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Partita dal finale spettacolare quella tra Warriors e Clippers, con Curry che per l’ennesima volta si carica tutta Golden State sulle spalle. Eppure va detto che né Steph né tutti gli Warriors avevano iniziato bene l’incontro, anzi. La storia della partita, almeno fino a metà del 3° quarto, è stata ben precisa: Los Angeles che piazza il parziale e Golden State che arranca a stare dietro. Poi nel finale è cambiata la musica.
Dopo un primo tempo da appena 8 punti infatti, nella ripresa Curry è salito in cattedra, trascinando di forza i suoi. Alla fine saranno 35 i suoi punti, con 7 su 12 da tre. Da sottolineare poi l’apporto degli altri veterani dei Warriors, che quando bisognava decidere la partita si sono fatti avanti. Non solo Porzingis, con i suoi 20 punti, ma anche Horford e Green. Lo zio Al infatti a 5 minuti dalla fine ha deciso di entrare in trance agonistica, segnando 4 triple pesantissime. Draymond invece, dopo una partita giocata in sordina, nel finale ha piazzato un paio di difese decisive, con tanto di rubate che hanno deciso la partita.
Lato Clippers rimane il rammarico di aver sprecato una partita che avevano messo fin da subito sui binari giusti. Leonard parte bene, salvo poi sparire completamente nella ripresa, segnando appena 7 dei suoi 21 punti complessivi. Bene Mathurin in uscita dalla panchina, che con i suoi 23 punti resta il migliore dei suoi. Si chiude qui dunque l’ennesima stagione altalenante dei Clippers, che quest’estate dovranno capire che direzione intendono prendere in futuro. Ricordiamo infatti che ancora sono in attesa di un verdetto sul caso Leonard-Aspiration.
Gli Warriors invece passano il turno e si preparano a sfidare i Suns per l’ultimo posto ai Playoff disponibile ad Ovest. La partita si giocherà venerdì notte a Phoenix. Vedremo dunque chi la spunterà, e avrà il dubbio privilegio di affrontare OKC.

