico modo in cui KD potrebbe ottenere cinque anni di contratto e giocare altrove. Sarò onesto: è un disperato tentativo dei Warriors di non perdere Durant per niente”.

 

Jahlil Okafor resta ai New Orleans Pelicans, esercitata la team option

okafor resta ai pelicans

Jahlil Okafor resta ai Pelicans, la squadra ha esercitato la team option da 1.7 milioni di dollari sul secondo anno di contratto del lungo ex Philadelphia 76ers.

A riportare la notizia è Malika Andrews di ESPN. Okafor era arrivato a New Orleans nell’estate 2018, firmando un contratto biennale parzialmente garantito. Lo staff dei Pelicans si è detto “piacevolmente colpito” dalla serietà e dal lavoro fisico svolto dall’ex giocatore dell’università di Duke.

Jahlil Okafor resta ai Pelicans, una nuova chance per l’ex 76ers

Dopo tre stagioni passate ai Philadelphia 76ers, squadra che lo scelse con la chiamata numero 3 al draft NBA 2015, Okafor era stato ceduto ai Brooklyn Nets nel dicembre 2017, dopo essere scivolato sempre più in basso nelle rotazioni di coach Brett Brown a Phila.

Chiuso da Joel Embiid, ed alle prese con alcuni problemi di disciplina e comportamentali, l’ex Blue Devils fu scaricato assieme a Nik Stauskas in cambio di Trevor Booker. A Brooklyn solo 26 partite e 6.4 punti di media a gara, in 12.6 minuti d’impiego.

Nell’agosto 2018 la chiamata dei New Orleans Pelicans, squadra in cui – grazie ad alcuni infortuni di troppo (Nikola Mirotic, Julius Randle e persino Anthony Davis) – Jahlil Okafor riesce a trovare minuti ed un minimo di fiducia nei suoi (enormi) mezzi fisici e tecnici.

A NOLA, Okafor chiude la sua stagione con 8.2 punti e 4.7 rimbalzi a partita in 59 gare disputate (24 presenze in quintetto base) e poco più di 15 minuti a partita. Abbastanza da convincere coach Alvin Gentry ed i Pelicans a concedergli una nuova opportunità, che con la partenza di Davis in direzione Los Angeles Lakers potrebbe rivelarsi l’occasione per affermarsi quale affidabile giocatore di rotazione.

I New Orleans Pelicans trattano la scelta numero 4, i Twolves offrono Covington e la numero 11

new orleans pelicans

New Orleans Pelicans, il vice-presidente della squadra David Griffin cercherà acquirenti per la scelta numero 4 appena (e ancora virtualmente) ottenuta dai Los Angeles Lakers al prossimo draft NBA, ormai alle porte.

Come riportato da Jeff Goodman di The Stadium e Marc Stein del NY Times, i Pelicans richiedono una prima scelta “ed un giocatore con un contratto vantaggioso” in cambio della quarta chiamata. Tra le squadre interessate i Minnesota Timberwolves, che avrebbero proposto a NOLA la guardia-ala Robert Covington e la scelta numero 11 al draft NBA di giovedì notte.

Covington fu spedito a febbraio a Minneapolis assieme a Dario Saric e Jerryd Bayless, in cambio di Jimmy Butler e Justin Patton, dopo due stagioni spese ai Philadelphia 76ers di Joel Embiid. In 22 partite con i Twolves, 14.7 punti e 5.7 rimbalzi di media ed il 37.2% al tiro da tre punti, con 2.3 recuperi a gara.

New Orleans Pelicans, chi arriverà dal draft (via Lakers)?

L’ex Sixers entrerà nella prossima stagione nel secondo anno di un contratto quadriennale da circa 48 milioni di dollari complessivi.

Con la chiamata numero 4 al draft di Brooklyn, New York, i New Orleans Pelicans selezioneranno con ogni probabilità – ed a meno di sorprese dell’ultim’ora tra Memphis Grizzlies e New York Knicks – uno tra Darius Garland, point guard da Vanderbilt, Jarrett Culver da Texas Tech o DeAndre Hunter da Virginia.

I Pelicans selezioneranno con la prima chiamata assoluta il fenomenale Zion Williamson da Duke.

Giorni di mercato importanti e frenetici in quel di New Orleans, che dopo aver chiuso un accordo per la trade che spedirà Anthony Davis ai Los Angeles Lakers in cambio di Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart, la suddetta quarta scelta assoluta e tre future prime scelte, hanno confermato per le prossime due stagioni sulla panchina della squadra coach Alvin Gentry.

Infortunio Klay Thompson: non effettuato ancora intervento chirurgico

Infortunio thompson

E’ uno dei temi caldi del post Finals, l’infortunio di Klay Thompson fa ancora parlare nonostante sia passata una settimana dall’accaduto. Il giocatore degli Warriors ha riportato un infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro durante gara 6 della serie contro i Toronto Raptors.

Non è stato ancora effettuato l’intervento chirurgico, ma secondo gli esperti, è una procedura normale per questo tipo di lesione. A confermarlo Bob Myers, GM degli Warriors, a Nick Friedell di ESPN che aggiunge:

“Questo è tipico per i giocatori che soffrono di questo infortunio. Di solito c’è una pausa di una settimana o due tra l’infortunio e l’intervento chirurgico.”

L’istantanea di Klay Thompson che si presenta alla linea di tiro libero nonostante l’infortunio è già una delle immagini simbolo di queste Finals.

Il rientro in campo del giocatore dovrebbe avvenire intorno a febbraio, presumibilmente dopo l’All-Star Game. Per lui la free-agency che si avvicina sarà molto importante, visto che dovrà trattare per il suo futuro.

Secondo il padre, Klay Mychal Thompson, il numero 11 di Golden State dovrebbe rimanere nella franchigia della Baia che potrebbe offrigli un contratto al massimo salariale per 5 anni. Intanto, infortunio permettendo, sarà una star del prossimo film “Space Jam 2”, insieme ad altre grandi personalità della NBA.

Free agency 2019: la situazione di KD

Kevin Durant free agent

Kevin Durant free agent si oppure no? Un interrogativo che in tanti si pongono. La situazione di Kevin Durant è sicuramente tra le più intriganti nella free-agency 2019, trattandosi di uno dei migliori giocatori della lega. Prima del suo infortunio nelle ultime NBA Finals, la decisione poteva sembrare abbastanza scontata da immaginare: salutare la Baia, ma, visto lo stop che ha subito, questa scelta potrebbe non essere più così sicura.

Kevin Durant tempi di recupero-kevin durant operazione
Kevin Durant nelle ultime NBA Finals.

 

Kevin Durant free agent o player option?

Come riportato da Bleacher Reportla free agency 2019 di Kevin Durant sembra poter portare a due opzioni: restare a Golden State per mantenere lo stesso sistema di gioco e poter rientrare con calma dal suo grave infortunio, oppure cambiare squadra e salutare dunque la franchigia vice-campione in carica.

Ma quali sono le compagini che sono più in corsa per aggiudicarsi le prestazioni del numero 35? La corsa vede i New York Knicks ed i Brooklyn Nets come favorite qualora KD scegliesse di cambiare aria. Se scegliesse di restare a Golden State potrebbe invece assicurarsi un contratto da più di 200 milioni di dollari spalmati in 5 anni.

Nella giornata di mercoledì, l’insider di ESPN, Adrian Wojnarowski, aveva affermato:

“Ci sono ancora squadre interessate a KD, disposte ad ascoltare le sue richieste economiche. (…) Sanno che potrebbe richiedere fino a 38 milioni a stagione.”

Ha poi continuato, parlando della attuale situazione personale del giocatore:

“Mi hanno riferito che KD si stia guardando dentro, ragionando su se stesso, in questo periodo: realizzando davvero e accettando l’infortunio. Per lui, tornare a Golden State con un contratto da 5 anni e 200 milioni di dollari, significherebbe la certezza di poter rientrare con calma dall’infortunio. Forse il rimanere lì gli dà qualcosa in più a cui pensare, ma New York e Brooklyn sono più che in corsa, ad oggi.”

Ad oggi, rimanere agli Warriors gli garantirebbe 57 milioni in più, oltre, come affermato da Woj, alla tranquillità di poter rientrare con calma. Se, invece, da una parte, approdare in una delle due franchigie di New York potrebbe dargli nuovi stimoli, dall’altra lo metterebbe davanti a meno soldi e più incertezze, considerando la difficoltà storica dei rientri da infortuni al tendine d’Ahille come il suo.

Kyrie Irving-Brooklyn Nets, si raffredda la pista? “Operazione rischiosa”

kyrie irving-brooklyn nets

Kyrie Irving-Brooklyn Nets, si raffredda la pista che porta nella Grande Mela la star dei Boston Celtics?

Come riportato da Brian Lewis del New York Post, i Nets potrebbero ripensare al piano di portare Irving a Brooklyn, senza un impegno formale di Kevin Durant – l’altro grande obiettivo estivo del gm Sean Marks – con la squadra in vista della prossima free agency.

Brooklyn potrebbe valutare troppo azzardata la prospettiva di arrivare all’ex Cleveland Cavs, con il rischio di perdere al quel punto la giovane star della squadra D’Angelo Russell ma senza delle concrete possibilità di mettere sotto contratto la superstar dei Golden State Warriors, al momento infortunata: “(I Nets, ndr) vedrebbero dei rischi nel portare in squadra l’enigmatico Irving“, senza la presenza rassicurante di Durant.

Kyrie Irving-Brooklyn Nets, un gioco d’incastri

La difficile stagione di Irving e dei Boston Celtics, che in estate andranno incontro ad un probabile stravolgimento dopo i possibili addii di Kyrie e di Al Horford, avrebbe messo in guardia le squadre interessate alla point guard campione NBA 2016. Oltre ai Brooklyn Nets, anche New York Knicks ed i Los Angeles lakers dell’ex compagno di squadra LeBron James tra le squadre interessate.

Per arrivare alla coppia Irving-Durant, i Nets avranno bisogno di creare ulteriore spazio salariale scaricando almeno uno tra i contratti di Spencer Dinwiddie, Joe Harris o del neo-acquisto via Atlanta Hawks Taurean Prince.

Sean Marks, da tre anni general manager della squadra ed artefice delle scelte di Caris LeVert, Jarrett Allen e Rodion Kurucs, e che ha portato a Brooklyn Spencer Dinwiddie, dovrà decidere se blindare subito l’ex point guard dei Los Angeles Lakers o attendere offerte da parte di altre squadre.

Se devo essere onesto” Così D’Angelo Russell al NY Post “La squadra dello scorso anno mi piaceva moltissimo, questo non significa che i nuovi arrivati non siano giocatori di valore, anzi“. Russell sarà eleggibile a partire dal prossimo 30 di giugno per un quadriennale da 117 milioni di dollari.

Trade Milwaukee Bucks: Tony Snell va a Detroit, ora trattenere Lopez è possibile

trade milwaukee bucks

Trade Milwaukee Bucks che spediscono la guardia-ala Tony Snell ai Detroit Pistons in cambio del lungo Jon Leuer, come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN.

I Bucks hanno incluso nell’affare la 30esima scelta al draft NBA 2019, che finisce a Detroit.

Una mossa che permette ai Milwaukee Bucks di risparmiare 4 milioni sul monte salari in questa stagione, e che va a rimuovere il contratto di Snell (ancora due stagioni e circa 24 milioni di dollari ancora da percepire per l’ex giocatore dei Chicago Bulls).

Trade Milwaukee Bucks, ora trattenere Lopez è possibile

Come riportato da Bobby Marks di ESPN, l’operazione di mercato consentirà a Milwaukee di creare circa 14 milioni di dollari di spazio salariale, utili per proporre un rinnovo all’uomo chiave Brook Lopez, sorpresa nella passata stagione per coach Mike Budenholzer.

Il 27enne Tony Snell ha trascorso le ultime tre annate in Wisconsin, chiuse con 7.2 punti e 2.4 rimbalzi di media ed il 40.3% al tiro da tre punti dopo tre stagioni trascorse a Chicago.

I Detroit Pistons beneficeranno dunque di due scelte al primo giro al draft 2019 (la 15esima e la 30esima in arrivo da Milwaukee), Tony Snell potrebbe trovare da subito poto nelle rotazioni di coach Dwane Casey in Michigan, data la poca profondità nel reparto ali per i Pistons.

Il contratto di Jon Leuer, veterano giunto alla nona stagione NBA in uscita da University of Wisconsin, scadrà al termine della stagione 2019\20.

Jaylen Brown: “team ai primi posti del draft” pronti a farsi avanti per il giocatore dei Celtics

jaylen brown

Celtics, in vista del draft NBA 2019 alcune tra le squadre che sceglieranno più in alto sarebbero pronte a farsi avanti per Jaylen Brown, uno dei giovani più interessanti della squadra allenata da coach Brad Stevens.

Come riportato da Adam Himmelsbach del Boston Globe, Brown sarebbe oggetto di forte interesse, per una squadra – i Boston Celtics – che si prepara ad un’estate di possibili stravolgimenti dopo le voci che danno in partenza entrambi i grandi free agent Kyrie Irving e Al Horford.

Non è certo la prima volta che il nome di Jaylen Brown, giocatore al quarto anno da California, si ritrova al centro di voci di mercato. L’ex Golden Bears faceva parte del pacchetto proposto da Danny Ainge, presidente dei bianco-verdi, per Anthony Davis dei New Orleans Pelicans.

La stagione di Jaylen Brown

Per Brown un 2018\19 da 13 punti e 4.2 rimbalzi a partita in circa 26 minuti d’impiego medio, cifre e minutaggio ridotti rispetto all’annata precedente, in cui la coppia Jaylen Brown-Jayson Tatum trovo grande spaio a causa degli infortuni di Gordon Hayward e – successivamente – di Kyrie Irving.

Nel tentativo di dare equilibrio ad una squadra ricca di talento individuale ma con difficoltà offensive costanti lungo l’arco della stagione, coach Stevens aveva optato nella seconda parte della regular season ad una soluzione che prevedesse l’ingresso dalla panchina sia di Brown che di Hayward.

I Boston Celtics hanno terminato la loro stagione al secondo turno dei playoffs della Eastern Conference, battuti per 4-1 dai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton.

I Celtics disporranno al draft NBA 2019 di ben tre scelte al primo giro (14, 20 e 22), e Brown sarà eleggibile la prossima estate per la sua “rookie scale extension” pluriennale.