Ora sarà l’Ohio il territorio di guerra dove le ostilità prenderanno corpo, dove già dalla prossima partita le NBA Finals 2016 potrebbero prendere una via precisa. Oppure no. Sta di fatto che gara 3 della sfida tra Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors è il primo autentico bivio di questa serie infuocata: per entrambe le franchigie la vittoria avrebbe un’ingente importanza, perchè potrebbe spostare ulteriormente l’ago della bilancia.

LeBron James e Tyronn Lue.
Senza estremizzare il concetto, coloro che hanno le spalle al muro sono i padroni di casa, sotto 2-0. Quello che preoccupa di più probabilmente non sono le sconfitte in sé, ma il modo in cui sono arrivate. La differenza tra le squadre, nelle sfide ad Oakland, è parsa netta: la retroguardia è stata troppo molle, i giocatori (forse per disattenzione o per errori di comunicazione) non si sono preoccupati di coprire il lato debole, dove i Warriors hanno colpito spesso e a loro piacimento. Le rotazioni difensive eseguite in malomodo hanno fatto il resto. Per quanto concerne l’attacco, la manovra è stata troppo statica, con troppi isolamenti che hanno impedito di muovere il pallone e con il contributo offensivo dei vari Kyrie Irving, Kevin Love e Jr Smith che è venuto a mancare. Serve una scossa a livello emotivo, una prova d’orgoglio, ma soprattutto qualche accorgimento tattico: Tyronn Lue dovrà rivedere i dettami tattici, rendendo più solida la difesa e più fluido l’attacco. Non sarà disponibile Love, che non ha superato il protocollo per le commozioni cerebrali, dunque al suo posto potrebbe giocare Channing Frye o Timofey Mozgov da centro con Tristan Thompson che tornerebbe a fare l’ala grande (ipotesi, quest’ultima, non da scartare completamente). Qualche minuto in più potrebbe essere concesso a Matthew Dellavedova e Iman Shumpert.
Ci si aspetta tanto da sua maestà LeBron James, che dovrà trascinare i suoi in una partita non facile: i gregari, dal canto loro, dovranno seguire il loro Re, perchè un’altra sconfitta peserebbe come un macigno e potrebbe portare l’intero gruppo a rischiare uno sweep clamoroso.

Steve Kerr a colloquio con i giocatori dei Golden State Warriors.
Dall’altro lato ci sono i campioni in carica che hanno ritrovato la loro anima dopo la pazzesca rimonta nelle finali di conference contro gli Oklahoma City Thunder. Stephen Curry e Klay Thompson finora non hanno fornito prestazioni esaltanti (anche per merito degli avversari) ma tutta la squadra gira a meraviglia, merito di una forza mentale ritrovata. Draymond Green e Andre Iguodala (quest’ultimo alle prese con il difficile compito di limitare James) stanno dando un contributo rilevante alla causa, senza contare che la panchina composta dai vari Leandro Barbosa, Shaun Livingston e Festus Ezeli sta dando grandi soddisfazioni. Continuare su questa falsariga significherebbe avere cospicue chance di acciuffare un 3-0 che caricherebbe di più i Warriors e abbasserebbe ulteriormente il morale dei Cavs. Il secondo titolo consecutivo così si avvicinerebbe sensibilmente.
Coach Steve Kerr dovrà tenere alta la concentrazione e prepararsi ad eventuali aggiustamenti del collega. Eventuali cali di tensione non sono desiderati.
Insomma, non è la classica ‘win or go home’ game ma poco ci manca: sta a Cleveland e a Golden State decidere del bivio imboccare.

