Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersL’attacco dei Cleveland Cavaliers doma gli Indiana Pacers

L’attacco dei Cleveland Cavaliers doma gli Indiana Pacers

di Andrea Ranieri

Siamo arrivati a a gara due e il copione, perlomeno quello tecnico-tattico, della serie tra Cleveland Cavaliers ed Indiana Pacers sembra ormai chiaro. I Cavs conducono la serie per 2-0, hanno fatto il loro dovere, difendendo il vantaggio del campo nelle prime due partite, ma non convincendo appieno neanche questa volta. I Pacers dal canto loro hanno giocato due gare al massimo sforzo (o quasi), guidati da un immenso Paul George; nonostante questo, alla squadra di coach McMillan sembra mancare più di qualcosa per poter realmente impensierire i campioni in carica. Siamo chiari, la serie non è ancora chiusa e non lo sarà finché i Cavaliers porteranno a casa una vittoria in quel di Indianapolis. Il futuro non possiamo prevederlo, ma le certezze dateci fin qui da questa serie potrebbero aiutarci ad immaginarlo. Andiamo allora ad analizzare cosa ha funzionato e cosa no per i due team.

Cleveland Cavaliers: bene attacco e Big Three, ma quella difesa…

La fortuna dei Cleveland Cavaliers nei playoff passa anche da degli obbligatori miglioramenti in difesa

 

Che i Cleveland Cavaliers avessero un attacco efficacissimo si sapeva e si sapeva ancor di più che nel loro roster ci sono tre stelle in grado di farli vincere una serie playoff col loro talento. La media di 113 punti segnati nelle prime due gare testimonia che la squadra di coach Lue continua ad avere un’ottima predisposizione offensiva. Vero è che i gregari, se così vogliamo chiamarli, dei Cavs, con l’eccezione di Frye e Williams, stanno facendo fatica a incidere dal punto di vista realizzativo. Ma va anche detto che i Big Three hanno segnato 72 punti nella prima partita e 89 nella seconda. Visti i Pacers attuali, per passare il primo turno le prestazioni di James, Irving e Love possono bastare. Ed è, in ogni caso, incoraggiante per i Cavs la capacità di trovare ancora tiri da tre punti aperti sugli scarichi, ottima alternativa alle giocate individuali. D’altro canto, la difesa, che concede 109.5 punti a Indiana, continua a non convincere. Si sono visti progressi nei quarti centrali del secondo match, subito gettati al vento nell’ultimo periodo, con la rimonta sfiorata dal team ospite. L’impressione non è certo quella che questa squadra non sia in grado di difendere con efficacia; il timore, semmai, deve essere suscitato dalla voglia altalenante di piegare le gambe con continuità lungo i quarantotto minuti.

Indiana Pacers: Paul George chiama, ma chi risponde?

“Ne ho parlato con CJ [Miles]  – In quelle situazioni devo prendermi io il tiro. Avevo chiesto palla, ma CJ si è preso quel tiro.”

Per avere speranze nella serie contro i Cleveland Cavaliers, Paul George ha bisogno di aiuto dai propri compagni, chi saprà dargliene?

Queste le parole di Paul George sull’ultimo tiro di gara uno sbagliato da CJ Miles, che avrebbe potuto regalare una clamorosa vittoria agli Indiana Pacers. A dimostrazione che PG è il leader indiscusso della squadra. Un leader che forse sta perdendo le staffe, che si sente solo in questa lotta contro i Cavs, che vorrebbe aiuto dai compagni, che faticano a dargliene. Ci ha provato un Jeff Teague da 23 punti in gara 2, che però ha il difetto di poter essere spesso sfidato al tiro dagli avversari e non riesce ad alimentare a sufficienza i compagni (soli 4 assist per lui). A parte questo poco altro nell’attacco degli Indiana Pacers, che dipendono esclusivamente dal numero 13. Per ora, la difesa scadente dei Cavaliers ha permesso ai Pacers di restare in partita anche così, ma pensare che George, pur col suo immenso talento, possa vincere la serie da solo è utopistico. Forse sono tutti sintomi di una squadra già rassegnata alla propria inferiorità rispetto all’avversario. Di certo, Paul George ha dimostrato di volerci provare fino all’ultimo e continuerà a lanciare appelli ai propri compagni affinché facciano lo stesso, almeno davanti al pubblico amico. La vera domanda è: qualcuno risponderà presente?

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