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Euroleague Preview: Panathinaikos- CSKA Mosca

di Nicola Garzarella
Panathinaikos

L’Eurolega si mette l’abito da sera. Ad OAKA il Panathinaikos ospita i russi del CSKA Mosca. La sfida è uno dei grandi classici per quanto riguarda la massima competizione europea. Le squadre infatti si sono scontrate molte volte in passato dando origine a vere e proprie battaglia. Panathinaikos- CSKA non è mai una partita come tutte le altre.

Per l’occasione abbiamo chiesto a Nicola Garzarella e Riccardo Olivieri, curatori di Pana e CSKA, di raccontarci la partita. Vediamo cosa è saltato fuori dalle loro conclusioni.

PANATHINAIKOS- CSKA: THE INTERVIEW

real-madrid

Mike James e Nick Calathes festeggiano con i compagni del Panathinaikos

NG: Ciao Rick, senza sprecare altro tempo parliamo del CSKA. L”armata rossa” in sostanza non ha cambiato nulla dello storico nucleo vincente. Secondo te la continuità paga oppure avrebbero dovuto muovere qualcosa?

RO: Guardando la classifica è piuttosto facile dire che la continuità ha pagato. I russi peraltro non sono l’unica prova: lo zoccolo duro delle prime quattro in classifica è lo stesso da diversi anni ormai. Il cambiamento più importante in assoluto per i moscoviti potrebbe essere quello di mentalità: additati come perdenti a causa delle finali perse con l’Olympiakos, l’anno scorso sono riusciti a scacciare l’incubo respingendo la rimonta del Fenerbahce. Sarà davvero interessante vederli in post-season.

RO: I greci invece sono cambiati molto. L’addio più eclatante è stato quello di Diamantidis, ritiratosi dopo tredici stagioni in maglia bianco-verde. Come ha fatto Xavi Pascual a rilanciare subito i suoi?

NG: Beh Pascual è una persona di una intelligenza sopraffina. Ha preso il Panathinaikos dalla precedenza esperienza di Pedoulakis e ha cambiato in primis la mentalità. Nelle prime giornate il Pana sembrava una squadra timida e svogliata; oggi la situazione è decisamente cambiata. I greci oggi sono la squadra più in forma d’Europa con 3 vittorie, prestigiose, nelle ultime 3 giornate. Con l’addio di Diamantidis mi tocchi sul personale. Il dio greco resterà per sempre l’icona del Panathinaikos nel mondo cestistico. Tuttavia gli arrivi di nuovi giocatori, James su tutti, hanno portato freschezza e dinamismo al gruppo. Nessuno sa fin dove si può arrivare.

NG: Impossibile non farti una domanda su di loro. Teodosic e De Colo, i due fenomeni del CSKA. Gli Usa li tengono sotto controllo ma la domanda è una sola: a fine stagione che ne sarà del magico duo? Teodosic andrà in NBA?

RO: Spero proprio di no, per tutti quanti. I tifosi del CSKA perderebbero un idolo, Itoudis perderebbe un leader, noi appassionati di Eurolega perderemmo un talento da ammirare e lui… Beh, lui verrebbe secondo me oscurato dalle doti fisiche e atletiche dei suoi pari-ruolo d’oltreoceano. Ve lo immaginate a marcare Westbrook, Irving, Curry, Thomas, Lillard, Wall e Lowry? Io, con tutta la stima del mondo, no. Credo che farebbe lo stesso percorso di Sergio Rodriguez: sostanza, esperienza, qualche grande giocata di classe ma poco spazio e, soprattutto, poche soddisfazioni. Rodriguez peraltro ha quasi sicuramente abbandonato l’idea di una maglia da titolare ad Eurobasket, vista la stagione di Llull. A Teodosic potrebbe capitare lo stesso, soprattutto con questo Stefan Jovic. Ha più da perdere che da guadagnare insomma: se fossi in lui resterei a Mosca o almeno in Europa.

RO: Le chiavi della squadra sono in mano a Calathes, che so essere un tuo pupillo. Qual è la sua importanza per i greci?

CSKA Mosca

Nando De Colo, top player del CSKA

NG: Beh Calathes è il cervello dei greci. In passato ne ho parlato molto; per me lui è insostituibile per il gioco del Pana. Il suo modo di dettare il ritmo della squadra è una qualità che pochi pari-ruolo possono vantare in Eurolega. Nick è anche un difensore di straordinario livello; il suo agonismo e la sua grinta sono indispensabili per i greci. Detto questo, dopo un periodo di calo, Calathes sembra essere tornato ai suoi livelli e questo non può che essere un bene per Pascual. L’esperienza del playmaker greco e il suo stile di gioco saranno utilissimi in ottica playoff. Il Pana può sognare.

NG: Il gioco di Itoudis tende a sintetizzare in maniera perfetta attacco e difesa. Quali sono i segreti del coach greco per ottenere questi risultati?

RO:  Beh in attacco il discorso è molto semplice: palla a Teodosic e De Colo, a loro sta il compito di segnare o di mettere in ritmo i compagni. Certo che se a ricevere la palla sono Hines, Higgins o Vorontsevich è tutto più facile.
Il discorso difesa è forse ancora più semplice: tutti i giocatori, che abbiano più o meno doti difensive in uno contro uno, piegano le ginocchia e ci mettono grinta. Non saprei indicare uno specialista difensivo, almeno tra i principali giocatori di rotazione, ma la squadra gira bene. Teodosic viene continuamente bersagliato dagli attaccanti per cercare di caricarlo di falli e fargli perdere lucidità in attacco, per ora i russi non hanno mai sofferto particolarmente ma più avanti potrebbe essere un problema.

RO: Per vincere i greci avranno bisogno di una grande difesa. Come credi si organizzeranno per affrontare il terribile duo Teodosic-De Colo?

Kyle Hines – CSKA Mosca

NG: Questa è davvero una grande domanda. Difendere su Teodosic e De Colo è difficile per qualsiasi difesa. I due fenomeni del CSKA sono in grado di scardinare qualsiasi difesa con il loro talento. Il Panathinaikos è una delle migliori difese di questa competizione e di certo non è semplice aggirarla. Io, se fossi Pascual, cercherei di bloccare la mente pensante dei russi: Milos Teodosic. Il genio serbo dovrà essere marcato a vista e Calathes sa farlo e anche bene. Per quanto riguarda De Colo credo che in realtà sia difficilmente limitabile. Feldeine non è un grandissimo difensore e il suo non sarà un compito facile. Stessa situazione tra Singleton e Hines dove, nello scontro americano, la forza fisica del centro russo potrebbe prevalere ma bisognerà cambiare bene e bloccare ogni trama di gioco.

NG: I russi non sono solo Teodosic e De Colo. Quali sono gli altri giocatori che possono fare la differenza in questa competizione? Chi ti ha convinto di più di loro?

RO: Con ogni probabilità, il terzo violino di questa squadra è Kyle Hines. Lui è sicuramente un centro molto valido nonostante l’altezza (1.98 cm) che, molto probabilmente, abbassa le sue statistiche nei rimbalzi. Lui può sicuramente fare la differenza. Dovendo scegliere i giocatori che mi hanno convinto di più non posso che menzionare Vorontsevich e Fridzon, due autentici pupilli. All’Europeo, con una squadra che possa metterli in luce più di quanto non lo siano qui, faranno vedere cose davvero interessanti.

RO: Cambiando leggermente argomento, nel Pana è presente un gruppo numeroso di giocatori greci. Chi di loro secondo te rivedremo all’europeo di settembre?

NG: Beh diciamo che una parte dello zoccolo duro della Grecia gioca nel Panathinaikos. Calathes, Bourousis, Pappas sono tutti giocatori che faranno parte della spedizione greca in Russia. Per me in Nick in particolare sarà il playmaker titolare degli ellenici, vista l’assenza di Spanoulis, interessante sarà la sua coabitazione con Antetokounmpo.

NG: Considerando la delicatezza della sfida ed il fattore OAKA, chi vince secondo te ?

RO: Stai per caso cercando di farmi dire Pana? No perchè io avevo seriamente intenzione di dire CSKA e, soprattutto, non vorrei che ti illudessi!

RO: Sfida delicata, secondo te chi vince ?

NG: Devo clamorosamente smentirti. Il Panathinaikos ad OAKA è una macchina da guerra e già all’andata in Russia abbiamo messo in difficoltà Itoudis. Per me questa la portiamo a casa e mandiamo un segnale forte a questa Eurolega. 

Milos Teodosic, giocatore del CSKA

 

 

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